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ACQUA, LA PRIMA RISORSA DEL MUGELLO

Acque minerali,
istruzioni per l’uso

L'acqua minerale Palina

In questi ultimi anni il consumo di acque minerali da tavola ha avuto un grosso incremento dovuto sia alla non sempre buona qualità dell'acqua proveniente dagli acquedotti comunali sia anche per la forte pubblicità che senza dubbio ha influenzato il consumatore.

Prima di entrare nel merito delle qualità e della classificazione delle acque è bene precisare che il termine acque minerali usato per distinguere l'acqua imbottigliata da quella dei rubinetto è senza dubbio impreciso, e ora vedremo il perché.

L'acqua che sgorga dalla sorgente è di origine meteorica, acqua cioè che proviene dalla atmosfera sotto forma di pioggia, rugiada, grandine e neve e che a contatto con il terreno lo penetra e raggiunge varie profondità arricchendosi così di sostanze liquide, solide e gassose; grazie poi agli strati impermeabili dei terreno, l'acqua torna in superficie come acqua sorgiva ed è proprio durante questo periodo che subisce un'autodepurazione dovuta al potere filtrante dei terreno.

Fattore di fondamentale importanza per le qualità di un'acqua minerale da tavola è il tipo di terreno, che ne determina la composizione in sali minerali da cui deriva anche la classificazione più diffusa che è la seguente:

1 -acque oligominerali: contengono una piccola quantità di sali minerali e il loro residuo fisso in sali dopo ebollizione a 1800 C è inferiore a 500 mg/l.

2- acque medio-minerali: hanno un maggiore contenuto di sali minerali rispetto alle precedenti e il loro residuo fisso va da 0,5 mg/l a 1 g/I.

3- acque minerali propriamente dette: hanno un alto contenuto di sali minerali soprattutto di calcio e sodio e il loro residuo fisso è superiore a 1 g/l.

Questa classificazione ci permette di affermare dunque che tutte le acque sono minerali e di individuare tra le acque appartenenti al primo gruppo le due presenti in Mugello, cioè l'acqua oligominerale Panna e l'acqua oligominerale Palina; il loro residuo fisso è rispettivamente di 132,6 mg/i e di 171,4 mg/i quindi possiamo dire con tutta tranquillità che sono due acque di grande qualità tenendo presente che sgorgano dallo stesso monte (monte Gazzaro 1125 m) in un ambiente incontaminato dove non ci sono coltivazioni di nessun tipo e di conseguenza la possibilità di inquinamento da parte di concimi o diserbanti; importante anche il fatto che la temperatura di uscita dell'acqua dalla sorgente è pressoché costante come del resto la gettata quindi questo assicura una sicura garanzia di qualità.

Un consiglio per chi acquista acqua minerale da tavola è quello di leggere bene l’etichetta perché spesso sotto un nome famoso di un'acqua notiamo scritto piccolo che l'azienda è quella menzionata ma la sorgente si trova in tutt’altra zona. Concludo dicendo che con l'acqua minerale si possono risolvere anche molti piccoli problemi, per esempio un'acqua oligominerale è un antico e valido rimedio per la calcolosi renale, oppure alcune acque minerali propriamente dette che nascono in alcune sorgenti di Montecatini sono utilissime per problemi di stitichezza.

FILIPPO CARLA’


INTERVISTA AL TITOLARE DELL’ACQUA MINERALE PALINA

Palina, acqua doc dal Mugello

Il Mugello, e Scarperia in modo particolare, è terra di acque minerali. Negli anni scorsi vi sono stati anche alcuni tentativi di nuovi insediamenti, alla Colla per la Fonte dell'Alpe (nel comune di Borgo San Lorenzo) e la sorgente Medicea vicino a Montesenario (Vaglia), risoltisi poi, soprattutto per le resistenze dei comuni, in un niente di fatto.

Due ancora sono così le industrie mugellane di imbottigliamento: accanto al colosso Panna, che negli ultimi tempi ha però avuto alcune vicissitudini, con problemi occupazionali, dovuti in parte all'apertura di nuovo stabilimento in Umbria, in località Marcoiano vi è una seconda azienda di imbottigliamento, "Palina", attiva da più di 25 anni. Rispetto alla Panna è una micro-realtà ("quello che la Panna imbottiglia in un giorno -dice sorridendo uno dei titolari, Silvestro Forasassi- noi lo imbottigliamo in un mese"), ma il marchio Palina nella zona e anche in provincia di Firenze è piuttosto diffuso.

Ma alla Palina le cose non vanno molto bene, perché se l'acqua è ottima, la piccola azienda di Marcoiano ha l'handicap di imbottigliare solo nel vetro e non nella plastica, come invece adesso il mercato sempre più richiede. "Il vetro a rendere -dice Forasassi- non lo vuole più nessuno, e anche le prospettive sono in calo, nonostante la consistente crescita del consumo di acque minerali. Del resto non abbiamo margini per fare investimenti così rilevanti, in quanto la concorrenza è spietata e il guadagno, per noi, è bassissimo".

Eppure in tempi dove l'ecologia va così di moda cosa di più ecologico del vetro a rendere? "E' proprio il problema della moda -dice scettico Forasassi- la sensibilità ecologica di fatto è limitata a poche persone, e alla fine si preferisce fare quello che è più comodo. E' stata la grande distribuzione, i supermercati a imporre i contenitori a perdere. Eppure per il consumatore l'acqua minerale in vetro è più conveniente, e, lasciamelo dire, più sicura: se il vetro è pulito l'acqua in bottiglia è inalterabile, mentre quella nella plastica deve stare all'ombra e senza calore, perché altrimenti vi può essere scambio tra acqua e plastica". 11 operai e 3 impiegati, con una produzione in calo, la Palina è distribuita a Firenze, Campi, Sesto, Prato. li costo dei trasporto è il vero problema: "Per noi -spiega Forasassi- il viaggio è doppio, dovendo anche ritirare i vuoti. Si riesce ancora a vendere la nostra acqua, perché è acqua della nostra zona, e credo sia un ragionamento giusto. La Palina è un'acqua oligominerale vera, leggera, con un giusto equilibrio".

Qualità e provenienza garantita da una parte, comodità della confezione dall'altra: al consumatore dunque la scelta.

© il filo, Idee e notizie dal Mugello, luglio-agosto 1993
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