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UN NUOVO LIBRO DI DONELLA GORI LASCIALFARI

Lettera ai figli

 Figli, miei carissimi.

Inizia così, come una delle tantissime lettere scambiatesi nel tempo, per una sorta di originale, sana abitudine, fra i membri della famiglia Gori; poi, pian piano, il testo cessa di essere epistolare e si scioglie in un racconto autobiografico, in forma discorsiva più che letteraria.  Quante volte, mettendo per scritto le nostre impressioni, ricorriamo a frasi o vocaboli che non useremmo comunemente nel corso di un dialogo? Donella Gori Lascialfari, invece, nel suo ultimo libro, si racconta in forma piana, “verbale”, comprensibile certo ai figli, ma anche e soprattutto ai nipotini, pur affrontando i più profondi temi della vita. Una storia, la sua, in gran parte nota ai suoi ragazzi ma che fa sempre bene rinverdire nel ricordo dei grandi e accenderne la curiosità nei più piccini.

Scorrono così fra le righe tracciate da Donella, un’infanzia gioiosa, malgrado le avversità fisiche e affettive: una imperfezione congenita la poneva a disagio con i coetanei e una madre all’antica anche per i suoi tempi, severa educatrice,  arida negli affetti, che non contribuiva ad alleviarne le pene profonde né, forse, se ne preoccupava più di tanto. Di questo rapporto di odio-amore Donella ha coltivato sempre e solo il secondo aspetto ed ha saputo trasmetterlo anche ai figli, fino in fondo.

Le pagine della “lettera” si addentrano quindi nell’adolescenza trascorsa in un Istituto di religiose, con tutte le sue contraddizioni, dai problemi d’integrazione in un ambiente agli antipodi di quello in cui era cresciuta, al divieto di tradurre in poesia i propri sentimenti, al primo approccio con il teatro: “Sentimenti, emozioni, colori, espressi nel momento in cui rispondono all’attimo che sto vivendo”.

E finalmente il diploma che, però la vedeva proiettata nella vita monastica.  Fortunatamente, la saggezza di una Suora, la reticenza del padre e l’ingresso nella sua vita di un giovane fiorentino, impressero una svolta decisiva al suo destino.  Il primo incarico di maestra in una scuola appollaiata su un cucuzzolo dell’Appennino aprì nuovi orizzonti e alleviò in Donella il cruccio, non ancora sopito, della rinuncia ai Voti. La scuola fu, ed è rimasta per sempre la passione della sua vita. Così ci racconta le esperienze formanti vissute in quegli anni durante i quali scompare l’amata figura del padre e lei si decide ad accettare la “corte” del giovane fiorentino, Bruno, che diverrà il compagno della sua vita, il padre dei suoi figli.

Il testo, arricchito qua e là da alcune poesie dell’autrice – squarci di luce che sintetizzano concetti espressi - è uno spaccato di vita nel quale ogni lettore si può riconoscere, nei luoghi, nei ruoli, nella famiglia, nel lavoro, ma soprattutto è una coraggiosa confessione dei sentimenti più intimi dell’autrice.

Il libro, edito da Pagnini – Firenze, già in libreria, verrà presentato ufficialmente il 30 giugno prossimo alle ore 16,30 presso le Salette Comunali di Barberino di Mugello, a cura dell’Associazione “Essere”.

P.S.

 

 

© il filo, Idee e notizie dal Mugello, maggio 2007

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