UNA BELLA INIZIATIVA DI SCARPERIA
L’Infiorata in Etiopia
Sembrerebbe strano a chi legge, capire il significato di fare un Infiorata in Etiopia, in effetti quando mi presentarono il progetto io per primo rimasi per così dire un po’ stupefatto della cosa. Invece proprio di questo si trattava: esportare la tradizione di una delle nostre manifestazioni in Africa, l’Infiorata appunto.
Parte
da lontano il progetto dell’associazione A.I.A.U. con sede a Firenze la quale da
anni opera, con il riconoscimento dell’ UNICEF, in molti paesi del mondo
sostenendo, attraverso i propri volontari le cause dei paesi più poveri. Perché
Etiopia, perché Holetà,
Mancava però qualcosa a quella zona, come del resto in parte manca ancora, cioè farsi conoscere e far capire come in una terra così generosa, ricca di acqua e dalla quale con impegno, investimenti e con tanto sforzo da parte di tutti si potesse arrivare in qualche modo ad evidenziare e di conseguenza promuovere, quella che per ora è l’unica risorsa per quella terra, cioè la coltura delle “rose”.
Quale
miglior veicolo allora se non mostrare quelle “rose”,
farle vedere nella loro più totale bellezza e nella loro varietà? Ma attraverso
quale sistema...? Ecco che Jenny, presidente dell’associazione A.I.A.U.
scorrendo le pagine del web si imbatte in Scarperia e nella sua Infiorata. Mi
contatta, mi presenta il progetto elaborato da lei e dai suoi collaboratori,
insieme lo elaboriamo di nuovo al meglio per poterlo realizzare e soprattutto
per poterlo attuare in quella terra. Il progetto viene presentato
all’Amministrazione Comunale di Scarperia , la quale attraverso il sindaco in
persona condivide appieno l’operazione, viene coinvolta l’Ambasciata Italiana in
Addis Abeba, vari Ministeri del Governo Etiope e naturalmente il Comune di
Holetà assieme alla regione dell’Oromia. Tutti un po’ scettici del risultato
(sempre di Africa stiamo parlando) ma favorevoli nel condividere il tentativo.
Vengono coinvolte entrambe le scuole in uno scambio di disegni e foto
dell’Infiorata, e per due mesi i bambini di Holetà adottano come programma di
studio l’Infiorata e la tecnica di mosaico con i fiori .
A questo punto rimane solo la data dell’evento, che viene fissata per il
27 gennaio, presentazione dell’ Holetà Flower Festival, così viene denominata la
manifestazione, in un centro commerciale di Addis Abeba alla presenza della
stampa e delle Autorità della capitale Etiope, grande attesa e grande speranza .
Pronte le scuole di Holetà con i disegni dei bambini e pronte due nostre
insegnanti a partire alla volta di
Addis Abeba per finire il lavoro di affinamento della tecnica degli insegnanti
locali per la realizzazione, il 20 gennaio ci trasferiamo ad Addis Abeba. Una
settimana di aiuti sotto tutti i punti di vista, nella più totale
disorganizzazione, questo è quello a cui ci siamo dovuti sottoporre, ma felici
di condividere ogni volta un nuovo giorno con amici diversi, abbracciare e
sorridere con loro di questa nuova esperienza.
La
mattina del 27 gennaio alla
presenza delle autorità locali,
delle tv, del Governo Etiope, nonché della delegazione del
Un
evento: solo così posso definire questa manifestazione. Migliaia di persone
attente nel guardare quei quadri, per loro sconosciuti e forse privi di
significato, ma l’aver organizzato forze tra loro sconosciute e mai
confrontatesi su qualcosa di “insieme”
nello sviluppo di un evento così importante agli occhi dei governanti del luogo
ha dato certamente l’input per una
scommessa futura, quella della promozione dello sviluppo del territorio. Tutte
le televisioni etiopi, presenti all’evento hanno mandato in onda le trasmissioni
dell’infiorata di Holetà e questo piccolo paese è stato, e speriamo sarà per
tanto tempo, al centro delle discussioni per lo sviluppo turistico ed economico
della zona. Rimane, nonostante il nostro piccolo contributo, comunque Africa con
tutte le sue bellezze ma anche con tutta la sua povertà, la sua
disorganizzazione, le sue innumerevoli contraddizioni.
Hanno reso
possibile l’evento con il loro contributo: le Insegnanti dell’istituto
scolastico
© il filo, Idee e notizie dal Mugello, febbraio 2008

