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La copertina di questo mese
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IL PRESENTE DEL MUGELLO: 
CANTIERI, CAVE E DISCARICHE

Grandi opere, grandi proteste

Galliano protesta contro il progetto di cava a servizio della variante di valico autostradaleCredo che mai come in questo periodo il Mugello sia stato interessato da opere pubbliche importanti e di grande impatto sull'ambiente, sulle abitudini e sul modo di vivere della popolazione residente. La costruzione di nuove terre come Scarperia, Marradi e Firenzuola, l'apertura della grandi vie di comunicazione attraverso l'Appennino, la costruzione della Ferrovia Faentina, la stessa realizzazione dell'invaso di Bilancino furono certamente episodi rilevanti ma si trattò, in genere, di opere mai contemporanee ad altri grandi progetti insistenti sullo stesso territorio.

Oggi invece si assiste ad una quantità di cantieri aperti e di progetti in fase avanzata mai vista fino ad ora. La linea ferroviaria ad Alta Velocità fa la parte del leone con i cantieri del Carlone e di Scarperia, c'è il cantiere per la Variante di Valico, la cava del Sasso di Castro, si discute con animazione e passione della Cava di Galliano, del lago di Sant'Agata, della discarica di Toiano a Vicchio, dell'impianto di compostaggio di Faltona a Borgo San Lorenzo. Ognuna di queste opere presenta tutta una serie di problemi non sempre facili da risolvere e sui quali sono impegnati, pur su fronti diversi le imprese, le istituzioni nazionali, quelle locali, i partiti, i sindacati, le associazioni ambientaliste e, protagonisti di quest'ultimo movimentato periodo, i comitati cittadini. Costituiti spontaneamente contro i metodi di gestione di queste grandi opere, denunciano i danni provocati sull'ambiente e sulle singole proprietà, e protestano contro le amministrazioni locali per come queste portano avanti i progetti ancora da realizzare.

Tra questi l'associazione Idra, contraria al progetto Alta Velocità, che vigila con solerzia e puntiglio e denuncia i danni e le conseguenze di una gestione dei cantieri ritenuta irrispettosa dell'ambiente, dei diritti dei lavoratori, e di quelli delle zone e delle popolazioni interessate al tracciato della nuova ferrovia. Il Comitato di Luco Grezzano, dopo aver espresso più volte la preoccupazione e l'inquietudine dei cittadini delle due frazioni, ha organizzato perfino una manifestazione per le strade del paese quando le sorgenti sono state prosciugate dalle escavazioni selvagge nella galleria di Marzano. I cittadini di Galliano hanno costituito un comitato agguerritissimo contro la ventilata apertura di una cava per la variante di valico a due passi dal paese e dal lago di Bilancino. Gli abitanti di Vicchio hanno percorso in corteo le strade di Firenze per chiedere il ritiro del progetto della discarica comprensoriale nella zona di Toiano. A Borgo San Lorenzo i cittadini di Faltona hanno costituito un comitato contro l'ipotesi di un impianto di compostaggio previsto in quella zona. La generale sfiducia per le istituzioni non risparmia nemmeno i sindacati se le mogli dei lavoratori calabresi impegnati nei cantieri dell'Alta velocità hanno preso carta e penna per rivolgersi direttamente alle massime autorità civili e religiose per difendere i loro mariti, ritenuti forse incapaci di farsi da soli le proprie ragioni, tartassati da orari impossibili e turni massacranti che impedirebbero loro di andare perfino alla Messa la domenica. La miriade di associazioni e comitati riflette probabilmente l'incapacità delle istituzioni, quelle locali nella maggior parte dei casi, e dei partiti a interpretare le aspirazioni e le necessità dei cittadini che ritirano la delega e il mandato di rappresentanza e qualsiasi ruolo di rappresentanza presso le istituzioni e si affidano appunto ai comitati ritenuti interpreti più affidabili dei loro bisogni, delle loro aspirazioni e dei loro interessi. Le amministrazioni si trovano così a dover discutere le loro scelte e le deliberazioni con soggetti politici diversi per comportamento e metodi di discussione da quelli ormai consumati e prevedibili dei partiti. Il rischio dei comitati d'altronde è quello di restare essi stessi prigionieri di posizioni integraliste e intransigenti a difesa dei principi e degli interessi proclamati, unica fonte di consenso e di sostegno, e di limitare il contenzioso a posizioni di scontro senza dare alla trattativa un senso costruttivo e riportare risultati seri, responsabili ed efficaci. C'è perfino il pericolo di cadere nel gioco sottile di chi sfrutta il loro impegno sincero per mantenere alta una conflittualità finalizzata solo a mere logiche di schieramento politico. Si potrebbe così perdere l'opportunità di una forma nuova di dialogo e di confronto politico, libera da schemi e cerimoniali consumati, capace di portare risultati vantaggiosi per tutta la collettività.

L'infiltrazione politica in queste situazioni è tanto perversa quanto inevitabile. Soprattutto in occasione delle campagne elettorali quando i media più o meno schierati, i personaggi politici in vista e i vari candidati si tuffano sulle situazioni e sui problemi con lo spirito della gazza più che con quello di chi si mette a disposizione per la risoluzione più corretta possibile dei problemi sul tappeto. E' cronaca di poche settimane fa la presentazione di un libro dal titolo significativo "Corruzione ad Alta Velocità", mentre a Vicchio si svolgeva un dibattito sul tema " Don Milani e la discarica di Toiano: Quale futuro?".

L'idea più brillante però è probabilmente quella di un capogruppo consiliare di Vicchio che ha chiesto al Gabibbo di venire a Toiano per far capire a milioni di telespettatori di cosa sta veramente succedendo. Che idea; nessuno ci aveva pensato prima; altro che comitati cittadini, la ricetta per tutti i problemi del Mugello è semplicissima, il Gabibbo!

Guido Molinelli

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