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Copertina mese di ottobre '08
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IL VICESINDACO DI BARBERINO RACCONTA

Con la variante delle Maschere iniziarono            le accuse di speculazione...

E’ storia annosa, quella di Villa Le Maschere. Una prima data importante, perché ha poi portato agli sviluppi attuali, possiamo fissarla al 1995, quando vi furono ingiunzioni  da parte della Soprintendenza ai Beni culturali rivolte alla proprietà Gerini-Montezemolo ad intervenire urgentemente sulla struttura, in stato di abbandono da anni, e in parte già crollata per il grave degrado. I proprietari rispondono di essere impossibilitati ad intervenire in quanto il bene, Villa e Parco , è stato vincolato ad uso pubblico dal comune di Barberino, con l’intento di farne sede di un laboratorio ambientale collegato al lago e con il coinvolgimento dell’Università, anche se poi nessuno si era fatto avanti concretamente in questa direzione, tanto che il vincolo per uso pubblico rappresentava un laccio che impediva qualsiasi iniziativa di recupero da parte della proprietà e dei privati che avrebbero potuto essere interessati.

In effetti questo vincolo c’era: lo aveva posto nel piano di fabbricazione il sindaco Gori, con la volontà e la prospettiva di un investimento da parte della Regione, con fondi comunitari. In tal senso c’erano stati incontri e contatti, ma la stagione degli acquisti da parte degli enti pubblici, tipo Villa Demidoff negli anni 70 e 80, era ormai una stagione lontana.

Così nel 1996 inizia una seria riflessione della giunta Cocchi sull’opportunità di protrarre ulteriormente il vincolo dell’uso pubblico, e ancor più sulla fattibilità reale di un intervento finanziario da parte pubblica, cioè della Regione, e dell’Università. Dopo alcuni incontri matura l’idea che mantenere quel vincolo, non essendovi la  minima possibilità di un efficace intervento pubblico, avrebbe rischiato di coinvolgere anche il comune, oltre che la proprietà, nelle responsabilità di distruggere un bene architettonico storico  culturale ed ambientale vincolato, con tutte le conseguenze del caso.

Alla fine, dopo vari contatti con la proprietà e la Soprintendenza viene presa la decisione di variare la destinazione urbanistica in turistico ricettiva e residenziale. Da un uso tutto pubblico ad un uso tutto privato, a condizione che l’intervento si faccia…

La decisione non passa sotto silenzio. Le opposizioni si scatenano, e in consiglio comunale si sente la parola “speculazione”. Rifondazione ne fa una battaglia ideologica, parlando di “un bene che non potrà più essere usufruito dai cittadini di Barberino”. Perché nel parco si andava a cercar funghi e tartufi. Si fa presente che ormai il parco non esiste praticamente più, invaso dalle infestanti, e necessita anch’esso di interventi urgenti perché possa ritornare parco, e che la villa è ormai un rudere… e che nessuno in questo stato potrà usufruirne. Di speculazione parla anche per il centro-destra, anche se in modo più soft.

Era quella la stagione dell’Ulivo, il gruppo consiliare si sente forte e decide comunque di assumere questa responsabilità e la decisione di cambiare la destinazione d’uso viene assunta a maggioranza.

Il dopo è storia recente. La villa viene venduta al gruppo Fusi. Iniziano i lavori,  cinque anni di lavori di alta qualità con una spesa di diverse decine di milioni di euro, con la villa-hotel che sarà inaugurata a primavera del 2009 e che darà lavoro, occupazione e lustro al Mugello con nuovi servizi di alta qualità.

Dopo questa prima variante in questi quindici anni, altre varianti urbanistiche saranno decise a Barberino, con piani di recupero e cambi di destinazione. Le più significative: villa Erbaia,  villa Torrigiani a Galliano, la villa di Panzano, fino al recente recupero del convento di Badia a Vigesimo.

Non solo volumi prestigiosi ma anche altri meno importanti seguono la strada del recupero, il consorzio Agrario, le stalle del Carpini, la Fattoria di Moriano, fino ad arrivare oggi alla ristrutturazione urbanistica con cambio di destinazione degli stalloni di Galliano.

E sempre da allora, le opposizioni -e non solo- continuano a parlare di speculazione e favoritismi. Solo che con  la stagione dell’Ulivo le chiacchiere e le cattiverie si fermavano in vetta piazza … Oggi che il clima politico è cambiato e si deve approvare definitivamente il nuovo regolamento urbanistico, si trova anche qualche furbetto ben ammanigliato che non avendo avuto quello che pretendeva dal Comune, arriva fino a presentare esposti  alla Procura, manipolando anche le parole delle opposizioni, cercando di infangare l’azione degli amministratori di Barberino che hanno fatto del recupero dei volumi esistenti e del riuso con cambio di destinazione e domani  del recupero delle  aree di ristrutturazione urbana all’ingresso del paese le scelte strategiche di quindici anni di urbanistica.

Alberto Lotti

vicesindaco di Barberino

 

 

© il filo, Idee e notizie dal Mugello, ottobre 2008

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