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La copertina di questo mese
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SCOPERTE STORICHE E ARTISTICHE PAESANE - 1

La Madonna delle Cali

Il piccolo Oratorio in piazza Gramsci che custodiva l'effige della "Madonna e Santi" abbattuto nel 1964 (Foto Tassini -B.S.Lorenzo)La piccola storia paesana ci riserva sempre tante sorprese (vedi le interminabili scoperte all'interno della trecentesca chiesa gotica di San Francesco e nell'Oratorio secentesco di Sant'Omobono, edifici in fase di restauri) e una di queste è stata da noi trattata molte volte sia con articoli sui giornali che nei libri storici sul territorio, ma sempre con la "presumibilità" e mai definita per la mancanza di documenti ufficiali; parliamo del tabernacolo prima e del piccolo Oratorio poi detto della "Madonna delle Cali". Com'è noto e molti amanti della storia cittadina ormai lo sanno, anticamente il torrente le Cali (volgarmente detto le "Cale") aveva il suo naturale e secolare percorso attraverso gli attuali Giardini Municipali (piazza Dante) quindi piazza Gramsci, poi piazzale Curtatone e Montanara andando a sposare il fiume mugellano a lato dell'attuale ponte sulla Sieve: metro più, metro meno. A lato dell'attuale Bar Italia era ubicata Porta di Levante o Porta di Sant'Andrea-abbattuta nel 1856-che conduceva a Vicchio e davanti era innalzato un ponticello (10 anni orsono durante dei lavori di scasso fu ritrovato un piccolo arco in mattonatura. -n. d. r.) sulla cui spalletta di destra era murato un tabernacolo ad edicola con all'interno una figura in affresco raffigurante la "Madonna e Santi". Quando nel 1846 iniziarono i grandi lavori di bastionatura del castello e il percorso del torrente le Cali fu deviato nell'attuale via Marconi (i "vecchi" borghigiani dicono ancora Paliano) il ponticello fu abbattuto e l'effige della Madonna fu inserita in un piccolo Oratorio a colonnato e cancelletto costruito nell'occasione in uno stabile di sinistra dove attualmente ci sono delle vetrine di dolciumi dello stesso vicino Bar Italia. Purtroppo questa struttura dopo 160 anni -1964- fu abbattuta. Non abbiamo mai saputo nel corso di tanti studi e ricerche sulla storia borghigiana di come e quando venne costruito questo tabernacolo sulla spalletta del ponticello delle Cali, fino a quando non abbiamo letto un documento tratto dall'archivio delle Suore domenicane di Santa Caterina al Borgo, datato 1515/1520. E' scritto in italiano volgare, latineggiante, ma cercheremo di renderlo più leggibile. Infatti dice: "Ricordo -scrive la cronista del Monastero borghigiano- che la Donna Madonna Antonia Del Morca, terz'abito dell'Ordine dei Predicatori, delle elemosine da lei accettate e con l'aiuto del Pievano Messer Damiano Manti da Imola (Pievano di Borgo San Lorenzo dal 1503 al 1543) edificò un Tabernacolo fuori dalla Porta di Levante o di Sant'Andrea e a una coscia (spalletta) del ponte posto sopra le Cali fece dipingere (purtroppo non c'è il nome dell'autore!) la figura della Madonna ed altre figure che vi sono sotto intitolata "La visitazione della Vergine"... etc".

La realizzazione grafica dell'artista Mario Lapi raffigurante Porta di Levante con il ponticello sulle "Cale" dove era collocata una Edicola sulla spalletta con l'affresco della "Madonna delle Cale". (dal libro "Caro Vecchio Borgo" 1989)Ecco finalmente scoperto questo piccolo rebus storico di una testimonianza ormai svanita nel nulla. Fortunatamente restano le vecchie immagini dell'Oratorio dov'era custodita, la realizzazione grafica dell'artista Mario Lapi il quale nel libro "Caro vecchio Borgo" ha ricostruito fedelmente Porta di Levante con il ponticello dov'era ubicato il tabernacolo ad edicola, ma su tutto inequivocabilmente questo antico scritto che riporta alla luce, storicamente parlando, poiché visivamente e architettonicamente non esiste più nulla. Piccole storie di un borgo ormai andato ma come scriveva un grande pensatore dell'800, un "paese" che rinnega la sua storia e la sua secolare tradizione è destinato a fallire. E di esempi ce ne sono a iosa. Nel prossimo numero ecco la piccola storia della Madonna di Sieve e la sua altalenante collocazione nel corso di secoli. (continua)

Aldo Giovannini

il filo, Idee e notizie dal Mugello, ottobre 2001
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