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CHI OFFRE ALTERNATIVE ALLA SOCIETA' DEL NULLA?

"Sporchi cattolici"

C'è come una sorta di resa nei confronti della non cultura imperante. Nessuno ormai si pone il problema di denunciarne la vacuità e, di conseguenza, l'assoluta e drammatica pericolosità. Il linguaggio è quello della pubblicità, lo spirito con il quale si vive la società è quello della competizione; competizione non tanto sul versante dell'essere, ma su quello dell'avere. Il demiurgo è il denaro che informa di sé tutti i territori della persona umana. Chi dirige l'orchestra ha interesse che le persone non si allontanino dal pensiero unico del denaro e delle sue logiche. Il popolo non deve esistere che come massa di consumatori o di contribuenti. Questa è la comune lunghezza d'onda - per semplificare - sia di D'Alema sia di Berlusconi. Basta osservare i programmi delle rispettive televisioni, sempre più stupidi, volgari, violenti, alla ricerca ossessiva dell'audience. Per difendere questi porcai Berlusconi invoca la libertà e D'Alema, invece di difendere i cittadini dall'invadenza della stupidità televisiva propria anche della televisione di stato, se la prende con gli spot elettorali. Sulla volgarità, la stupidità, la bassa considerazione delle persone sono entrambi - nei fatti - assolutamente d'accordo. La loro è un'esclusiva lotta per il potere; ad occhio nudo non intravedo alcun spezzone d'ideale appena credibile. Se la prendono con le pensioni, - intendiamoci, non voglio assolutamente difendere lo status quo - senza denunciare che i problemi in questo settore derivano indiscutibilmente dalla denatalità, frutto avvelenato delle rispettive "culture" di riferimento.

E i nostri ragazzi, tra un "Baywatch" e "Il lotto alle otto", si fanno un'idea della realtà così deformata che quando ci sbattono contro, mostrano tutta la loro fragilità e un assoluta impreparazione a farvi fronte. Quanti drammi ogni giorno si consumano su questo fronte?

Chi denuncia questa strage dell'intelligenza? Chi mette in guardia i giovani da quest'inquinamento delle coscienze? Chi fa da sponda ai genitori in questa battaglia che si combatte quotidianamente nelle case? Chi offre valide alternative che durino nel tempo? Purtroppo nessuno!

Le leggi del profitto ad ogni costo devono passare avanti indisturbate. Tentare di opporvisi è considerato antistorico, antimoderno, retrò, un retaggio di quegli "sporchi cattolici" di un tempo, oppure di quei laici alla ricerca appassionata della giustizia e della verità.

Purtroppo, di "sporchi cattolici" e di laici appassionati di giustizia e di verità in giro se ne vedono davvero pochi. In tanti si sono accomodati all'ombra di altre bandiere al servizio del pensiero dominante che - sempre per semplificare - individueremo in quelle di Berlusconi e di D'Alema. Le due destre le definiva Marco Revelli in un suo libro di alcuni anni fa. Pur di stare lì sono disposti a tutto, a bere qualsiasi bevanda, anche la più amara e pericolosa.

Io mi domando: hanno i cattolici una loro specifica missione, un loro specifico apporto, oltre che nella sfera spirituale, da offrire alla cultura, alla società civile, alla politica? Oppure il loro compito è quello di sciogliersi in altre miscele dagli esiti imprevedibili? Devono forse, come cattolici, chiudere le loro botteghe artigiane per essere assorbiti dai grandi ipermercati, dove possono trovare posto - quando va bene - solo in qualche scaffale seminascosto?

Come vorrei che di queste cose, anche all'interno delle comunità cristiane, se ne discutesse con franchezza e serenità! La fede senza le opere è un problema solo nella sfera individuale o anche in quella sociale e politica? La cultura è un opzional, oppure uno dei doveri del cristiano? Il liberismo invadente dei nostri giorni va combattuto, tollerato o aiutato? L'avanzare costante della povertà contestualmente alla crescita della ricchezza è una questione solo della Caritas? La TV è una risorsa o un problema? La scuola va bene così?

E come vorrei che qualcuno si facesse avanti per aiutarmi e aiutarci a capire! Avanti, le pagine del Filo sono a disposizione di tutti.

Giampiero Giampieri

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