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La copertina di questo mese
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TANTI I MUGELLANI CHE HANNO PARTECIPATO

ALLA GMG IN GERMANIA

Il Mugello giovane a Colonia

E’ stato il gruppo più numeroso della Diocesi di Firenze. Perché da Borgo San Lorenzo, guidati da don Leonardo, sono partiti in 53. Venivano da Borgo, Ronta, Marradi, Luco-Grezzano. E da Barberino sono partiti in venti, con giovani di Galliano, San Piero, Scarperia. Il Mugello dei giovani era ben rappresentato a Colonia, alle Giornate Mondiali della Gioventù. E ad alcuni di loro “Il Filo” ha chiesto di raccontare, in breve, l’esperienza fatta. Ecco che cosa hanno scritto.


Un’esperienza così ricca e unica come quella che abbiamo vissuto a Colonia non si spiega facilmente in poche parole.

Come famiglia ci siamo sentiti abbracciati da una famiglia più grande, formata da tante persone dalle provenienze più diverse.

Ci siamo resi conto di aver vissuto un vero rapporto di fratellanza, non solo con gli altri giovani pellegrini ma anche con i nostri fratelli maggiori nella Fede, a cominciare dal Papa stesso, i Vescovi catechisti e il “nostro” Don Leonardo.

Come animatori “più grandi”, inoltre, siamo rimasti colpiti dal comportamento a dir poco esemplare dei nostri ragazzi più giovani che hanno sopportato i disagi e le difficoltà (e non avete idea quali!) non solo con pazienza ma addirittura sempre col sorriso sulle labbra e la voglia di aiutarsi reciprocamente.

Vorremmo infine sottolineare il grande riconoscimento che, come gruppo parrocchiale di Borgo San Lorenzo, abbiamo avuto dalla nostra Diocesi che ci ha chiesto di animare tre catechesi alle quali hanno preso parte ogni volta quasi duemila persone da tutta Italia E’ un riconoscimento non solo nei nostri confronti ma anche nei confronti della bella tradizione di cura e sensibilità per l’animazione liturgica che nella nostra Parrocchia si coltiva ormai da decenni.

Letizia e Luigi

 


Colonia; migliaia di giovani “chiamati” dal Signore riuniti come un’unica famiglia attorno al tavolo dell’Eucaristia. Ognuno diverso, con il proprio “zaino da pellegrino”, con le proprie esperienze, con la propria vita, che ha percorso strade diverse per arrivare ad un’unica meta.

L’atmosfera che ci circondava era di gioia, pace, allegria, nonostante la stanchezza, l’organizzazione non impeccabile e i vari imprevisti che giorno per giorno ci si presentavano davanti. L’importante era stare insieme, non importava cosa facessimo; canti, cori, balli e nuove conoscenze nei luoghi più affollati e in ogni momento, dalla mattina a tarda serata. Lo abbiamo sperimentato a partire dal nostro gruppo della parrocchia di Borgo, con alcuni giovani innesti provenienti da frazioni vicine, eravamo in tutto più di cinquanta persone.

Da subito si sono creati forti legami fra di noi, si è formato un gruppo molto unito in cui la presenza di ognuno era indispensabile.

Nella positività di questo clima non è stato difficile esteriorizzare la propria fede liberamente, senza paura di essere valutati e giudicati dagli altri. Lo stesso Papa ci ha detto: “NON BISOGNA VERGOGNARSI DI ESSERE CRISTIANI”. Questo è il motto che vogliamo portarci a casa.

Questa GMG ci ha arricchiti tutti, rafforzando i legami umani tra noi e quelli spirituali con Dio.

