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EDITORIA LOCALE

MUGELLANI ALLA MARCIA DELLA PACE PERUGIA ASSISI

Il risveglio delle coscienze

Fabio CeseriCanti, balli, bandiere con i colori dell’arcobaleno e sopratutto una gran voglia di stare insieme e camminare verso Assisi che rimane a livello mondiale il simbolo della pace e della fraternità universale hanno accomunato migliaia di persone con le quali domenica 14 ottobre,  abbiamo condiviso questa esperienza che senza dubbio rimarrà nei nostri cuori per sempre.

Abbiamo marciato per ricordare ai potenti della terra che “frutto della giustizia sarà la pace” (Isaia 32) e questo parte nel dare cibo, acqua, lavoro per tutti; questo era lo slogan principale della marcia Perugia Assisi.

Purtroppo è passato un po' in secondo piano a causa dell’intervento americano in Afganistan.

Angela PampaloniRiflettendo su questo aspetto, abbiamo convenuto che l’emozione non soffochi la ragione, il dolore non accechi e zittisca la politica che rimane lo strumento principe per governare le relazioni tra gli stati, dirimendone e prevenendone i conflitti.

Purtroppo in chi marciava, si percepiva  questo distacco e si è arrivati a fischiare, chi  dei politici attuali, in qualche modo, incoerentemente, prima vota per l’intervento armato e poi si dice pacifista unendosi alla marcia.

Comunque la maggioranza era accumunata, al di la delle bandiere, schieramenti, fedi religiose, nel far conoscere che c’è un popolo che con le guerre e il terrorismo, non vuole niente a che fare, che vuole costruire la pace iniziando dal riconoscimento della dignità di ogni essere umano.

Questa marcia è stata una bella risposta non violenta a chi prima di questa data, ha voluto delegittimare l’iniziativa definendo i partecipanti o filo talebani o amici di Bertinotti o, peggio ancora, che  sarebbe finita come Genova.

Occorre, da ora in poi, che la politica istituzionale, si confronti con questa realtà che dal basso rivendica i diritti degli oppressi della terra.

Abbiamo anche riflettuto che anche la Famiglia Francescana si confronti con questi argomenti in quanto fanno parte della nostra “secolarità” e magari proporlo nei convegni regionali prendendo come base l’articolo 18 delle Costituzioni che a proposito di questi argomenti, è molto chiaro.

San Francesco e Santa Chiara non se la prenderanno se per una volta, non si parlerà di loro.

Prevenire nuovi lutti e battere le organizzazioni criminali e il fanatismo politico-religioso, sottraendo loro il consenso e contrastandone l’operatività, è un lavorare non violento per la pace.

Mugellani in marciaNella guerra non c’è mai un vero sollievo per le vittime, non c’è riparazione per i torti subiti, non c’è promozione della giustizia: c’è solo la certezza di incrementare la spirale dell’odio.

L’11 settembre potrebbe innescare un soprassalto di lucidità nei governi, nelle nostre coscienze assopite dal benessere.

La lucidità che dovrebbe portare ad  una alleanza internazionale non solo contro il terrorismo, ma per una nuova cultura nel rapporto tra i popoli, le religioni, i paesi e i loro governi, che non metta al primo posto la logica del profitto e della legge del più forte.

Abbiamo marciato insieme avendo questa prospettiva  riflettendo anche sugli accadimenti insieme a migliaia di altri uomini e donne di buona volontà che sperano e vogliono lavorare per una umanità diversa ma sopratutto che questa marcia contribuisca a far si che ci sia un risveglio delle coscienze.

Pace e bene

Angela Pampaloni - Ceseri Fabio 
OFS Borgo San Lorenzo

© il filo, Idee e notizie dal Mugello, novembre 2001
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