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Società - Solidarietà
UN PO' DI STORIA: IL PASSATO DELLE MISERICORDIE - 1

Il servizio di ambulanza

Fino verso la metà degli anni '50, i "fratelli" che prestavano servizio sull'ambulanza (allora c'era una sola macchina disponibile alla Misericordia di Borgo...) indossavano la veste nera, la stessa usata per i servizi funerari (e per ogni altro tipo di servizio), con l'unica differenza che la buffa non veniva calata sul volto come nei funerali, ma rimaneva rialzata sul capo. Era previsto un diverso abbigliamento per l'autista (che indossava una "spolverina" con le mostrine adorne dello stemma della Misericordia, ed un berretto a visiera, sempre con stemma), e per l'eventuale "sorella" che talvolta faceva servizio quando il malato era una donna o un bimbo; la "sorella" di servizio indossava una veste azzurra (in seguito divenne bianca) e portava in capo una cuffia simile a quella delle crocerossine, con lo stemma della Confraternita.

Sull'ambulanza (allora più conosciuta col nome di autolettiga...), nel comparto guida accanto all'autista prendeva posto il "maestro del giorno" che comandava il servizio, e che quasi sempre era un capo di guardia, mentre gli altri andavano nel comparto barella, ove era consentito far salire anche un familiare accompagnatore. Eccezionalmente (per casi gravi ecc.) saliva in macchina anche un medico, o un'ostetrica. Allora non c'erano letti "all'americana", ma semplici barelle fornite di minuscole ruote (per farle scorrere sul binario al momento di caricarle o scaricarle dall'ambulanza).

Quindi il trasporto fino alla macchina avveniva tutto sulle braccia dei "fratelli" (e talora, soprattutto per scendere le scale, sulle spalle...). Ma se la persona da soccorrere si trovava in un luogo distante dalla strada (il che accadeva spesso nelle campagne e nelle case coloniche sparse nei boschi e sui poggi del Mugello), allora i "fratelli" usavano delle speciali cinghie per agganciare la barella e poi caricarsi il peso sul collo! Quando il tragitto era proprio molto lungo (a volte si doveva camminare a piedi anche più di un'ora!) si cercava un aiuto, magari adagiando la barella su un carro agricolo trainato dai buoi, o sulla cosiddetta "treggia" sempre trainata dai buoi. Non erano previsti turni di attesa in sede, e quando arrivava la chiamata per un servizio, il custode faceva un giro in bicicletta ai bar o alle abitazioni vicine alla sede, alla ricerca di "fratelli" disponibili. Se il caso era davvero urgente, l'autista (che in genere aveva il luogo di lavoro vicino alla Misericordia e quindi era il primo ad arrivare in sede) tirava fuori l'ambulanza dal garage e -appena in strada- cominciava a dare colpi di sirena per richiamare i "fratelli" più vicini. Così accadeva spesso che l'equipaggio si vestisse in fretta e furia nella sala di vestizione, e poi saltasse sull'ambulanza quasi di corsa! Al rientro dal servizio (e anche alla partenza se non era un caso urgente) l'equipaggio si inginocchiava davanti al Crocifisso in sala di vestizione, per recitare le preghiere (Pater, Ave e Gloria), dopodiché il "maestro" diceva: "Per questo servizio saranno concessi... (tot)... meriti". I "fratelli" rispondevano: ""Dio gliene renda merito!". E la squadra, solo allora, si scioglieva. Ma va osservato che durante il viaggio di ritorno in sede, i "fratelli" erano tenuti a cambiare e rifare il lettino dell'ambulanza, in modo che fosse pronto per eventuali altre chiamate. Dagli anni '60 si ebbero alcuni sostanziali cambiamenti: la veste di servizio nera fu sostituita da una bianca, come i camici dei medici, completata da un bracciale azzurro con lo stemma della Confraternita. Un'altra novità importante fu l'istituzione di turni fissi di attesa in sede, all'inizio solo nei giorni festivi e al martedì (giorno di mercato), quando più probabile era il rischio di incidenti stradali, dato il diffondersi dei veicoli a motore (in quegli anni soprattutto i motoscooter tipo Vespa e Lambretta, che spesso finivano... per le terre!).

Riccardo Bartolini

BREVI DALLE 

MISERICORDIE MUGELLANE

SCARPERIA

Nuovi ambienti per la Misericordia

Poco prima di lasciare la carica di primo cittadino, il sindaco Alessandro Marchi ha chiuso un importante accordo con la Misericordia. Ce ne parla lui stesso: "Da tempo sapevamo dell'esigenza della Misericordia di trovare nuovi locali, stante la situazione di strettezza degli attuali, in particolare per collocare i mezzi. Ora abbiamo individuato una buona soluzione, data dall'acquisto di una porzione dell'immobile ex-Bianchini, a nord del cimitero. In questo immobile vi trasferiremo il cantiere comunale, e abbiamo deciso di metterne a disposizione una parte per la Misericordia, per il ricovero delle loro ambulanze e per impiantarvi la sede operativa".

 

Marchi spiega ancora: "L'ambiente necessita di lavori: l'amministrazione comunale ha concesso la volumetria nuda e cruda, e la Misericordia dovrà intervenire, anche se cercheremo di dare una mano. E' una buona collocazione: vicina all'attuale sede, posta sulla viabilità principale. E non ci saranno lungaggini burocratiche, bastando un contrattino di cessione in comodato. Nell'aria, oltre al cantiere è prevista una nuova strada, e un grande parcheggio. In particolare è necessario migliorare gli accessi, con la realizzazione della strada che è in programma entro l'anno.

 

Infine chiediamo a Marchi le ragioni di questa scelta dell'amministrazione comunale. "Pensiamo -risponde- che sia dare un contributo alla continuità dell'attività di questa associazione di volontariato. Del resto la Misericordia di Scarperia è l'associazione che più dà, in termini di servizi a tutta la popolazione. E quindi prestare attenzione alle sue esigenze è senz'altro doveroso".

Rinnovate le cariche sociali

La confraternita di Misericordia di Scarperia ha rinnovato di recente il suo Magistrato, il Collegio dei sindaci revisori e il collegio dei probiviri. Per il Magistrato sono stati eletti Marino Ciotti (Governatore), Giovanni Giusti (vice-governatore), Sauro Santini (segretario) e i consiglieri Marco Margheri, Anna Brucalassi, Amerigo Torrini, Giuseppe Romei, Cristiana Margheri e Franco Stefanacci.

Per il collegio dei sindaci revisori sono stati nominati Alessandro Modi (presidente), Franco Claudi e Paolo Zaccherelli, mentre il collegio dei probiviri è presieduto da Vittorio Margheri e composto da Maria Pia Savi, Maria Pia Cecchi, Roberto Cavicchi e Pietro Lapucci.
il filo, Idee e notizie dal Mugello, luglio 2000
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