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AUTUNNO, IL TEMPO DELLA SEMINA E DEL VINO

Le stagioni della nostra vita

Vendemmia in Mugello. Foto di Mario CalzolaiCadono le foglie che la terra poi macera, traendone nutrimento per alimentare altra vita. I suntuosi colori dell'autunno fanno da cornice a questa meraviglia della natura, che altrimenti passerebbe inosservata. Pare proprio che sia questo l'evento da sottolineare con più sfarzo, ancor di più che l'esplosione della primavera. La primavera riesco a pensarla, infatti, più come risultato che come causa. Non è il caso, o le nostre leggi, a governare gli eventi, ma le molteplici forme della provvidenza divina. E' questa una verità particolarmente in ombra ai nostri giorni.

E' il tempo della semina: il seme muore per ritrovarsi spiga e pane dopo l'abbraccio dell'inverno. L'uva raccolta nei tini fermenta e si trasforma in vino. E' come un'eco, un presagio del vero Pane e del vero Vino. Dare la vita per la vita, infondo questo è l'amore. E noi, uomini e donne succubi della pubblicità, continuamente immersi in mille affanni, spesso davvero stupidi, non ci accorgiamo delle molteplici firme con le quali il Creatore sottoscrive il creato. Anche questa è una manifestazione della sua infinità bontà! E' come se c'invitasse ad una appassionante caccia al tesoro!

E' il tempo della speranza: non per caso è in questo periodo che la Chiesa ricorda i cari defunti che il giorno prima festeggiamo come Santi. Ma siamo ancora capaci di sperare in qualcosa di diverso dalla ricchezza, dal potere e dal piacere? A considerare da come organizziamo la vita, la società, la cultura, l'economia, la politica, sembrerebbe proprio di no!

Gesù è il seme che coinvolge nella sua avventura dal tempo all'eternità tutti coloro che davvero si affidano a Lui. Si stacca dall'albero della croce per rigenerare definitivamente tutto l'universo. Per partecipare alla festa non occorre denaro, né l'assistenza della buona sorte, come se partecipassimo ad una lotteria, occorre soltanto - si fa per dire - progredire nell'amore. Solo se pensiamo l'amore, cioè la donazione di noi stessi, come la forma più piena della realizzazione umana, intuiamo la direzione di marcia. E se pure la comprendiamo, ma confidiamo nella nostra volontà invece che nella misericordia divina, non riusciremo a percorrere nemmeno un metro di strada. Semplice e complesso è l'amore secondo Dio: come il seme che se non muore non porta frutto.

L'estate è la stagione dell'illusione: la notte si fa largo a stento nell'abbagliante luce diurna e, quando arriva, si avverte come un breve e gradevole intervallo. Il caldo propizia l'ozio e lo scorrere del tempo risulta impercettibile. Il presente si accredita come l'unica dimensione temporale. Ci sentiamo così ricchi di tempo tanto da dissiparlo con leggerezza. Pensiamo che di questa disponibilità non dovremo rendere ragione ad alcuno. La calura scombina poi anche il senso della misura. Vogliamo guadagnare il centro del palcoscenico a tutti i costi. La parte che ci è assegnata non è mai sufficientemente importante. Per un ruolo degno della nostra presunzione siamo disposti a sacrificare tutto: amici veri, affetti veri, la nostra stessa dignità di creature scaturite dall'amore di un Dio che vuole essere considerato babbo e mamma.

"Insegnaci a contare i nostri giorni e giungeremo alla sapienza del cuore". L'invocazione del salmista suona come una condanna alla nostra epoca che esibisce tante sapienze ma non, appunto, quella del cuore. Facciamo che diventi la nostra ricorrente preghiera. Il "sapiente" ama Dio sopra ogni cosa e il prossimo suo come se stesso. Cerchiamo di leggere bene le stagioni dell'anno così come quelle della nostra vita. Questa è l'epoca favorevole per meditare quello che l'autunno ha da dirci. Ogni foglia che vediamo cadere sia come un rintocco di campana, un'opportunità per meditare la realtà delle cose e del tempo. Anche per noi verrà l'ora del distacco dal ramo: sta a noi decidere se sarà per la morte o per la vita.

Giampiero Giampieri

Mugello anni '70: Vendemmia - Foto di Mario Calzolai
© il filo, Idee e notizie dal Mugello, novembre 1999 

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