Andrea, Paolo e Leonardo


 

La prima GMG non si scorda mai... Kòln (Colonia) 2005 è stata, anzi, è, perché, così “a caldo”, la vedo ben nitida nel mio cuore, un’esperienza ricca di entusiasmo e significato, finalizzata, secondo la citazione “Siamo venuti per adorarlo”(Mt 2,2), all’incontro con Gesù. I piccoli sacrifici ormai appaiono lontani, perché sono stemperati da messaggi ed immagini più importanti, che vorrei raccogliere e sintetizzare nel ricordo di una mezz’ora passata alla stazione di Dusseldorf, in attesa dell’ennesimo treno, quando, attirati dalle note di Camminerò, ci uniamo al coro di un gruppetto di ragazzi portoghesi. C’è subito una grande intesa e iniziamo a cantare canzoni comuni, ognuno nella propria lingua, mettendoci un po’ del proprio (gesti, sguardi, metodi...).

Questa gioiosa immagine rappresenta una metafora del cammino intrapreso verso Colonia e a Colonia: sono infatti stati chiamati ragazzi e ragazze di oltre 200 Paesi del Mondo attratti da un’esigenza comune, che vissuta assieme è stata tramite e fine stesso di un arricchimento che ha coinvolto tutti. Torniamo a casa, come i Magi per strade diverse, ma con qualcosa in più e un dovere: quello di annunciare ovunque l’enorme carico della nostra esperienza.

Elisa


“ Sto per ripartire per Borgo.Sono contenta e triste allo stesso tempo. E’stata un’esperienza stupenda soprattutto per il mio cammino di fede e per le persone che ho incontrato: da quelle che hanno condiviso con me quest’esperienza al vescovo di Ancona che, secondo me, è stato veramente un “grande”.

E’ stato uno dei pochi che mi ha toccato il cuore, ha capito cosa mi (ci) preoccupa in questa società che, sempre di più, si distacca da quelli che sono i valori della chiesa cattolica; la difficoltà di essere cristiani, soprattutto per noi giovani, perché è come se essere credenti e pregare venga visto come un atto di debolezza, ma invece è proprio quello che da’ forza. In questi giorni ho pregato tanto e, nonostante la stanchezza che a volte ha preso il sopravvento, non mi è pesato affatto, anzi mi sento in pace con me stessa,  con tutti i dubbi e le domande che continuo a pormi, ma che penso facciano parte di una fede attiva.

Una delle frasi che mi hanno colpito di più è stata: “Non dovete fare, dovete scegliere”. Quante volte evitiamo di scegliere per paura, per vergogna. Chiedo al Signore la grazia di darmi la forza di portare avanti i suoi insegnamenti. E’ così difficile, lo riconosco; devo dire la verità, a volte mi pesa e penso: Perché devo complicarmi la vita? Ma questa esperienza mi ha fatto capire che invece questa è la felicità: seguire il progetto che Dio ha su di noi. Qui ho trovato persone con cui posso condividere tutto questo.

Chiedo al Signore di poter essere sempre pronta ad accogliere la sua volontà, che tante volte mi sembra così complicata, così incomprensibile, ma è proprio questo il mistero della fede. Mi dispiace veramente tanto che stia finendo questo pellegrinaggio, spero però che sia l’inizio di un viaggio ancora più lungo e bello.

Laura


“O l’amore ti entra dentro, ti spacca il cuore e non lo lasci più oppure hai preso un pennarello e hai scritto parole che durano un giorno”.

Queste sono state le parole pronunciate dal vescovo Menichelli durante una delle catechesi animate da noi giovani di Borgo. La frase ci ha colpite particolarmente perché ci ha spinte ad una riflessione più approfondita una volta concluso il pellegrinaggio. Quante volte, oggigiorno, ci lasciamo sedurre da “miti passeggeri”; è la stessa società che ci induce a comportamenti superficiali, poco attenti ai veri valori. Credevamo che questo spingesse ad accantonare l’unico vero amore eterno: Dio. Con stupore ci siamo ricredute, guardando al milione di giovani riuniti a Colonia nel SUO nome.

Il pellegrinaggio, di per sé, non è stato facile; talvolta fame e stanchezza prendevano il sopravvento ma, come ci è stato ricordato, “non bisogna pensare solo al nutrimento del corpo, ma anche a quello dell’anima”. Così, se continueremo a riflettere sulle parole del Papa e sul sentimento di unità che hanno caratterizzato questo nostro viaggio, possiamo dire che saremo sempre sazie.

