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Società - Temi sociali

IN MUGELLO IL GIUBILEO NAZIONALE 
DEGLI OBIETTORI

OBIEZIONE IN MUGELLO, COME E PERCHE'

Il sindaco Antonio Margheri all'incontro nazionale degli obiettori di coscienzaIl 4 novembre il Mugello è sede del "Giubileo degli obiettori di coscienza", ospitando un'iniziativa di livello nazionale promossa da Pax Christi. La nostra zona è stata scelta per Barbiana, dove i partecipanti -sono attese centinaia di persone, in particolare giovani- si recheranno durante la giornata. Giornata che inizierà al mattino a Borgo San Lorenzo, nell'auditorium del Liceo, dove insieme all'Arcivescovo di Firenze Card. Piovanelli i partecipanti avranno un primo momento di testimonianze e riflessioni. Dopo il pranzo, "pellegrinaggio" a Barbiana e poi ritorno nella Pieve borghigiana, dove una veglia di preghiera, alla quale è stato invitato il Card. Etchegaray, concluderà il "Giubileo degli obiettori di coscienza".

Anche in Mugello, ormai da molti anni, la realtà dell'obiezione di coscienza è presente. Molti giovani mugellani sono stati o sono obiettori di coscienza, e molti altri giovani, da tutte le parti d'Italia, hanno trascorso un anno della loro vita nei diversi paesi mugellani, per svolgervi il servizio civile. Comuni, Misericordie e pubbliche assistenze, la parrocchia di Borgo San Lorenzo, la casa di riposo "San Francesco" a San Carlo utilizzano da tempo questi ragazzi che hanno scelto di svolgere il servizio civile in sostituzione di quello militare.

L'incontro giubilare del 4 novembre può essere così una buona occasione per riflettere sul futuro dell'obiezione di coscienza. Perché i problemi non mancano. Da una parte l'affievolirsi delle ragioni ideali che conducono all'obiezione di coscienza, dall'altra difficoltà organizzative a tutti i livelli rischiano di dare una "patente" di scarsa serietà a questo servizio. Come sempre infatti, è facile generalizzare, e il disimpegno di qualcuno finisce per qualificare l'obiezione non di coscienza, bensì di comodo.

In prospettiva poi il servizio civile ha l'orizzonte incerto: la prossima fine della leva obbligatoria farà scomparire anche gli obiettori di coscienza? E quali saranno le conseguenze per gli enti che finora hanno basato molte loro attività su questo apporto "a basso costo"? Si ipotizza un "servizio civile" volontario, aperto a ragazzi e ragazze, che possa offrire opportunità per il successivo ingresso nel mondo del lavoro. Proposte che per adesso non paiono essere prioritarie nell'agenda di chi governa. Ma che riguardano il futuro di molti servizi, culturali e sociali. E sarà bene così non attendere l'ultimo momento: tanto che sarebbe opportuna un'iniziativa pubblica, concreta, da parte dei vari enti interessati, per formulare proposte e richieste e per porre il problema all'attenzione di chi deve decidere.

 

Motivazioni cercasi...

Marco Aiazzi, di Galliano, presta servizio presso il Comune di Barberino di Mugello. Marco lo riconosce: "In gran parte si è passati da una scelta dettata da motivazioni profonde a una basata solo sull'opportunità, quella di non essere lontani da casa e di essere impegnati solo alcune ore al giorno. Non voglio generalizzare, ma anche parlando con gli amici, l'impressione è questa, e corrisponde anche a come sono i giovani oggi. E' difficile invertire la rotta. Un obiettore alla Biblioteca Comunale di Borgo San LorenzoCredo comunque che l'obiezione di coscienza abbia ancora un senso. Io onestamente credo di aver fatto obiezione per motivi ideali, una scelta che nasce in particolare dall'avversione contro gli eserciti, contro l'idea di risolvere le controversie con le armi. Poi c'è una motivazione più spicciola: alla fine credo di fare cose più utili così che non stando 10 mesi in una caserma".

 

Anche le Misericordie, spesso, affiancano ai volontari alcuni obiettori: alla Confraternita di Borgo San Lorenzo, ad esempio, in organico ve ne sono sei -cinque quelli attualmente in servizio-. E il Provveditore Giacomo Matteucci non ha peli sulla lingua: "Diciamolo: spesso la motivazione che spinge l'obiezione di coscienza non è quella profonda e lodevole, bensì il dolce far niente vicino casa! Non sempre è così, ma talvolta è così. Comunque sia, fare l'esperienza del servizio civile presso la Misericordia, diventa, anche per chi era partito con questo suo poco "nobile" principio, un'utile occasione di formazione, che gli sarà sicuramente utile. Inoltre vedo positiva l'occasione di far conoscere le realtà del Volontariato a giovani che, probabilmente, altrimenti non si sarebbero avvicinati."

