ALTA VELOCITA' ED ELEZIONI REGIONALI
Luco, l'acqua... e le urne
Probabilmente
quando queste righe saranno lette lo scavo nella galleria Firenzuola dell'alta
velocità, quella che rischia di compromettere le sorgenti di Luco e Grezzano
sarà stato arrestato, temporaneamente. E forse, di conseguenza, sarà rientrata
la minaccia di disertare le urne, in occasione delle prossime elezioni regionali
del 16 aprile, come clamorosa forma di protesta.
Sia però consentito svolgere qualche riflessione ancora sull'argomento.
Le
popolazioni di Luco e di Grezzano -e non solo loro!- hanno tutto il diritto
di protestare, e di sentirsi prese in giro. Solo ora si rende noto, ufficialmente,
il gravissimo rischio che corrono importanti sorgenti: quelle che non solo alimentano
acquedotti che danno da bere a un sacco di gente, ma anche fossi e torrenti,
che tra breve potrebbero rimanere completamente secchi, in una zona di alto
pregio ambientale, e quindi con danni naturali inimmaginabili.
Eppure
il tracciato, gli studi d'impatto ambientale, le analisi geologiche erano note
da anni, visto che il via libera alla costruzione della tratta Firenze-Bologna
risale al luglio 1995. Evidentemente qualcuno ha dormito, o ha fatto finta di
non vedere. Tornano così alla memoria le polemiche di cinque anni fa, quando
erano in molti a denunciare la fretta eccessiva con la quale si voleva dare
il via a un'opera pubblica così importante. Importante e necessaria, perché
il raddoppio del sistema ferroviario è esigenza primaria per il nostro Paese,
ma pure era indispensabile, data la grande complessità dell'opera, studiare
il tracciato più idoneo e le modalità di costruzione più attente. Resta il dubbio
che questo sia stato fatto, perché il tracciato più funzionale doveva essere
più prossimo all'attuale Firenze-Bologna, e perché gli infiniti problemi che
l'opera sta incontrando pongono pesanti interrogativi sulle modalità di analisi
utilizzate. Ma la Regione Emilia Romagna non voleva sacrificare altre vallate,
come sarebbe accaduto se si fosse realizzata la nuova linea più vicina alla
tratta esistente, la Regione Toscana aveva fretta di chiudere, gli interessi
economici e le pressioni erano enormi, si offriva un ricco piatto di contropartite
di ogni genere agli enti locali: così il nastro inaugurale è stato tagliato
senza troppi pensieri. E ora i nodi stanno venendo al pettine.
In tutto questo, anche un bambino lo capisce, vi sono precise responsabilità politiche. Ed è per questo che lascia dubbiosi la proposta di disertare in massa le urne come forma di protesta. Nel senso che coloro che questa responsabilità portano prioritariamente hanno ben poco da temere dal non voto. Chi non vota infatti, finisce per difendere lo status quo. In una situazione di potere bloccato, com'è quello toscano, chi governa non ha niente da perdere se a Luco non votassero. Anzi, tireranno un sospiro di sollievo. Come accadde a Borgo San Lorenzo un anno fa. Qualcuno ricorda Faltona? La frazione era esasperata per la scelta fatta dal sindaco uscente di volere a tutti i costi un impianto di compostaggio. Ma anziché votare per una qualunque delle opposizioni, molti scrissero insulti sulla scheda, annullando il voto. Risultato, il sindaco fu rieletto al primo turno, cosa che non sarebbe accaduta se quegli insulti si fossero tradotti in voti d'opposizione.
Ecco, se a Galliano, in allarme per la cava, a Vicchio, arrabbiato per la discarica, a Luco e Grezzano, esasperati dai rischi per la loro acqua, i partiti di maggioranza che in questi anni hanno "governato" la Regione faranno lo stesso il pieno dei voti, significherà che tutto è loro permesso. E allora sarà sempre più difficile protestare e lamentarsi.
Paolo Guidotti
© il filo, Idee e notizie dal Mugello, marzo 2000

