L’INCONTRO DEL VOLONTARIATO CON MONS. MANIAGO
Il vademecum del buon volontario
Non
è stata certo una passerella formale, quella originata dall’incontro che il
vescovo mons. Maniago ha tenuto con le associazioni di volontariato borghigiane,
nell’ambito della Visita Pastorale. Una realtà importante, quella associativa, a
Borgo San Lorenzo, dove si contano –lo ha sottolineato il parroco, mons.
Giancarlo Corti- ben 105 associazioni iscritte all’albo comunale. All’incontro
con il vescovo naturalmente di associazioni ce n’erano soltanto una piccola
parte, ma è stata un’occasione molto interessante per conoscere realtà diverse,
che insieme formano una rete significativa e ricca di effetti positivi per la
comunità locale, nei più vari settori. E anche l’intervento conclusivo di mons.
Maniago non è stato affatto formale, ma ha dato indicazioni di rilievo e spunti
di riflessione. Non mancando di ringraziare i presenti per la “serena
presentazione” delle diverse esperienze, nella quale non è mancata neppure la
sottolineatura di limiti e problemi.
Maniago ha evidenziato il grande valore di “persone che si mettono insieme per obiettivi importanti”. “Un cristiano –ha proseguito- non può mai accontentarsi. Il meglio non è nelle cose che facciamo ma nella qualità con cui lo facciamo. Deve rimanere forte la tensione interiore, e non dobbiamo neppure vedere un traguardo nelle cose che ci sembrano funzionare. Diciamo piuttosto che siamo servi inutili e andiamo avanti”. Il vescovo ha incitato a non fermarsi e a non stancarsi –“la vita non va in ferie”, ha notato- e ha poi dettato alcune “regole”.
In primo luogo, la regola di “non perdere l’entusiasmo”. “Ci si associa –ha detto- se c’è entusiasmo, se c’è passione. E se viene meno lo spirito, viene meno l’associazione, che allora non può essere tenuta su con terapie intensive. Se non c’è passione non si gioca nemmeno a carte”. Da qui l’invito “a rinnovare l’entusiasmo che è all’origine delle vostre associazioni”, ricordando che “i lamentosi non aggregano”.
Ma
la passione non basta. “Accanto alla passione –ha invitato il Vescovo-, attenti
a non perdere il riferimento principale: i cristiani non possono essere divisi.
Perché abbiamo una sola fede, siamo una sola Chiesa, abbiamo un solo Signore. La
radice è unica. Se lo dimentichiamo, finiamo per appannarci”.
Terza riflessione e terzo invito: “Formarsi: per non perdere passione e radice, bisogna mantenere l’impegno a formarsi, intorno alla Parola di Dio. E questo non è affatto automatico”.
Quarto, la rete: “E’ necessaria una maggiore comunicazione, una migliore conoscenza tra le varie realtà. occorre essere in rete, sapere di poter contare sui fratelli, non sentendoci impiegati di uffici diversi. La causa è unica, la rete è comunione”.
Queste parole sono state ascoltate con attenzione dai tanti presenti, dall’Avo, come dagli Alpini, dalla Misericordia e dai Fratres, dai Carabinieri in congedo come dall’Apostolato della Preghiera, dalla Compagnia del SS.Crocifisso come dal “Filo”, dal Centro d’Aiuto alla Vita, dal Progetto Accoglienza e dal Punto Famiglia Mugello. Sperando che possano essere occasione non solo per riflettere ma anche per animare e ri-animare le attività di ciascuno.
Paolo Guidotti
© il filo, Idee e notizie dal Mugello, aprile-maggio 2008

