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SERVIZI PUBBLICI E INTERESSI "PRIVATI"

Privatizzazioni e spazzatura

La privatizzazione dei servizi pubblici è un sistema accettato e largamente praticato ormai anche da quelle amministrazioni che fino a qualche tempo fa consideravano un sacrilegio cedere a terzi qualsiasi attività legata alla gestione della cosa pubblica. Rotto finalmente il tabù oggi si privatizza quasi tutto. Le mense, i trasporti, l'acquedotto, le pulizie degli uffici e ora anche la raccolta dei rifiuti. Questa pratica consente agli enti pubblici di realizzare consistenti economie nell'erogazione dei servizi cui sono preposti, li svincola dai lacci soffocanti di strutture organizzative annodate da procedure burocratiche e inefficienze al limite della negligenza, orientate al soddisfacimento degli interessi e delle rivendicazioni dei propri operatori più che alle aspettative e alle esigenze dei cittadini. Privatizzare però significa spesso anche affidare la gestione di un pubblico servizio a cooperative, enti e società, il più delle volte a partecipazione mista, in cui i privati curano soprattutto il profitto mentre le amministrazioni portano nella gestione, con i loro rappresentanti, gli stessi vecchi difetti, limiti, e mentalità della politica. La privatizzazione consente poi, a chi fa un pessimo uso dello strumento, di scaricare sui concessionari la responsabilità della gestione e della qualità del servizio oltre che le richieste, le osservazioni, le critiche e perché no le proteste dei cittadini insoddisfatti. Salta così ogni contatto tra il cittadino e il referente vero dei suoi diritti, la controparte delle sue istanze, l'unico suo diretto interlocutore istituzionale. Manca la luce nella vostra strada? Volete un preventivo per l'allacciamento del gas o dell'acqua? Macché al sindaco, all'assessore o all'Ufficio tecnico comunale; alla ditta appaltatrice dovete rivolgervi; e basta.

La privatizzazione invece può funzionare solo se la responsabilità dei servizi erogati resta in maniera chiara e inequivocabile dell'Amministrazione che di ciò si fa carico e risponde direttamente ai cittadini. Solo a queste condizioni il ricorso al privato può migliorare la qualità del servizio erogato e il rapporto tra i benefici e i costi sopportati dagli utenti.

L'ultima attività privatizzata dalla maggior parte dei comuni del Mugello è la gestione dei rifiuti solidi urbani che saranno smaltiti con un nuovo sistema di raccolta differenziata.

Nei comuni interessati i cittadini sono già stati istruiti porta a porta a seguire le modalità di raccolta separata dei rifiuti organici, della carta e degli oggetti ingombranti che saranno ritirati a domicilio. Il vero problema però non sta nel come separare e raccogliere i vari tipi di rifiuti ma piuttosto nel dove scaricare e come smaltire questa enorme quantità di spazzatura nel rispetto dell'ambiente, dei suoi valori paesaggistici, idrogeologici, e igienico-sanitari. A Vicchio ne sanno qualche cosa. Quando si è saputo dell'intenzione di aprire una discarica nella campagna vicina, prima le donne e dopo la popolazione tutta sono scese in piazza contro l'insano progetto. Tra i toni accesi e le polemiche aspre delle numerose assemblee sono venuti a galla problemi squisitamente tecnico ambientali rilevanti e di non facile soluzione ma anche atteggiamenti, comportamenti e modi di pensare che meritano una riflessione.

Gli organi istituzionali, sia a livello tecnico che politico, maturano le scelte e prendono le decisioni nei loro uffici tecnici e nelle stanze dei palazzi del potere senza contatti con le comunità e le parti sociali interessate come se le deleghe elettorali fossero carta bianca a decidere e ad agire senza vincoli di nessun tipo. Così dev'essere successo per la discarica.

Pulizia delle strade a Borgo San LorenzoLa spazzatura è un caso emblematico. Cittadini abilissimi a scaraventare di tutto nei cassonetti e fuori, televisori, frigoriferi, vecchi divani, sciacquoni e bidè sono magari i primi a invocare il diritto e la legalità per una cacca di cane sul marciapiede di casa .

A Vicchio ci sono state manifestazioni di piazza, assemblee popolari, pronunciamenti dei partiti, del consiglio comunale, interventi accorati di diplomatici, professionisti, turisti stranieri. Motivazioni serie, considerazioni responsabili e prudenti ma anche appelli retorici, ipotesi apocalittiche e scenari esagerati e sconvolgenti, hanno articolato un dibattito che ha evidenziato alla fine una unanimità cristallina nel rifiuto della soluzione prospettata e nella condanna del metodo seguito per formularla e proporla.

Maggioranza e opposizione perennemente contrapposte, sindacati, partiti e associazioni culturali, hanno dato l'impressione di partecipare al dibattito condizionati soprattutto dalla ricerca del consenso e dalla preoccupazione di esser fuori dal coro. Non c'era forse nemmeno spazio per proposte e soluzioni alternative ma solo per un forte, sicuro, inequivocabile rifiuto. Il progetto, sotto la pressione popolare, è sospeso. Il fiume di spazzatura che ogni giorno riempie i cassonetti da qualche parte andrà pure a finire, dove e a che costo importa poco. E siccome oltre alla salute bisogna salvaguardare il patrimonio naturale e le bellezze del paesaggio l'immondizia la si può scaricare nelle zone più brutte come si fa per localizzare gli insediamenti produttivi. Così chi si ritrova un ambiente infelice, un clima inclemente e magari l'aria inquinata si becca anche la spazzatura e l'olezzo di chi si gode tutti i giorni il paradiso terrestre.

Agli zoppi grucciate insomma.

Guido Molinelli

il filo, Idee e notizie dal Mugello, ottobre 2000
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