UNA LUCE NELLA NOTTE
Giovani, dal bar
alla chiesa
Di
recente, nel centro di Borgo San Lorenzo, fra i tanti giovani che affollano i
locali notturni del centro storico, è accaduto qualcosa di straordinario.
Straordinario perché mai accaduto prima. Inatteso. Perfino impensabile.
Un gruppo di giovani –dai
17 ai 29 anni-, circa cinquanta, un sabato sera, dalle nove fino a mezzanotte,
hanno fatto la spola, tra piazza dell’Orologio e bar La Magnolia da una parte, e
la Pieve dall’altra, contattando e dialogando con i ragazzi lì presenti. Non
hanno parlato né di calcio né di drink. E molti hanno accettato di seguirli, in
chiesa, per un momento di preghiera.
Alla fine della serata
sono stati trecento i giovani borghigiani e mugellani che sono stati disponibili
ad abbandonare per un po’ il consueto ritrovo del bar, e hanno varcato il
portone della chiesa.
Hanno trovato giovani che
cantavano, a tutto volume. Nel mezzo, il Santissimo, davanti al quale, via via,
i ragazzi, terminato il momento di preghiera, deponevano una candela accesa. E
ogni tanto qualcuno accettava l’invito a confessarsi, e si inginocchiava davanti
a uno dei sacerdoti presenti. Tutti, prima di uscire, lasciavano in un cesto un
bigliettino con un loro pensiero o una preghiera, e
da un altro cesto ne prendevano un altro, dov’era riportata una frase
della Bibbia.
L’iniziativa, promossa in
occasione della “Missione al popolo” organizzata dalla parrocchia nel mese di
ottobre, è stata condotta dai giovani delle “Sentinelle del Mattino di Pasqua”
che da un paio d’anni hanno a Mucciano una “Scuola di Evangelizzazione”.
“Questo tipo di approccio
con i giovani –spiega Gianni, che è seminarista–l’ho conosciuto in Francia e mi
è piaciuto molto. Così decidemmo di provare anche qui. Nel 2003 iniziammo a
Riccione. Al buon esito non credeva nessuno, e invece fu una sorpresa, con la
chiesa piena”.
“Ma
tu credi in Dio?”, si sono sentiti domandare centinaia di giovani che erano in
piazza a chiacchierare e fumare, bicchiere in mano. E non pochi hanno risposto:
“Spesso –dice Gianni- inizia un dialogo, capita che si aprano, ti raccontano le
loro storie. L’importante è avere un atteggiamento di ascolto”. Ma non avete
paura dei rifiuti? “Certo, se il giovane ti rifiuta, salutiamo e andiamo da
altri”. E a chi accetta il colloquio viene proposto di fare una visita in
chiesa, per un momento di preghiera. Molti entrano timorosi, perché magari in
chiesa era da anni che non ci mettevan piede. E a volte capitano episodi
particolari. Come quella ragazza, che in chiesa si è messa improvvisamente a
piangere. Poi, quando stava per uscire, ha preso il bigliettino con la frase
della Scrittura. Ci ha trovato scritto la domanda di Gesù: “Donna, perché
piangi?” Si è confessata, e nei giorni scorsi è andata a incontrare le
“Sentinelle” a Mucciano.
“La missione crea
l’opportunità a Dio di fare qualcosa, è il Signore che opera”, ricorda ancora
Gianni. Che aggiunge: “Bisogna pensare ai giovani, al loro stile, al loro
linguaggio, da giovani per i giovani. Per questo anche canti e animazione, in
chiesa, devono essere idonei”.
Il pievano di Borgo, mons.
Sete di
spiritualità
“Sento qualcosa dentro, un
peso, ma finora non ero mai riuscito a liberarmi”, ha confidato uno dei ragazzi
fermatisi in chiesa quella sera. Ciò che è accaduto in Pieve in un sabato sera
dell’ottobre scorso non è giusto che passi sotto silenzio. Perché fa riflettere.
Perché rompe schemi e remore. Perché rivela una faccia del mondo giovanile che
spesso rimane nascosta. Ma c’è.
Si
ha un bel dire che i giovani son tutti affogati nel fumo e nell’alcol. Che non
si impegnano più. Che sono superficiali e arroganti. Che casi del genere non
manchino, è indubbio. Ma altrettanto vero è che c’è un gran bisogno di umanità,
di calore, di amore, di amicizia. Di parlare, ma anche di essere ascoltati.
Sotto la scorza c’è una gran sete, c’è
Questo è vero, ma, lo dimostra l’evento accaduto nel centro di
Borgo un sabato sera, è vero anche che una parte di giovani, se li chiami, se
offri loro opportunità, rispondono. Perché hanno bisogno, perché hanno desiderio
e voglia di vivere in modo più pieno e autentico. Perché ancora non hanno tutti
il cuore bruciato dal cinismo e dalla disillusione di noi adulti.
Per questo –notiamo- l’episodio di “Una luce nella notte”,
interpella tutti. Interpella la
A Mucciano il “monastero” dei giovani
Ha sede nelle campagne mugellane, a Mucciano,
E a Mucciano, nella canonica della chiesa, ha preso vita
questa “scuola”, proposta a giovani che per nove mesi vivono insieme,
preparandosi a questa particolare missione. Quella di Mucciano è una proposta di
impostazione monastica: tre ore di preghiera al giorno, lezioni di teologia e
studi biblici, testimonianze, e periodiche uscite. Uscite missionarie, uscite di
evangelizzazione.
I giovani che frequentano questa speciale scuola, promettono
povertà, castità, obbedienza, ed anche perdono e fiducia, intesa come sguardo
profetico sull’altro.
Prima di partire a cercare i loro coetanei nelle piazze –una
volta al mese sono a Firenze, intorno alla chiesa di Santa Croce, d’estate vanno
sulle spiagge, e ogni tre mesi lasciano Mucciano partendo in missione, in
strade, scuole e discoteche-, si ritrovano davanti al Santissimo, raccolti
un’ora in preghiera. Poi vanno.
Attualmente a Mucciano sono in undici.
Hanno anche un sito, www.scuoladievangelizzazione.it. Per chi voglia conoscerli
meglio si può dare un’occhiata lì. Oppure andare a trovarli direttamente, alla
chiesa di Mucciano (tel. 055 84008725).
© il filo, Idee e notizie dal Mugello, novembre 2008

