SCOPERTE STORICHE E ARTISTICHE PAESANE - 1
La
Madonna delle Cali
La piccola storia
paesana ci riserva sempre tante sorprese (vedi le interminabili scoperte
all'interno della trecentesca chiesa gotica di San Francesco e
nell'Oratorio secentesco di Sant'Omobono, edifici in fase di restauri) e
una di queste è stata da noi trattata molte volte sia con articoli sui
giornali che nei libri storici sul territorio, ma sempre con la
"presumibilità" e mai definita per la mancanza di documenti
ufficiali; parliamo del tabernacolo prima e del piccolo Oratorio poi detto
della "Madonna delle Cali". Com'è noto e molti amanti della
storia cittadina ormai lo sanno, anticamente il torrente le Cali
(volgarmente detto le "Cale") aveva il suo naturale e secolare
percorso attraverso gli attuali Giardini Municipali (piazza Dante) quindi
piazza Gramsci, poi piazzale Curtatone e Montanara andando a sposare il
fiume mugellano a lato dell'attuale ponte sulla Sieve: metro più, metro
meno. A lato dell'attuale Bar Italia era ubicata Porta di Levante o Porta
di Sant'Andrea-abbattuta nel 1856-che conduceva a Vicchio e davanti era
innalzato un ponticello (10 anni orsono durante dei lavori di scasso fu
ritrovato un piccolo arco in mattonatura. -n. d. r.) sulla cui spalletta
di destra era murato un tabernacolo ad edicola con all'interno una figura
in affresco raffigurante la "Madonna e Santi". Quando nel 1846
iniziarono i grandi lavori di bastionatura del castello e il percorso del
torrente le Cali fu deviato nell'attuale via Marconi (i "vecchi"
borghigiani dicono ancora Paliano) il ponticello fu abbattuto e l'effige
della Madonna fu inserita in un piccolo Oratorio a colonnato e cancelletto
costruito nell'occasione in uno stabile di sinistra dove attualmente ci
sono delle vetrine di dolciumi dello stesso vicino Bar Italia. Purtroppo
questa struttura dopo 160 anni -1964- fu abbattuta. Non abbiamo mai saputo
nel corso di tanti studi e ricerche sulla storia borghigiana di come e
quando venne costruito questo tabernacolo sulla spalletta del ponticello
delle Cali, fino a quando non abbiamo letto un documento tratto
dall'archivio delle Suore domenicane di Santa Caterina al Borgo, datato
1515/1520. E' scritto in italiano volgare, latineggiante, ma cercheremo di
renderlo più leggibile. Infatti dice: "Ricordo -scrive la cronista
del Monastero borghigiano- che la Donna Madonna Antonia Del Morca,
terz'abito dell'Ordine dei Predicatori, delle elemosine da lei accettate e
con l'aiuto del Pievano Messer Damiano Manti da Imola (Pievano di Borgo
San Lorenzo dal 1503 al 1543) edificò un Tabernacolo fuori dalla Porta di
Levante o di Sant'Andrea e a una coscia (spalletta) del ponte posto sopra
le Cali fece dipingere (purtroppo non c'è il nome dell'autore!) la figura
della Madonna ed altre figure che vi sono sotto intitolata "La
visitazione della Vergine"... etc".
Ecco finalmente
scoperto questo piccolo rebus storico di una testimonianza ormai svanita
nel nulla. Fortunatamente restano le vecchie immagini dell'Oratorio
dov'era custodita, la realizzazione grafica dell'artista Mario Lapi il
quale nel libro "Caro vecchio Borgo" ha ricostruito fedelmente
Porta di Levante con il ponticello dov'era ubicato il tabernacolo ad
edicola, ma su tutto inequivocabilmente questo antico scritto che riporta
alla luce, storicamente parlando, poiché visivamente e
architettonicamente non esiste più nulla. Piccole storie di un borgo
ormai andato ma come scriveva un grande pensatore dell'800, un
"paese" che rinnega la sua storia e la sua secolare tradizione
è destinato a fallire. E di esempi ce ne sono a iosa. Nel prossimo numero
ecco la piccola storia della Madonna di Sieve e la sua altalenante
collocazione nel corso di secoli. (continua)