Borgo
San Lorenzo - Scoperte
storiche ed artistiche
Le
logge dei marroni
Una
delle strutture architettoniche fra le più significative che Borgo
annoverava fra la fine dell’800 e le seconda metà del ‘900
(1898-1969) erano senza dubbio le monumentali Logge dei
Marroni nel piazzale Curtatone e Montanara, una zona ricordata
ancora dai più anziani come “I
Fossi”, poiché in quel
tratto scorreva il torrente Le Cale prima di essere deviato – 1846 –
nell’attuale via Marconi o qual dir si voglia “Paliano”.
Correva
l’anno 1898 e in tutto il Mugello, o meglio, in tutto il territorio
nazionale, erano in atto i famosi “moti del pane”, scontri tra il
popolo affamato e le forze dell’ordine,
che causarono episodi di violenza e portarono all’arresto di
molti borghigiani con il conseguente disagio delle loro miserabili
famiglie: si sa, la fame è sempre stata cattiva consigliera. In quel
periodo, ma se ne parlava già da alcuni anni, per regolare il mercato
delle grasce, dei frutti e dei prodotti del bosco (marroni, noci, patate,
cipolle, agli ecc.) il Municipio borghigiano, sindaco l’Avv.Giuseppe
Magnani, decise di dare inizio alla costruzione di un grande mercato
all’aperto, non solo per le necessità di cui sopra, ma più che altro
per dare un po’ di lavoro a tantissimi disoccupati che pullulavano per
le strade e le bettole. Su delibera del consiglio municipale – 18 maggio
1898 – fu stabilito di dare inizio alla costruzione di queste logge
sotto la direzione dell’ing. Niccolò Niccolai che ne curò anche il
progetto, essendo ingegnere comunale. Erano davvero imponenti e costarono
la bella somma di diecimila lire; una grossa cifra per quei tempi.
Costruite a sette grandi archi (9 mt. di altezza) centrali e ad un arco a
tutto sesto laterale (dava su via del Pozzino) furono attivati per questa
costruzione molti barrocciai, braccianti, scalpellini, manovali e muratori
ed anche alcuni artigiani del ferro per le monumentali cancellate che
costarono ulteriori tremila lire.
Finalmente
martedì 11 Ottobre 1898, alla presenza delle autorità amministrative,
militari e religiose con in testa l’ing. Niccolai, furono inaugurate le
nuove Logge del Mercato (come furono denominate all’epoca) ed
immediatamente iniziarono subito le contrattazioni di vendita e di
acquisto fra i commercianti, i mercanti e gli agricoltori; tutto questo
non solo il martedì, secolare giorno di mercato settimanale, ma anche il
giovedì e addirittura il sabato. Borgo
San Lorenzo aveva quindi due grandi strutture, se consideriamo che una
analoga Loggia delle Grasce era in essere da 250 anni, forse più, in
piazza del Mercato, costruita fra il ‘600 ed il ‘700 “fuori le mura
del Castello del Borgo a San Lorenzo per il mercato dei bozzoli e dei
bachi da seta”, mercato rinomato in tutto il Granducato tant’è vero
che giungevano a Borgo mercanti da tutta l’Italia centrale.
Le
Logge dei Marroni quindi, per moltissimi anni, furono un preciso punto di
riferimento mercantile delle grasce e dei prodotti boschivi di tutto il
Mugello poiché solamente nel capoluogo mugellano si poteva contrattare e
addirittura stabilire il prezzo di mercato. E tutto questo per quasi 70
anni.
Alla
fine della seconda guerra mondiale le campagne si spopolarono e le Logge
persero la loro importanza. Vennero adibite alla lavorazione del cordame
ma, una volta scomparsi i vecchi artigiani funai,
furono chiuse per alcuni anni e successivamente divennero sede del
comitato del Carnevale Mugellano dei ragazzi per il rimessaggio dei carri
allegorici.
Quindi
eccoci negli anni ’60, quando ne fu deciso l’abbattimento in seguito
ad un nuovo piano regolatore che prevedeva la costruzione di alcuni
edifici privati e comunali. Nonostante le tante proteste, primo fra tutti
il compianto prof. Mario Bini, nel 1969 le vecchie Logge dei Marroni
furono abbattute. Peccato, perché con il tempo potevano benissimo servire
per quelle molteplici attività che sono sorte negli ultimi anni; sagre
paesane, manifestazioni folcloristiche, incontri e dibattiti culturali,
gemellaggi culinari con altri paesi, mercatini dell’antiquariato ed
altro, insomma potevano benissimo, una volta restaurate, essere ancora
utili ; e poi erano divenute, invidiate da molti paesi del territorio, un
simbolo del lavoro dei boschi e della campagna mugellana. Peccato! Altri
gravi errori furono l’abbattimento dell’Oratorio della Madonna delle
Cale, a pochi metri dalle Logge, e del monumento al Re Umberto I°. Anche
chi scrive queste note si oppose con alcuni articoli sul quotidiano
fiorentino e per tutta risposta gli fu detto da un amministratore
dell’epoca che i segni fascisti dovevano essere abbattuti; l’Oratorio
delle Cale fu costruito nel 1846, le Logge dei Marroni nel 1898, il
Monumento al Re Umberto I nel 1901! Lasciamo le deduzioni ai nostri
lettori.
Foto
n.1
Anno
1913 – Le Logge con le cancellate in piazzale Curtatone e Montanara
Foto
n.2
Anno
1898 – Le Logge dei Marroni sono appena state costruite (mancano le grandi
cancellate) e un barroccio carico di marroni porta la sua mercanzia.
Foto
n.3
Anno
1932- La scelta e la lavorazione delle patate all’interno delle Logge. Fra le
lavoranti si riconoscono, Bice Gallai, Lina Banchi, Poldina Zavoli, Marietta
Viari, Gina Viliani, Ersilia Giovannini etc. L’uomo a destra in piedi è
Antonio Modi detto il “surgassi” e sullo sfondo si riconoscono Gino Gordini,
noto commerciante in grasce detto “Faagino” e Giuseppe Berretti detto “Cirineo”.
Foto
n.4
Anno
1969 – Dopo 75 anni vengono abbattute le Logge dei Marroni (foto Mario
Calzolai).
(Archivio
A. Giovannini)