Sara e Virginia


Dieci giorni che sembrano un attimo, così intensi che solo con la calma di Borgo si riesce a riordinare. Sono felice e soddisfatta del mio viaggio a ColoniA. Felice per il tanto che ho ricevuto e soddisfatta per quello che con il mio gruppo sono riuscita ad affrontare e ad offrire agli altri. Benedetto XVI ci ha paragonati ai Magi che dopo aver peregrinato si sono prostrati davanti a Gesù offrendo doni. Non avevamo oro, incenso o mirra. Avevamo tanto sonno, fame, ore di attesa e file interminabili. Avevamo le spalle doloranti per i tragitti non organizzati. Però c’eravamo ed uniti al nostro Papa ci siamo inginocchiati davanti a Gesù Eucaristia. Il Papa ha detto che “... il modo di agire di Dio è diverso da come noi lo immaginiamo e da come vorremmo imporlo a Lui (...) e ciò significa che ora essi stessi (i Magi) devono diventare diversi, imparare lo stile di Dio”. Se Lo si incontra si deve inevitabilmente cambiare, come i Magi che non a caso tornarono per un’altra via. Si deve offrire quello che siamo perché Io Spirito, agendo in noi, ci plasmi. Ma è così difficile per noi giovani!! Siamo continuamente spinti dalla società a pensare che ogni lasciato è perso. Laddove si prova a far qualcosa spesso si è criticati e giudicati come un gruppo chiuso, una realtà deludente.

Così il Papa ci ha consigliato di seguire l’esempio dei Santi ricordando però che anche la Chiesa è un campo dove ci sono sia grano che zizzania; questo  ci esorta ad entrare con tutti i nostri difetti e debolezze nella processione dei Santi”.

Margherita


Dal diario di Fabiana

15/08

Tale messa era x tutta la diocesi di Firenze e impossibile ma vero ci ho incontrato vari amici dei quali non immaginavo la presenza. Dopo aver preso la messa abbiamo pranzato con i panini che le suore ci avevano preparato. Poi siamo ripartiti per Dusseldorf dove, quando siamo arrivati, ci siamo sistemati per terra con i sacco a pelo nella palestra di una scuola dove c’erano altre centinaia di ragazzi.

16/08

Dopo pranzo siamo andati in metropolitana per andare alla messa dove ci dovevano essere tutti gli italiani ma non riuscendo a fare ciò perché era affollatissima abbiamo deciso di andare a celebrare la messa per conto nostro. L’insolito posto trovato era la cappellina di un ospedale. Lì stavano per celebrare una messa per una signora defunta. Il prete tedesco ci ha chiesto di animare la messa e noi abbiamo accettato subito senza neanche pensarci e da un posto un po’ squallido è diventato un luogo caldo e accogliente come ci hanno spiegato poi facendoci i complimenti per come avevamo cantato: noi ne eravamo tutti molto lusingati.

 

20/08

Alle 20:50 abbiamo cominciato la Veglia che è stata davvero bella ed emozionante: non pensavo che ci potessero essere dei momenti così pieni di sensazioni stupende. Subito dopo abbiamo cercato di metterci a “dormire”. Il clima era freddissimo e molto, molto umido. Io ho cercato di coprirmi con due paia di pantaloni e due felpe ma, nonostante il sacco a pelo, avevo freddo e quindi mi sono coperta anche con il telo che avevamo in dotazione.

 

21/08

Abbiamo fatto colazione con quel poco di cibo che c’era rimasto nel contenitore. Poi c’è stata la Messa con il Papa. E’ stata davvero un’esperienza stupenda quella di vedere e sentire che così tanta gente è unita da un’unica fede: ci sentiamo proprio uniti quando sentiamo applaudire, cantare o rispondere ognuno come può, alla liturgia ed era anche bello pensare che mentre noi eravamo lì a seguire dal vivo l’evento, in milioni di case c’erano tante persone e sicuramente tutti i nostri parenti, che seguivano la Messa con noi.

 

© il filo, Idee e notizie dal Mugello, settembre 2005

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