Link alla Homepage
Menu

La copertina di questo mese
La copertina di questo mese
Articoli
SOCIALE

Un lettore ci scrive

Far pagare ai disabili i servizi? Incredibile...

il nostro commento a questa lettera

Egregio direttore, anche se con ritardo, Le sarei grato se potesse approfondire quanto emerso dall'articolo a cui faccio riferimento e se rispecchia la realtà, Le chiederei di pubblicare fra le lettere del giornale questa mia protesta.

Il centro diurno per l'handicap a Borgo San LorenzoLeggo con grande stupore l'articolo della Repubblica, apparso sulla cronaca di Firenze il 26 settembre 2003, a firma di Michele Bocci "Handicap, salasso per le famiglie".

Ringrazio il giornalista per averci informato in merito alle pretese di certi "amministratori" del nostro Comune di Borgo S. Lorenzo, circa i contributi che dovranno essere versati dai familiari di portatori di Handicap per coprire in parte alcuni servizi. (In altri tempi avremmo detto, che queste povere famiglie hanno: Il male, Il malanno e l'uscio addosso....)

Ma adesso sono tempi diversi, i problemi degli amministratori sono quelli di pareggiare il bilancio, di far entrare contributi e risorse che permettano di presentarsi agli elettori come i paladini di una corretta gestione amministrativa del loro Comune o Ente Locale che rappresentano.

Premetto di non conoscere a fondo la problematica dei disabili ed esprimo queste considerazioni in base all'articolo a cui faccio riferimento.

Poco importa ai nostri amministratori se quel piccolo ...contributo, come viene definito nell'articolo, rappresenta  in realtà il 50% dell'assegno riconosciuto al Disabile, poco importa se oltre il 70% delle ore di una giornata, per la cura del disabile,  devono essere impegnate dalla famiglia, loro devono far quadrare il bilancio ed a fronte di servizi, devono ricevere almeno in parte dei compensi.

Come me, sicuramente anche i nostri amministratori conoscono persone (altrimenti li presento) che hanno letteralmente abbandonato il lavoro per seguire il figlio con gravi problemi di Handicap. Come me, sicuramente anche i nostri amministratori conoscono il significato della parola sussidiarità.

Come me, sicuramente anche i nostri amministratori conoscono il significato della compartecipazione alle necessità dei più deboli e sfortunati.

Probabilmente di questi tempi certi valori (sussidiarietà e compartecipazione alle necessità) non sono di moda.

Come cittadino sono da tempo nauseato dalla politica, ma mi sento ferito profondamente quando i nostri rappresentanti perdono di vista quei valori fondamentali di aiuto reciproco. Forse il vero Handicap sono proprio questi amministratori. 

Non credo, ma se proprio è una questione di soldi, buttiamone via meno nelle strade del centro...... e facciamo funzionare i servizi di sostegno al disagio.

                                            Francesco Tarchi - BORGO SAN LORENZO

 


Condividiamo in pieno l’amarezza e la sostanza dei giudizi del nostro lettore. La vicenda, condita da inevitabili polemiche, si è originata dalla decisione dei comuni mugellani e dalla comunità montana –che da qualche tempo si occupa anche di alcuni servizi sociali- di far “compartecipare” alla spesa, ovvero far pagare quote –anche piuttosto salate visto che possono arrivare ad oltre 300 euro mensili, quando l’assegno per il disabile è al massimo di 640 euro mensili- per la partecipazione ai centri diurni di riabilitazione per handicappati.

A noi pare, di principio, che una società civile e solidale non dovrebbe far pagare le famiglie dei disabili. Sappiamo bene che il “tutto e gratis” solitamente non regge: ma crediamo che vi siano settori dove è doveroso che sia la collettività nel suo complesso a farsi carico del problema.

Sulla questione i nostri amministratori locali hanno dato prova di lungimiranza. Lo dimostra il modo con il quale si sono difesi. In modo assai maldestro. Prima dicendo che si tratta comunque di una sperimentazione. Poi che al momento non si chiedeva 300 ma solo 100 (il che è una mezza verità, ovvero una bugia perché è vero che al momento, sul piano amministrativo, sono stati richiesti solo i pagamenti per mensa e trasporti, ma poi gli atti dicono che si farà pagare per l’intera annata anche la quota di partecipazione ai centri. E’ come se lo Stato dicesse che ci ha dimezzato le tasse perché al momento ci ha fatto pagare solo la prima rata...). Poi si è inventata una commissione per verificare la cosa, poi ancora si è evocata una riduzione dei servizi, se non si fosse previsto di far pagare le famiglie; e si è specificato che l’applicazione della quota sarà individualizzata, ovvero che sono previste riduzioni ed esenzioni, quasi lasciando capire che saranno in pochi a dover pagare. Insomma, molto rumore per poco e nulla.

Il fatto vero è che al momento i nostri amministratori della Comunità Montana neppure sanno quanto andranno a incassare dai contributi delle famiglie dei disabili. Allora ci domandiamo: non sarebbe stato più corretto verificare gli introiti preventivamente, per capire l’incidenza e l’efficacia della manovra? Perché se alla fine –tra esenzioni e riduzioni- l’introito fosse solo il 5% della spesa complessiva dei servizi, possibile che i comuni non avessero qualche migliaio di euro del loro bilancio da destinare al settore, evitando quello che appare come un inutile balzello su famiglie che andrebbero invece aiutate e sostenute di più? (P.G.)

 

 © il filo, Idee e notizie dal Mugello, novembre 2003

Cerca in questo sito gli argomenti sul Mugello che ti interessano powered by FreeFind
Copyright © 2006 - Best viewed with explorer - webmaster Stefano Saporiti contatti: info@ilfilo.net, Tel. 333 3703408