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La copertina di questo mese
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EDITORIA LOCALE

I MAGICI PIATTI DELLA LOCANDA SENIO

Arte in cucina a Palazzuolo

Non è pubblicità: vale la pena metter subito le mani avanti, prima di accingerci a scrivere -e i lettori a leggere- un articolo come questo. Perché quando si parla di un ristorante, viene d'acchito pensare che sia la solita pubblicità elogiativa. Tanto più che questo -diciamolo subito- sarà davvero un articolo elogiativo.

E come non potrebbe esserlo, quando sei davanti a un'opera d'arte?

Del resto, elementi essenziali di un'opera d'arte sono l'originalità, esser frutto dell'abilità, della passione e dell'intelligenza umana, la capacità di suscitare emozioni. Tutti elementi che trovi mettendoti a tavola alla Locanda Senio, nel borgo medievale di Palazzuolo sul Senio. Posto di per sé incantevole, tanto che la rivista Airone, alcuni anni fa, gli attribuì il premio di "Villaggio Ideale", uno di quei luoghi dove è bello vivere: silenzio, aria e acqua pulita, cordialità. Tutti elementi che trovano corrispondenza raffinata nella sala della Locanda di Ercole Lega. E da subito si capisce perché la struttura sia ben frequentata da turisti inglesi, che sanno riconoscere la qualità recettiva ed apprezzare il gusto dei particolari. E non soltanto gli inglesi: basta sfogliare il quaderno degli ospiti, al centro della sala, per leggervi notazioni entusiastiche, sui sapori e le atmosfere offerte dalla Locanda.

Si esagera? Provare per credere. Perché mettersi al desco di Ercole è una sorpresa di gusti raffinati e forti insieme, offerti in modo delizioso, una vera festa non soltanto per il palato e l'olfatto, ma anche per gli occhi, con presentazioni curate ed originali.

Ma l'estetica a tavola a volta può essere fonte di delusione. Alla Locanda Senio no, perché sostenuta da sapori antichi e nuovi, che la cucina di Ercole e Roberta Lega riescono ad esaltare e soprattutto a farti riscoprire.

Non è un caso che da tempo vi sia gran sodalizio tra la Locanda Senio e l'azienda agricola di Marco Minardi. Dire azienda agricola è riduttivo, visto che Minardi si definisce "porcaro medievale". E lo è realmente, in una scelta di vita radicale, che l'ha portato a vivere isolato tra i monti dell'Appennino allevando maiali allo stato brado, con animali, da cortile e non, in casa -pecore, furetti, capre, cavalli, galline, colombi-, oltre al fido Nillo, un cinghialone da 130 chili che fa le veci del cane da guardia. Una passione per la storia antica e medievale -Minardi è cultore di duelli medievali e ha un suo personale "museo" con spade, lance, mazze e corazze- che l'ha portato a ricercare le antiche specie suine. Con gran successo -se n'è occupata più volte anche la RAI- perché con pazienza è riuscito a riprodurre la razza romagnola, ed ha un bell'allevamento della cinta senese. Razze antiche, razze saporite. E così a Ercole Lega non pare il vero di macellare e lavorare gli animali di Minardi, che nascono, vivono e crescono in modo assolutamente naturale. E questa "naturalità" la si sente anche a tavola, con sapori decisi e straordinari, che segnano in modo inconfondibile le portate che possono essere gustate alla Locanda Senio. Lonzini e salsicce, salami e prosciutti sono, per chi ama i salumi, veri e propri capolavori. Se poi alla carne di maiale di gran pregio si unisce l'arte culinaria, ne vengono fuori piatti da stropicciarsi gli occhi, ricchi di un sapore, anzi di più, di un fascino che non si pensava più potesse emanare da un piatto in tavola.

Del resto nella sala da pranzo di Lega questo gusto di stupire gli ospiti e insieme di farli sentire a loro agio, la si avverte subito. La grande cura per i particolari, la raffinatezza non solo delle suppellettili ma dello stesso locandiere, amabile e competente, fanno di una serata a Locanda Senio un'esperienza indimenticabile.

Perché si tratta di un fascino assolutamente non artificiale, bensì fondato sulla riscoperta dei sapori veri, semplici e genuini. Del resto l''attrattiva della Locanda Senio è dovuta anche al suo forte legame con il territorio, con quel territorio che, incontaminato e coltivato dalla sapienza secolare di uomini che hanno imparato a coltivare e convivere con una terra aspra e bellissima, offre prodotti, profumi e sapori di gran valore.

Certo, non sono sapori a portata di mano. Chi cerca il gran panorama deve affrontare fatica e salite. Poi ampiamente ripagate. Così, per scovare un luogo incantevole come Palazzuolo, e una locanda dove dimentichi d'un colpo ogni paura di mucche pazze, vini contraffatti e cibi artificiali e ti riconcili con il palato, occorre fare qualche chilometro e tante curve.

Ma non pochi cominciano a conoscere la strada verso Palazzuolo: anche grazie all'incantevole cucina di Ercole Lega. E, grazie allo straordinario agriturismo del Minardi, che propone ai turisti il suo eremo Le Panare, insieme alle sue passioni medievali. Offrendo, ne parlavamo nello scorso numero, scene di vita medievale, sapori antichi, scuole di scherma, menhir e antiche torri in legno. Ma di questo ci sarà tempo per riparlarne...

Paolo Guidotti

© il filo, Idee e notizie dal Mugello, giugno-luglio 2001
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