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 TESTIMONIANZE

IL MUGELLO AL GRANDE INCONTRO DI LORETO

Giovani mugellani dal Papa

Anche stavolta il Mugello non è voluto mancare all’appuntamento. Così come per ogni Giornata mondiale dei Giovani, c’è chi ha risposto all’invito del Papa per un grande incontro di giovani a Loreto.

Il gruppo più consistente è partito da Galliano, quaranta ragazzi, dai 14 agli over 30, provenienti anche dalle parrocchie di Fagna-Scarperia, San Piero e Sant’Agata. “E’ stata davvero una bella esperienza –sottolinea Paolo Cerbai, uno dei veterani gallianesi-, tanto bella che c’è da esprimere un rammarico. In molte parrocchie mugellane non c’è una grande spinta a promuovere queste iniziative e a favorire la partecipazione dei ragazzi. Era un’occasione bella, coinvolgente, e si sarebbe potuti essere molti di più”. Il gruppo gallianese si è comunque collegato con la Diocesi di Firenze: “Eravamo insieme a ragazzi di Sesto e di Coverciano, e abbiamo trovato don Aldo Menichetti, che è stato molto bravo, ci ha considerato un gruppo unico, ed è andato tutto bene”. Paolo fa un bilancio dell’esperienza. “Davvero molto positiva: bello il clima, la meraviglia, specie per i più giovani, per essere lì così in tanti –quelli alla prima esperienze erano quasi “sconvolti” dalla moltitudine-, il passare la notte insieme, e con un clima così, vivi bene anche i disagi. E’ stato come partecipare a una festa, sentita, particolare. Poi il constatare che i ragazzi lì sono ragazzi comuni, come loro, con i loro stessi problemi, ma che erano venuti in un luogo dove si stava bene, dove ci si poteva riconoscere. E poi il Papa: per molti Benedetto XVI è stata una scoperta, e anche i più giovani sono stati colpiti, e li ho visti impressionati ed emozionati. Ha dato messaggi chiari, comprensibili anche ai più piccoli, ha avuto parole efficaci per tutti. E poi, a chi ancora capita di fare un confronto con Giovanni Paolo II, anche se far confronti ha poco senso, è parso chiaro che la figura del Papa è sempre bella e dà un’emozione particolare”.

Da Borgo San Lorenzo sono partiti invece in nove, insieme a don Leonardo De Angelis: “Rispetto ad altre occasioni –dice- eravamo un gruppo più ristretto, ma è stato molto bello perché ci ha consentito una condivisione ancora maggiore. A Loreto, dove abbiamo rivissuto il clima di Colonia, quella grande spianata di gente, che giorno e notte ha vissuto fianco a fianco, pregando e facendo festa insieme. I ragazzi sono stati contenti di questa esperienza. E ho visto sparire anche qualche prevenzione nei confronti del Papa, che magari non sarà un Papa “mediatico” ma che ha detto parole efficaci e vere che hanno colpito tutti: ‘parla il nostro linguaggio’, hanno notato i ragazzi”.

TESTIMONIANZE DA LORETO

Semplicemente… bella! Proprio così; questo è l’unico aggettivo possibile per descrivere la settimana passata in Basilicata e culminata con i due giorni a Loreto, nell’incontro tra i giovani italiani con il Papa Benedetto XVI. E pensare che all’inizio era in dubbio tutto, visto il numero ristretto di partecipanti (nove persone). Invece, a mio parere (e non solo), è stato questo uno degli aspetti più particolari e sicuramente più belli. Già, infatti in nove abbiamo avuto una grande opportunità, quella di conoscerci in profondità, di aprirci maggiormente gli uni con gli altri, di condividere tutto, ma proprio tutto insieme con gli altri (cosa non sempre possibile quando siamo in tanti): scoprirsi nella semplicità di una settimana passata insieme tra un po’ di riposo, preghiera e tanto, tanto, tanto divertimento. Abbiamo avuto la possibilità di visitare le bellezze della Basilicata (terra troppe volte sconosciuta): i suoi paesaggi brulli e i suoi paesini arroccati, che quando entri (senza assolutamente voler fare una critica) ti sembra di essere dentro quei film della Sicilia anni ’40! E poi la gente!! Eh sì, una delle più belle ricchezze della Basilicata sono proprio le persone, semplici ed umili. Stando lì per qualche giorno abbiamo conosciuto alcune persone che si sono dimostrate sempre aperte e disponibili nei nostri confronti, in tutto e per tutto, senza mai farci mancare niente.

