L'ASSOCIAZIONE DI SAN GIOVANNI MAGGIORE
I venti anni del "Grappolo"
Crediamo
che una persona costretta a vivere la sua vita su di una carrozzina
o comunque impedita nel realizzare gli ideali più comuni, quali la famiglia
o l’affermazione nel campo del lavoro, dello studio, dello sport o altro,
abbia diritto ad avere un locale ove incontrarsi con altri, e degli
amici che cercano di aiutarla. Se loro hanno diritto d’avere, noi abbiamo
il dovere di dare. Questo è il Grappolo”.
Queste parole, scritte su una piccola pergamena ricordo del ventesimo anniversario dell’Associazione, sintetizzano più di tanti discorsi il succo dell’iniziativa.
“Il
Grappolo” nasce nel novembre del
1984, come circolo ricreativo culturale, per iniziativa di un
gruppo di disabili e non, con l’intento di “riunirsi per passare il
tempo libero, discutere delle loro difficoltà e risolvere i loro problemi”;
allora l’attività era limitata al sabato pomeriggio e alla domenica
tutto il giorno.
Nel primo numero del suo giornalino veniva riportata la frase che si legge ancora entrando nel “circolo” di S. Giovanni Maggiore a Panicaglia:
“Nel
grappolo non tutti i chicchi sono ugualmente ricchi, belli e perfetti,
ma tutti fanno parte del grappolo, e il grappolo esiste solo per la
loro presenza. Ogni chicco, anche se perfetto, se staccato dal grappolo,
è destinato a fallire: solo se attaccato al grappolo ogni chicco può
valorizzare sé stesso e servire a qualcosa”. E
di seguito veniva illustrato “l’organico”, per così dire, dell’Associazione
e cioè che la sua direzione è composta dai “chicchi” fisicamente più
deboli perché hanno più tempo e perché meglio di ogni altro conoscono
i propri problemi, i quali sono affiancati e sostenuti, in quelle cose
che essi non possono fare da soli, da un gruppo di volontari.
Tra queste persone, che all’inizio erano un centinaio, ci sono
sindacalisti, medici, avvocati, insegnanti, che cercano di risolvere
i problemi legali, sanitari, sindacali, della comunità e, aggiungeva
l’autore, forse anche quelli spirituali, visto che c’è anche un prete....
L’articolo si concludeva con l’affermazione categorica e circostanziata
che l’Associazione non intendeva in alcun modo dipendere da nessun ente,
né partito politico, né singola personalità, ma confidare solo nella
provvidenza e nella generosità di tutti indistintamente. Generosità
che si può concretizzare anche finanziariamente, ma non tramite conti
correnti o altro, bensì recandosi a visitare il “circolo” dove in un’apposita
cassetta possono essere inseriti i ben accetti contributi che rimangono
così assolutamente anonimi.
Da
allora le persone che, ciascuno a suo modo, prestano la loro opera per
“Il Grappolo” sono più che raddoppiate, pian piano il circolo di S.
Giovanni è diventato un confortevole ambiente di soggiorno con il bar,
la sala da pranzo, una cucina ben attrezzata e varie stanze di servizio
ed è provvisto di un pulmino per il trasporto di coloro che non dispongono
di mezzi propri o di qualcuno che si faccia carico di accompagnarli.
Durante l’arco dell’anno, il gruppo è spesso ospite di altri circoli e associazioni che, oltre al pranzo, organizzano piccole feste e momenti di ricreazione.
In più d’una di queste occasioni avevo avuto l’opportunità di conoscere alcuni di questi amici disabili ed un paio di volte ero passato da S. Giovanni per salutarli e intrattenermi un po’ con loro, così quando mi venne proposto di impegnarmi in turni di servizio alla comunità, accettai di buon grado: del resto si tratta di dedicare briciole del mio tempo che però sono vitali per l’attività dell’Associazione (con l’attuale organico, l’impegno non è gravoso, una domenica ogni 10-12, e se l’organico aumentasse lo sarebbe ancora meno...). Questo mi ha permesso di approfondire tante amicizie e confermare quanto già avevo assimilato in analoghe esperienze. La nostra presenza è di una importanza, sul piano personale, che noi non possiamo nemmeno immaginare. Per persone che, per la loro condizione, sono costrette, in massima parte, a vivere una vita di solitudine, la possibilità di trascorrere una giornata diversa, con amici che le sappiano ascoltare, comprendere e consigliare è una grande gioia oltre che un necessario sfogo alle proprie esigenze e noi ci sentiamo utili in quel poco che diamo loro perché lo leggiamo nei loro occhi e lo verifichiamo ogni volta che ci ritroviamo: quando ci vedono arrivare o quando c’incontriamo per strada.
Così,
domenica 24 ottobre, a S. Giovanni Maggiore, anch’io ero a festeggiare
il ventesimo anniversario del
Grappolo. È stata
proprio una bella giornata ed una grande Festa, alla Messa di ringraziamento
celebrata da don Paolo nel pomeriggio alle 16, la chiesa era gremita,
c’erano tanti amici, benefattori, sostenitori, volontari, venuti anche
da molto lontano, e tanti altri sono arrivati subito dopo per partecipare
al sontuoso buffet che si è protratto a lungo e si è concluso con tanto
di torta con le candeline e l’augurale brindisi.
Il numero speciale del Giornalino, uscito per l’occasione, termina con queste riflessioni:
“...sono convinto che l’esistenza del Grappolo sia ancora necessaria, non solo per i nostri ospiti, ma anche per la gente che potrebbe venire a conoscenza di questa nostra realtà, perché il Grappolo è un segno dell’esistenza ancora della provvidenza di Dio.... Viviamo in una società in cui tutto si fa in vista dell’interesse personale e nulla viene fatto gratuitamente, il fatto che ci siano ancora persone che liberamente operano per il bene degli altri, senza ricavarne alcun vantaggio economico,senza per questo credersi degli eroi, dimostra che esiste anche un’altra ricompensa oltre a quella del denaro o della carriera”.
© il filo, Idee e notizie dal Mugello, novembre 2004