 Che il problema della motivazioni esista lo nota anche mons. Giancarlo Corti, pievano di Borgo San Lorenzo, che ha, al Centro Giovanile, alcuni obiettori, e che descrive un'esperienza piuttosto travagliata, con luci ed ombre: "Possiamo trovarci con obiettori che hanno forti motivazioni, ma anche con persone che cercano situazioni di comodo, senza alcuna spinta ideale. E in questo caso nascono situazioni spiacevoli, perché manca l'interlocutore, manca lo Stato. Di fronte a situazioni di difficoltà il disinteresse, da parte dell'ente preposto, è totale. Tra l'altro, se in alcune situazioni, come può essere per Misericordia e CRS, l'obiettore ha compiti più precisi, inserito com'è in un'organizzazione più rigida, da noi la cosa funziona bene solo se il ragazzo ha una motivazione, se si impegna a dare il meglio di se stesso, se è autonomo. Non possiamo fare i "marescialli", per star dietro a obiettori che cercano di non far niente".

Anche Lucilla Borselli, funzionario del Comune di Scarperia, concorda: "Se ti arrivano ragazzi in gamba, capaci e motivati, il lavoro svolto è molto proficuo; se invece non è così, allora per l'ente locale è difficile intervenire. In generale però gli obiettori nei comuni hanno un ruolo importante, e non a caso abbiamo ampliato la convenzione con il Ministero richiedendo da quattro ad otto obiettori".

Uno Stato assente

Di recente una nuova legge ha passato la competenza degli obiettori dal Ministero della Difesa all'Ufficio Nazionale per il servizio civile: "E' una fase nebulosa -riconosce Andrea Banchi, funzionario del Comune di Borgo San Lorenzo-: vi sono sovrapposizioni, poca chiarezza per le competenze. E si tenga conto anche che sono cambiati fortemente i numeri con una crescita esponenziale delle domande, e ciò crea ulteriori difficoltà". "In particolare -sottolinea Maria Cristina Cantini, funzionario responsabile dei Servizi alla persona del Comune di Barberino di Mugello- ci sorgono difficoltà dalle assegnazioni, che avvengono con grande lentezza e che impediscono ogni programmazione. Il nostro comune può utilizzare fino a 12 obiettori; in passato ne ha avuti fino ad otto, ma adesso ne ha soltanto tre. In questa condizione di incertezza, e di altalena di numeri, è difficile organizzare i servizi, che rischiano talvolta di rimanere completamente scoperti."

 

"L'obiettore -nota ancora Matteucci della Misericordia borghigiana- è una figura che presenta notevoli ombre in un'associazione di Volontariato, in quanto la "supplenza" che viene chiamato a compiere di fatto diviene sempre più importante, fino a fare a meno del Volontario. E quando l'obiettore non c'è (perchè il Ministero non assegna in tempo) sono guai seri se sono stati "abbandonati" i Volontari per semplificarsi la vita con tali figure."

Andrea Banchi di Borgo San Lorenzo è meno critico: "A mio giudizio non emergono particolari problemi. Ad esempio il fatto che la nuova legge preveda la regionalizzazione, ovvero che gli obiettori debbano prestare servizio nella propria regione, faciliterà le cose, nel senso che finora giungevano ragazzi da tutt'Italia, e magari con maggiori difficoltà d'inserimento. Tanto più, e questo è un problema, il servizio è divenuto davvero breve: in dieci mesi non è facile trovare la necessaria sintonia tra giovane obiettore da una parte, e utenti ed operatori comunali dall'altra. Comunque sia -nota ancora Banchi- dal Comune di Borgo ormai ne sono passati più di 60, e il bilancio è positivo: gli obiettori ci sono serviti in particolare per sperimentare i servizi, perché l'occhio dell'obiettore è più vicino a quello dell'utente, e ne abbiamo inventati di nuovi: il mensile comunale, "Comune Notizie" è nato ad esempio grazie agli obiettori. Poi gli obiettori offrono una flessibilità difficile da trovare con operatori dipendenti. E spesso abbiamo trovato ragazzi con grande disponibilità".

La necessità della formazione

Flessibili sì, ma senza esagerare: "A me pare che i comuni -nota l'obiettore Aiazzi- usino spesso gli obiettori per tappare i buchi e non assumere nuovo personale, e veder impedita la creazione di nuovi posti di lavoro a causa nostra francamente dispiace. Poi spesso abbiamo a che fare con casi, nei servizi sociali, piuttosto delicati. Sarebbe necessario, io credo, un minimo di preparazione preventiva, e questo non c'è: a volte si avverte un atteggiamento troppo superficiale, e l'assistente sociale dovrebbe avere un ruolo più attivo e più attento. Perché le persone non sono pacchi. E vorremmo maggior chiarezza anche sul tema delle 'responsabilità', negli accompagnamenti e nei trasporti."

