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SCUOLA E TERRITORIO

INTERVISTA AL RETTORE AUGUSTO MARINELLI

“A Luco, nella logica 
del decentramento”

Sul progetto del centro universitario a Luco “Il filo” ha rivolto alcune domande al Rettore dell’Università di Firenze, prof. Augusto Marinelli. Che per la prima volta risponde su questo argomento, di grande rilievo per la nostra zona.

Quando si è affacciata per la prima volta l’idea dell’Università a Luco? Chi gliel’ha sottoposta?

Prima dell’approvazione in consiglio regionale della mozione presentata dai consiglieri UDC Carraresi e Banchi e dal capogruppo Ds Cocchi, l’idea di un insediamento universitario nel Mugello è emersa e si è sviluppata all’interno del dialogo tra più soggetti istituzionali: il presidente della Provincia di Firenze, il sindaco di Borgo San Lorenzo e il presidente della Comunità montana, in riferimento alla strategia del decentramento territoriale che l’Ateneo fiorentino sta perseguendo da alcuni anni.

Quali sono a suo giudizio gli elementi di forza della proposta?

Occorre tenere presente che per l’Università il decentramento non può essere inteso come semplice soluzione "logistica", ma deve scaturire da un rapporto di reciprocità con il territorio, in modo che la formazione in loco si saldi con una particolare caratteristica o vocazione dell’area in cui viene ad insediarsi. E’ stato questo anche il senso delle iniziative di decentramento avviate finora, e che riguardano complessivamente 30 corsi di laurea, contando anche quelli dell’area delle professioni sanitarie. Per quanto riguarda Luco l’interesse è rappresentato dalla presenza in zona di attività produttive agricole, in particolare nel campo zootecnico.

Quali sono le richieste che l’Università avanza, ovvero quali “condizioni” pone agli enti pubblici territoriali, affinché l’operazione vada in porto?

Deve esserci innanzitutto un forte coinvolgimento delle Facoltà interessate per competenza disciplinare; le condizioni, per il resto, sono quelle che hanno caratterizzato i decentramenti realizzati fino ad oggi e cioè la disponibilità delle strutture e gli oneri derivanti dalla relativa gestione, oltre ad un contributo finanziario annuo predeterminato.

Quali gli ostacoli ancora da superare? Ad esempio c’è chi teme che si tratti di una dislocazione troppo decentrata, mal servita dai trasporti pubblici. Sarà possibile “rimediare”?

Va avviato, innanzitutto, il recupero della struttura edilizia, che dovrà essere prima acquisita e poi ristrutturata - e questo deve avvenire in un quadro coerente di interventi sulle infrastrutture, che riguardano la viabilità, i trasporti e i servizi agli studenti.

 © il filo, Idee e notizie dal Mugello, dicembre 2003

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