E poi c’è stato l’incontro col Papa, uno spettacolo!! Insomma, 500.000 persone non sono noccioline!! Bello è stato il momento di preghiera del sabato pomeriggio assieme a Benedetto XVI; ma belle soprattutto quelle risposte che ha dato ad alcuni ragazzi che gli avevano posto domande di difficoltà e disagi, loro e di molti giovani. Belle perché non scritte, ma venute dal cuore, un cuore che prima le ha portate in sé con delle domande, che le ha portate in sé con delle preghiere. Belle perché hanno dimostrato a tutti quei giovani che non sono soli ed abbandonati a loro stessi, non sono destinati alle periferie dell’anima, ma vengono accompagnati ogni giorno nel cuore del Papa, dei Vescovi e dei sacerdoti, nel cuore degli altri, nel cuore di Dio.

                                                                                                                 Leonardo Tarchi

 

Con queste poche righe vorrei arrivare ai cuori dei miei coetanei che ancora non hanno potuto incontrare Gesù! Ho fatto un cammino, eravamo in soli nove, abbiamo iniziato il nostro percorso attraversando la terra della Basilicata: terra umile e abitata da persone pronte a dare affetto anche a coloro che non hanno mai incontrato prima. Meta finale è stata arrivare a Loreto, per la giornata dei giovani italiani, dove ho riscoperto un Papa che parlava a noi giovani come un padre ai suoi figli; dove ho potuto anche solo per un attimo incrociare il suo sguardo che, non so come, mi ha toccato nel profondo del cuore; dove ho capito che il Papa non è quella persona tanto lontana da noi ma è come noi; dove abbiamo cantato insieme, pregato e abbracciato Dio con quasi altre cinquecentomila persone.

Adesso non posso fare altro che ringraziare il Signore per avermi affiancato persone valide in questo cammino e per avermi permesso di abbracciare o per lo meno sfiorare il Papa.                                                                  

                                                                                                                   Annalisa Roselli

  

Al ritorno da questo pellegrinaggio mi sento di ribadire ciò che dissi due anni fa, al termine della Giornata Mondiale della Gioventù di Colonia: le esperienze fatte con la parrocchia risultano sempre speciali  perché accompagnate da Dio.

Sono marcate da entusiasmo, gioia, capacità di mettersi in gioco e alla prova, ma sono soprattutto momenti importanti di preghiera e di riflessione. Da questo punto di vista i giorni di preparazione all’Agorà di Loreto, trascorsi in Basilicata, ci hanno dato la possibilità di confrontarci con una realtà differente che non si fonda su ritmi frenetici, quanto sulla semplicità e sulla calda ospitalità dei suoi abitanti. Provvidenzialmente questi giorni ci hanno aiutato a fare nostre quelle che sarebbero state le parole-chiave  degli interventi del Papa: umiltà e periferia. La Basilicata in fondo è una delle regioni più umili e più periferiche dell’Italia, così come lo era Nazareth ai tempi dell’Impero Romano: ma proprio da questa remota periferia è nato il Centro della nostra vita di fede, Gesù. I giovani devono umilmente affidarsi a Dio, per poter realizzare i loro più nobili desideri e in questo modo creare centri nelle periferie dei Paesi, delle città e dei cuori della gente. Esortazioni intense quelle di Papa Benedetto, efficaci e dirette anche perché, grazie a questo incontro, abbiamo potuto vederlo da vicino senza gli schermi della tivù, della radio o dei giornali: dal vivo, come uno di noi.

                                                                                                                Elisa Giovannini

 

Rientrata a casa e passata un po’ di stanchezza, ciò che mi porto dentro è un’ incontenibile pace.

Dalla parrocchia di Borgo San Lorenzo siamo partiti in nove persone verso una terra umile e speciale quale è la Basilicata; abbiamo incontrato persone pulite che ti offrono il cuore e l’anima pur non chiedendoti niente indietro e avendoti visto per la prima volta. La gioia, il sorriso, l’ amicizia e le nuove conoscenze hanno caratterizzato e reso unico questo cammino verso l’importante incontro con il Papa a Loreto.

La mia Giornata Nazionale della Gioventù si è rivelata una riscoperta dei valori cattolici, una grande esperienza di fede e una prova concreta di pace tra i giovani; risultato ottenuto anche grazie alla grande personalità di Papa Benedetto XVI,che credo sia riuscito a entrare nel profondo del cuore dei giovani e spero fortemente che le sue parole rimarranno ancora per molto tempo, custodite nella mente e nei cuori di tutte le persone.                                                                                                        

 Glenda

 

© il filo, Idee e notizie dal Mugello, settembre 2007

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