"Di solito -replica Cantini- il comune di Barberino provvede all'assistenza all'handicap attraverso una cooperativa sociale. Di recente c'è stata una situazione di emergenza, che ci ha obbligato ad utilizzare gli obiettori. Ed è difficile promuovere corsi di formazione in tempi e per periodi brevi".

 

Servizio civile, addio?

Obiettori nelle biblioteche, sui pulmini scolastici, a trasportare i cibi della mensa, sulle ambulanze, nelle case di riposo, nelle scuole a sostegno dei bambini handicappati: tutto questo potrebbe finire presto, quando, fra qualche anno, terminerà la leva obbligatoria.

"Sarà un bel problema -dicono sia Cantini che Borselli-: specie per i comuni medio-piccoli reperire nuove risorse per mantenere quei servizi che attualmente vedono la presenza degli obiettori, non sarà facile. E anche le risorse del personale interno sono molto limitate".

Banchi, a Borgo, preferisce non far drammi: "Certo, ci saranno spese maggiori, ma sul piano organizzativo ed economico in qualche modo provvederemo, affidando certi servizi, che so, ad associazioni di volontariato o cooperative sociali. A me, piuttosto, preoccupa un'altra cosa: che in questo modo si rischia di perdere una risorsa importante, e di far dimenticare quel principio sancito dalla corte costituzionale, ovvero che si difende la patria non solo con l'esercito ma anche attraverso opere di pubblica utilità. E far sbiadire questa idea in un mondo dove tutto si monetizza è sicuramente una perdita: non dare cioè l'opportunità di utilizzare i giovani, in un momento particolare della loro vita, quando sono chiamati a misurarsi con la realtà, ad esprimere le loro potenzialità e le loro intuizioni, significa sprecare queste energie, che non sono certo recuperabili quando le stesse persone avranno 30 anni. Sarà insomma un impoverimento per la società."

SERVIZIO DI PAOLO GUIDOTTI

Il Giubileo degli obiettori di coscienza in Mugello

L'incontro degli obiettori nell'auditorium del Liceo a Borgo San LorenzoCirca 500 persone hanno partecipato il 4 novembre scorso alla giornata promossa da Pax Christi, in collaborazione con la Lega Obiettori di Coscienza, l'Associazione Obiettori nonviolenti e la Caritas Diocesana di Firenze. Una giornata di riflessione e di preghiera nel segno di don Lorenzo Milani, tanto che tra i momenti più significativi dell’iniziativa è stato proprio il “pellegrinaggio” a Barbiana, complicato da qualche disguido con il Comune di Vicchio, che doveva mettere a disposizione i trasporti. Così a Barbiani si è saliti a piedi, e, ritardi a parte, forse è stato anche meglio.

La giornata era iniziata a Borgo San Lorenzo, nell’auditorium del Liceo Scientifico, e qui i partecipanti sono stati salutati dall’Arcivescovo di Firenze, Card. Piovanelli, dal Presidente della Provincia Michele Gesualdi e dal sindaco borghigiano Antonio Margheri (anche lui ex-obiettore di coscienza, ed ora a guida di una giunta, lo ha sottolineato, dove siedono altri due amministratori che in passato hanno fatto il servizio civile), ascoltando poi una lunga serie di testimonianze sulla pace e l’obiezione di coscienza. Numerose le personalità presenti, il presidente della Commissione Antimafia Giuseppe Lumia, l'on. Stefano Semenzato della Commissione Difesa, mons. Bettazzi, vescovo di Ivrea. Molto sentito l’intervento di Gesualdi, che ha portato la sua testimonianza, affermando tra l'altro che "oggi non c'è nessuno più coraggioso della Chiesa" nella difesa dei diritti della persona, e ha ricordato la figura di don Milani, "uomo per gli altri", "prete con gli occhi ben sgranati su ciò che aveva intorno", sottolineando che "l'esperienza di Barbiana non è né ripetibile né imitabile, perché quella più che una scuola era una comunità".

Al termine l’assemblea ha approvato due lettere, che sono state inviate una al Presidente della Repubblica Ciampi e l’altra al Papa.

Dopo aver visitato Barbiana i giovani obiettori, insieme ai rappresentanti dei varie associazioni e molte Caritas di tutta Italia, hanno concluso il loro particolare Giubileo mugellano con una veglia di preghiera nella Pieve di Borgo San Lorenzo, presieduta da mons. Diego Bona, presidente nazionale di Pax Christi. 

il filo, Idee e notizie dal Mugello, ottobre-novembre 2000
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