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IL FOLLETTO DEI TORRENTI MUGELLANI

Alla ricerca
del merlo acquaiolo
Il merlo acquaiolo - foto di Renato Costi

Solo i pescatori e gli appassionati di fiumi e torrenti lo conoscono: un uccello delle dimensioni del merlo, con un petto bianco candido. Fugge schivo lungo i torrenti (mostrando la schiena di un marrone anonimo) quando vi incontra, dando poca mostra di sé. Eppure chi lo conosce non può non riconoscervi un "folletto alato" dei torrenti: tutta la sua vita si svolge lungo i corsi d'acqua freschi e ben ossigenati di colline e montagne, dalla Finlandia al Marocco. Non poteva mancare qui da noi, dove i torrenti idonei sono per fortuna ancora comuni. Nidifica tra le rocce e i muri delle rive, ma anche sotto alle cascate, al riparo dallo scrosciare dell'acqua. In grossi nidi di muschio alleva i giovani, nutrendoli con insetti acquatici pescati nelle acque spesso gelide. Per catturarli, spesso si immerge completamente in acqua, a razzolare col becco sotto le pietre del fondo. I piccoli, appena "svezzati" non sanno ancora volare, ma nuotare sì, e con un po' di maldestria imparano a vivere la dura vita acquatica dei genitori.

L'associazione "Osservatorio Naturalistico Mugellano" sta cercando il Merlo acquaiolo in tutto il Mugello: per vedere dove vive, dove sta bene e dove subisce gli effetti delle trasformazioni ambientali degli ultimi decenni.

Legato com'è alle acque fresche e ossigenate, questo uccello sparisce rapidamente dalle acque inquinate con scarichi industriali, oppure dove l'alveo del torrente viene massacrato da grossi lavori di cantiere o canalizzazioni. Paradossalmente, subisce danno dal peraltro positivo ripristino delle seconde case situate lungo i torrenti e dall'ammodernamento delle opere idrauliche e dei ponti, in quanto vengono a mancare quei buchi nei muri forse brutti a vedersi, ma essenziali per la sua nidificazione. Rispetto al passato, questo uccello è invece oggi al riparo delle doppiette anche in zone, come la valle del Santerno, dove un tempo veniva curiosamente ritenuto prelibato!

Perché cercarlo? Innanzitutto perché a livello toscano non se ne sa nulla, mentre in altri Paesi viene correntemente utilizzato come indicatore della qualità dell'ambiente acquatico. E poi, considerando le grandi opere che devastano ( e a mio avviso devasteranno sempre più) il nostro territorio, torrenti compresi, ci pare opportuno "fotografare" la presenza degli animali "delicati", i cosiddetti "indicatori ", che sono i primi viventi a sparire in caso di serie modifiche ambientali.

Vedremo poi, fra qualche decennio, che cosa sarà stato di loro. Sarebbe un compito delle Istituzioni, è vero, ed a tale proposito abbiamo contattato i Comuni principali del Mugello, chiedendo una collaborazione. Per il momento nessuna risposta. Se però qualche lettore fosse interessato, è invitato a collaborare, magari fornendo informazioni su questo animale all'indirizzo sotto riportato.

Massimo Del Guasta
tel 0558493368 / e-mail dguasta@iroe.fi.cnr.it 

VUOI SCARICARE L'INTERA RICERCA DI MASSIMO DEL GUASTA SUL MERLO ACQUAIOLO?
CLICCA QUI (file dbf, zippato - 1,2 mb)

Foto di Renato Costi


© il filo, febbraio 1999

NATURA IN MUGELLO
vedi anche:

IL GRUCCIONE

IL CORMORANO

ALBERI MONUMENTALI

IL LUPO

L'AIRONE CENERINO

LA NATURA D'INVERNO

ORCHIDEE IN MUGELLO

LE ACQUE MINERALI

 

 

 

 

 

 

 

 

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