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I GIUDIZI DEI MUGELLANI
SUL FILM-TV CON CASTELLITTO

Piace don Milani in Tv

Ha vinto la gara dell'audience, con più di 7 milioni di spettatori, ed anche quella della critica: non ci sono state stroncature particolari al "Don Lorenzo Milani" televisivo, visto agli inizi di dicembre su Rai2.

Nei commenti, com'è naturale, vi sono sottolineature diverse, notazioni di limiti e "riduzioni", ma tutte concordano su un punto: "Parlare della vita di don Milani in 200 minuti -chiosa per tutti Bruno Becchi, ex-assessore alla cultura di Vicchio, ed anche figlio di quel Mario Becchi che fu sindaco a Vicchio proprio durante la stagione milaniana a Barbiana- non è cosa facile, e un film è sempre e comunque una rilettura parziale". Altro punto ripetuto nei commenti del dopo-Tv è che il film susciterà nuovo interesse intorno alla complessa figura del priore di Barbiana: "Se non altro il film -ha dichiarato Michele Gesualdi, uno dei primi ragazzi di don Milani, ora presidente della Provincia di Firenze- spingerà ad andare alle fonti, a leggere gli scritti di don Lorenzo".

E sull'effetto-trascinamento dovuto al passaggio in TV non vi sono dubbi: il successivo fine-settimana a Barbiana la fila di auto, provenienti da molte parti d'Italia, era lunghissima.

Don Giuliano Landini, parroco di Vicchio è il successore di don Lorenzo, essendo parroco anche della parrocchia di Barbiana -"successore a livello territoriale, si schermisce, niente di più", e a lui il film non è dispiaciuto: "La ritengo un'iniziativa positiva. Certo, per chi lo ha conosciuto direttamente, vi sono aspetti del racconto televisivo che non convincono del tutto, ma questo fa parte della logica di ogni film. E' comunque un'opera rispettosa, dove non si sono esasperate le polemiche, anche se magari, qua e là, emerge il desiderio di strappare qualche lacrima; un film da famiglie, con quelli dedicati ai preti che vanno così di moda, specie ai preti impegnati nel sociale. Occorre però tener conto che non si può ridurre tutto al sociale, e questo tantomeno per don Lorenzo, che prima di tutto era un sacerdote".

Lo stesso aspetto lo nota Bruno Becchi: "Nel film mi pare rimasto un po' in ombra la figura del don Milani sacerdote, mentre ben rappresentati sono la passione per gli ultimi, la scuola, la malattia, ed anche il carattere duro, eccessivo di don Milani."

A Becchi resta un rammarico forte: che il film non sia stato girato a Barbiana: "Per un milanese o un napoletano che ha visto il film questo forse significherà poco, anche se in verità gli ambienti scelti mi sembrano più belli e dolci rispetto alla realtà di Barbiana, che è più rude, più selvaggia, più isolata, con ambienti interni più tetri e poveri".

Questo aspetto d'ambiente lo nota anche Adriano Gasparrini, che frequentò Barbiana e che a causa della vicenda di don Milani abbandonò il seminario: "L'ambientazione mi ha dato un'impressione di parrocchia di campagna urbanizzata, non c'è traccia di miseria, con i ragazzini tutti vestiti troppo perbene, senza toppe e mota, che invece c'erano, eccome. Per certi aspetti direi che si è visto più don Bosco che don Milani". Becchi torna sull'"assenza" dei luoghi di Barbiana e mette il dito nella piaga: "Il fatto che non sia stato permesso di girarvi il film è un fatto grave, e qui vedo responsabilità anche da parte della Curia: non si può considerare Barbiana come la casa di campagna di un privato".

Becchi se la prende con Michele Gesualdi, che, dice, "pretende la gestione esclusiva dell'eredità milaniana", e lo stesso parroco di Vicchio riconosce il problema: "In effetti Gesualdi, dispiace dirlo, ha un atteggiamento troppo chiuso, ergendosi come unico paladino e difensore della memoria di don Lorenzo, che invece è una ricchezza per tutti. Barbiana deve essere più accessibile, e questo lo richiedono in tanti. Noi finora non abbiamo voluto assumerci la responsabilità della gestione di Barbiana, perché sarebbe cosa troppo complessa, ma neppure possiamo disinteressarcene".

E don Giuliano annuncia novità: "Presto avremo la disponibilità della chiesa e della cappellina della compagnia, anche se non abbiamo ottenuto la chiave della scuola. Vogliamo comunque, in stretta collaborazione con il Centro Documentazione "Don Milani" di Vicchio, fare un servizio rivolto ai tanti che vengono a visitare Barbiana. E' una memoria che intendiamo salvare, creando intorno a Barbiana uno sviluppo culturale nuovo, per il quale chiamiamo a dare un contributo prima di tutto gli ex-allievi di don Lorenzo".

vedi anche:

intervista esclusiva a don Bensi

intervista a Michele Gesualdi

il film con Castellitto: una mamma di un ragazzino-attore racconta

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