123° anniversario della nascita di Dino Campana
Marradi ricorda il suo poeta
Sulle
mura del convento, dove svetta il campanile della chiesa delle domenicane, la
gigantografia di Campana ha fatto da sfondo alla manifestazione che mercoledì 20
agosto, come ogni anno, si è tenuta a Marradi nel 123° anniversario della
nascita del poeta.
Il presidente del
Centro Studi Campaniani, prof. Mirna Gentilini, davanti ad un folto pubblico di
appassionati campaniani, ha illustrato quella immagine, donata alla scuola di
Marradi quando venne intitolata a Dino Campana. Sotto la firma del poeta
traspare una dedica del fratello
Manlio: “ Alla scuola che porta il suo nome la sua immagine più vera”.
Colpiscono, ha detto il presidente, lo sguardo, gli occhi penetranti, ma velati
di tristezza che nascondono un mondo interiore profondo e segreto non ancora
completamente svelato.
Questo è anche
quanto asserisce il professor Neuro
Bonifazi, uno dei maggiori esperti del poeta, nella recente pubblicazione “Dino
Campana. La storia segreta e la tragica poesia” Longo editore. L’opera amplia e
approfondisce il precedente e notevole saggio del 1964 che ha sicuramente
contribuito ad inserire Campana tra i più importanti poeti del XX secolo.
Ospite importante
della serata il dott. Andrea Gialloreto, giovane e appassionato lettore di
Campana, che lavora nell’università di Chieti con il professor Quiriconi,
organizzatore di un convegno sul poeta di cui usciranno a giorni gli atti. Il
dott. Gialloreto ha messo in luce gli aspetti positivi dell’opera del professor
Bonifazi che rimarrà nel tempo quale indagine analitica sulla genesi del testo
campaniano, sicuramente non frammentario, come molti lo consideravano,
ma “organico” come ebbe a dire anche Mario Luzi. Ha parlato della
“nevrastenia” del poeta, definita dall’autore
la storia segreta e un
mistero mai risolto integralmente.
Ha intramezzato la
manifestazione un fuori programma: la proiezione di un omaggio a Campana
organizzato dall’Istituto Italiano di Cultura a New York il 18 agosto. Hanno
partecipato all’evento Rodolfo Ridolfi, quale rappresentante del Centro Studi e
il prof. Luigi Bonaffini, traduttore dei Canti Orfici e
noto per il suo saggio sulle componenti dantesche nell’opera campaniana.
Le numerose e varie
iniziative promosse dal Centro Studi durante l’anno e in particolare il 1°
Concorso Grafico Pittorico studentesco bandito per fare conoscere e
sensibilizzare i ragazzi delle scuole alla poesia “colorita” di Campana, sono
stati presentati dal presidente assieme alle prossime attività in programma.
Tra queste spiccano il patrocinio della ristampa dei Canti Orfici del 1914 curata dal professor Marco Antonellini, editore Raffaelli , che verrà presentata nel Meeting di Rimini il 28 agosto e la partecipazione alla mostra che si svolgerà dal 12 settembre al 16 ottobre all’Archivio di Stato di Firenze dal titolo “ Dal vate al Saltimbanco. L’avventura della poesia a Firenze tra Belle Epoque e Avanguardie storiche(1898-1915)”. In quella occasione verrà esposto l’unico ritratto, di proprietà del Centro Studi, eseguito a Campana vivente da Giovanni Costetti nel 1913 .
Ha concluso la
serata “Notte Campana” il reading poetico musicale di Carlo Monni che ha saputo
da par suo interpretare i versi di Campana; le ottavine “ Andar, de l’acque ai
gorghi, per la china/ Valle, nel sordo mormorar sfiorato:…”(Immagini del viaggio
e della montagna) sono state interpretate come un antico canto popolare toscano
e i versi della poesia “Barche amorrate”sono diventate un antidoto contro gli
ostacoli della vita.
Sollecitato da Monni,
in un crescendo di entusiasmo, il pubblico ha gridato con lui verso la sera di
velluto: “ Le vele le vele le vele/che schioccano e frustano al vento/che gonfia
di vane sequele/Le vele le vele le vele!”.
Mirna Gentilini
(Presidente del Centro
Studi Campaniani)
© il filo, Idee e notizie dal Mugello, settembre 2008

