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80 ANNI FA MORI' EMILIO MATERASSI

Ricordo di un grande pilota mugellano

Prima della partenza del Gran Premio di Spagna (1 agosto 1927). Da sinistra Emilio Materassi con accanto Alberto Conelli e Maurice Dubonnet. (Foto inedita tratta dall’archivio di AGiovannini).

In questi “revival” di anniversari che ci ha consegnato il terzo millennio, non possiamo non menzionare anche se brevemente, l’80° anniversario della morte di Emilio Materassi (1928-2008), uno dei più noti sportivi mugellani nel primo ‘900, un grande pilota, un invitto campione dell’automobilismo italiano. Da una vecchia e stimata famiglia borghigiana, Emilio Materassi nacque il 1 novembre 1894 da Francesco e Annunziata Poli, quarto figlio dopo Teresa, Fernanda e Agnese. Dopo aver trascorso la sua infanzia come tutti i suoi coetanei nella conoscenza della storia e della tradizione del paese natio (un suo pro-zio che si chiamava anch’esso Emilio fu Pievano di Santa Maria a Fagna), si appassionò allo sport attivo divenendo giovane ciclista nel Club Ciclo Appenninico 1907 (ne fu addirittura presidente nel 1923), quindi generoso podista dell’A. S. Fortis Juventus 1909, per poi inserendo il suo nome in alcune associazioni religiose, sociali e civili borghigiane come la Misericordia e la Società Operaja di Mutuo Soccorso. Assunto autista alla SITA, il nostro Emilio era conosciuto come uno dei più bravi e spericolati autisti; simpatico ed esuberante la sua bravura veniva misurata quando era al volante delle pesanti corriere sulle malagevoli strade dei Passi della Colla, del Giogo e della Futa. Poi la passione per le vetture da corsa, i primo approcci, le prime gare, i primi allori. Era nato un grande campione e il Mugello in quei tempi di fame e di miseria era orgoglioso di questo suo figlio che si imponeva all’attenzione mondiale nel campo dell’automobilismo. Gli anni che lo videro  quasi come primo attore iniziarono praticamente nel 1924 e 1925 e leggendo il suo intenso curriculum, sia nelle gare disputate in tutta Europa e in Africa e parallelamente le sue vittorie, ci vorrebbe ben altro spazio per una più ampia e copiosa descrizione. Dalla Spagna alla Francia, dall’Italia alla Germania, dal Marocco alla Libia e all’allora Tripolitana, è stato tutto un susseguirsi di allori e di vittorie. E poi come non ricordare che il nostro Emilio amava costruirsi da se le sue vetture; la mitica “ Itala 2500”, la poderosa e leggendaria “Talbot 2000”, la sgusciante “Isotta 2000”, la leggendaria “Bugatti”, ecco alcune fra le più rinomate case automobilistiche che si affidavano al pilota mugellano; ed Emilio ripagava questa fiducia con eguale moneta: le vittorie. I suoi colleghi; in quei tempi, come non ricordare i vari Masetti, Brilli Peri (Montevarchi dedicò a questo grande pilota lo stadio di calcio), Nuvolari, Borzacchini, Williams, Maserati, Spinozzi, Chiron, Varzi e tanti altri che hanno fatto la storia prima e le leggenda poi, segnatamente negli anni ’20 e ’30 dell’automobilismo inteso come competizione agonistica. Gli anni ‘30 purtroppo non videro mai le gesta di Emilio Materassi poiché morì durante il Gran Premio d’Italia a Monza nel 1928, mentre era in terza posizione perse il controllo della sua “Talbot” e piombò in mezzo alla folla; fu una strage con 22 morti e 43 feriti. A distanza di tanti anni, 80 per la precisione, il suo nome, le sue gesta, le sue vittorie, non sono state dimenticate da tantissimi sportivi di buona volontà. Tutt’altro; una grande statua in bronzo dello scultore Mario Ferretti è collocata al Bivio delle Mozzette dove prendeva il via il Circuito del Mugello e cosa ancor più bella e nobile, il suo nome campeggia nel Club Ferrari di Barberino di Mugello. Il suo paese natio invece l’ha completamente dimenticato, come se non fosse mai esistito, una vergogna infinita. Ma la storia non va mai nascosta, ritorna sempre a galla a ricordarci ed a raccontarci (non le solite menzogne e le tante frottole che ci hanno rifilato negli ultimi 50 anni), le gesta di un grande Uomo, di un Campione, di un vero mugellano. Gli abbiamo portato un fiore sulla sua tomba nel cimitero della Misericordia, ringraziandolo anche a nome di coloro che non lo hanno mai fatto, di aver portato in alto il nome di Borgo San Lorenzo e del Mugello nel mondo.

 

Aldo Giovannini

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© il filo, Idee e notizie dal Mugello, novembre 2008

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