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La copertina di questo mese
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Rifiuti e comuni mugellani, 
una scelta viziata

Caro Direttore,

le chiedo ospitalità per alcune riflessioni su una questione affrontata di recente nel consiglio comunale di Borgo San Lorenzo (ma anche dagli altri comuni mugellani), una questione rilevante, in termini economici e di servizio, quella relativa alla cessione della gestione della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti. Anzitutto, come consiglieri comunali siamo stati chiamati a "decidere" a cose fatte. Lo dimostra il fatto che l'accordo per il passaggio dei dipendenti era già stato discusso e siglato. Prima che il consiglio comunale votasse. Non è un fatto solo formale, ma di sostanza. Perché indica un disegno che va oltre le esigenze del comune di Borgo San Lorenzo, un disegno che c'è da dubitare sia originato solo da un desiderio di maggiore efficienza del servizio, di una migliore qualità. Ma risponda a quella logica che ha portato al Consiag, che porta alle holding e a una finta privatizzazione dei servizi, con il rischio di veder costruire nuovi "carrozzoni", ben utilizzati per piazzare il personale politico in esubero, a cominciare da qualche ex-sindaco. Ma ci sono altre ragioni di gravi perplessità. La prima riguarda la questione della qualità dei servizi. Ci viene detto che ora, con l'affidamento in gestione, le cose miglioreranno. Può darsi. Certo è che, implicitamente, la nostra amministrazione confessa un fallimento: l'incapacità di organizzare una buona e sempre più efficace raccolta differenziata, l'incapacità di organizzare un servizio per gli ingombranti, l'incapacità di dare il via a una raccolta differenziata dell'organico che pure già era stata progettata molti anni fa. Questo, per onestà, andrebbe detto con chiarezza. Così come con altrettanta chiarezza i nostri amministratori, borghigiani e mugellani, dovrebbero riconoscere le loro responsabilità per il sostanziale fallimento del piano comprensoriale per lo smaltimento dei rifiuti. Da quasi vent'anni c'è un piano che prevedeva la discarica comprensoriale a Vicchio, un impianto di compostaggio a Dicomano, un inceneritore a Rufina. Di tutto questo solo l'inceneritore di Selvapiana esiste, e solo perché c'era già prima. Di nuovo, a parte chiacchiere, documenti, studi e incarichi, in tutti questi anni non è stato fatto niente. Salvo far nascere, come un fungo, un contestatissimo e illogico progetto di impianto di compostaggio a Faltona. Poi si è studiato per anni di fare un consorzio tra tutti i comuni del Mugello e della Val di Sieve: anche questo possibile accordo è saltato in aria, facendoci perdere molto tempo.Infine un'altra domanda: perché proprio Publiservizi? La scelta lascia il dubbio: hanno prevalso le ragioni tecniche, o quelle politiche? Perché alla fine, è stato fatto un raffronto, alla buona, fra tre soggetti. Ma una vera e propria gara, una seria indagine di mercato, una valutazione approfondita, tutto questo non c'è stato. Come non siamo in grado di valutare le cifre che spiegano che in fondo, a fare questa scelta, si risparmia. Sappiamo bene che preventivi e costi spesso non sono neutri, ovvero si possono tirare a nostro piacimento, per darci ragione, per dimostrare che abbiamo fatto bene a fare quello che volevamo fare.Per questi motivi, il nostro no è fermo. Anche perché su un tema così importante non vi è stata alcuna seria informazione preventiva verso i cittadini. Ora si dirà che è la scelta più bella che potessimo fare. Ma questa è propaganda, non politica. Almeno quella che intendiamo noi: fare scelte consapevoli, indirizzate al bene comune, con metodo democratico, che favorisca la partecipazione.

ANTONIO D'ALESSANDRO
CAPOGRUPPO LISTA LIBERA BORGO SAN LORENZO

© il filo, Idee e notizie dal Mugello, luglio 2000

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