Liceo, quel divieto incomprensibile
Gentile
Direttore,
le invio queste poche righe per portarla a conoscenza di un episodio avvenuto in occasione della morte del Comandante Luigi Biagioni, il cui figlio frequenta la quinta liceo scientifico.
Per
il funerale del padre del loro compagno di classe, gli studenti non hanno avuto
il permesso dal Preside Prof. Pansino di uscire prima da scuola, in modo da
poter essere vicini al loro amico in un momento così doloroso. Non avendo avuto
il permesso, pur richiesto correttamente il giorno prima, gli studenti hanno
deciso di non andare a scuola il giorno del funerale, in modo da poter
essere presenti alle esequie. Il giorno seguente si sono presentati con la
giustificazione che, incredibile a dirsi e a credersi, non è stata accettata dal
Preside, che ha accusato la classe di aver fatto una forca di massa.
La cosa che
io mi chiedo è : ma la scuola che senso ha se viene scollata dalla vita reale,
se viene mantenuta asettica e distante dal senso comune delle cose. Rischia di
perdere la linfa vitale delle emozioni e del sentire le cose che contano anche
con il cuore: ma la poesia e la letteratura , che stanno tanto a cuore al
Preside Pansino, nascono proprio da questi sentimenti, o sbaglio?
Bravi
ragazzi, avete fatto la scelta giusta, mi meraviglia il fatto che
Preside e Professori ( che a loro volta pare non abbiano avuto il
permesso di assentarsi) non siano stati adeguatamente al vostro fianco.
Spero di
ricevere una smentita sulle pagine di questo giornale. Ne sarei davvero felice.
Lettera firmata
© il filo, Idee e notizie dal Mugello, marzo 2008

