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TESTIMONIANZE

L' "apprendistato" di Lourdes

Dopo trent'anni di pellegrinaggi, dei quali solo un paio a Lourdes, quest'anno con mia moglie abbiamo deciso di provare una nuova esperienza: lo "STAGE" all'Hospitalité Notre Dame, appunto di Lourdes. Può sembrare un po' ridicolo iniziare ultrasessantenni un "apprendistato" (questo il significato della parola francese stage), ma così è stato. L'esperienza si è rivelata come sempre positiva, del resto, a mio avviso non esistono esperienze negative, perché anche quelle meno favorevoli sono sempre utili e pertanto positive.Non è mia intenzione fare qui la cronaca di una settimana vissuta intensamente al servizio degli altri, tutti gli altri, non solo ammalati e disabili, vorrei solo riuscire a trasmettere particolari emozioni provocate da piccoli episodi sporadici. Ci proverò. 

Al primo fatto ho assistito il secondo giorno, durante la S. Messa nella Basilica S. Pio X: quella immensa, sotterranea.Un ragazzo disabile intellettivo e relazionale, per intenderci "down", al momento della distribuzione dell'Eucaristia era evidentemente preoccupato per il timore di non riuscire a ricevere la Comunione sperduto in quella gran massa di persone, e lo si vedeva chiaramente agitato.Quando finalmente un sacerdote si è avvicinato anche a lui, dopo aver ricevuto la particola consacrata, ha alzato le braccia con i pugni chiusi ed i pollici protesi, esibendosi poi in uno di quei gesti, non propriamente corretti, che fanno i calciatori dopo aver segnato una rete, portando cioè il braccio piegato in basso e sferrando poi una specie di poderoso "gancio", a stento contenuto, verso il cielo. Un gesto forse un po' blasfemo ma carico di tutta quella gioia che ognuno di noi dovrebbe provare avvicinandosi ai Sacramenti, se avessimo un animo puro come il suo.Davanti alla Grotta delle Apparizioni ho veduto tante persone profondamente inginocchiate fino a terra, con la faccia nascosta fra le mani ed ho pensato da chissà quali sciagure fossero afflitte. Invece, ciascuno di noi dovrebbe fare altrettanto solo per ringraziare la Madonna e Suo Figlio per tutto il bene che ci viene donato gratuitamente ogni giorno. ln fine, si fa per dire, di servizio alle piscine, mi sono trovato sovente di fronte a fedeli che, prima di immergersi e dopo aver recitato l'Ave Maria suggerita dai "bagnini", esprimevano ad alta voce le loro suppliche più intime ed intonavano inni alla Madonna, ciascuno nella propria lingua, senza vergognarsi di noi che, certe volte non abbiamo neppure il coraggio di farci il Segno della Croce passando davanti ad una Chiesa o ad un'immagine sacra.

PIERO SALVADORI - CAMPOMIGLIAIO

il filo, Idee e notizie dal Mugello, luglio 2000
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