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La copertina di questo mese
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Personaggi
Monsignor Corsini

NEL CINQUANTESIMO DELLA SCOMPARSA

Borgo ricorda il pievano
don Ugo Corsini

Come già accadde dieci anni fa, anche stavolta, per il cinquantesimo anniversario della scomparsa di mons. Ugo Corsini, Borgo San Lorenzo ricorderà e commemorerà colui che fu suo pievano per oltre due decenni, con un concerto di musica sacra e una Messa solenne, su iniziativa della Schola Cantorum “Santa Cecilia” e della parrocchia borghigiana.

Un atto doveroso e significativo, perché è ancora vivo il ricordo verso una persona, un uomo, un prete, che tanto ha dato al paese che lo ebbe caritatevole e buon pastore.

Nato a Ronta, quindi figlio di questa terra, il 17 aprile 1887, Ugo Corsini fu ordinato sacerdote il 14 agosto 1910 ed inviato come cappellano a San Michele a Sicelle, nella zona del Chianti, dove poi divenne pievano.

Nel 1928, con la morte di don Canuto Cipriani, pievano di Borgo San Lorenzo dal 1904 al 1928, fu chiamato a sostituirlo nella chiesa più importante del Mugello.

E quello che fece don Corsini a Borgo è scritto indelebile nella storia paesana: contro tutto e tutti, indebitandosi come non mai, volle riportare la pieve borghigiana agli antichi splendori, ovvero alle primitive architetture, dopo tutto quello che le era stato appiccicato di brutto nel corso dei secoli, continuando cioè l’opera avviata da don Cipriani.

I risultati sono là a testimoniare la ragion veduta di don Ugo. Gli anni del fascismo e della guerra furono per don Corsini anni di profonda amarezza, nel vedere tanti borghigiani gli uni contro gli altri. Durante la guerra di liberazione fu punto di riferimento per i partigiani, per la popolazione emigrata sul monte Giovi e per tutti coloro che gli chiedevano aiuto. Fece aprire il convento di clausura delle suore domenicane quasi di forza, per farvi entrare di nascosto alcuni partigiani feriti, riuscì a convincere i tedeschi con don Lorenzo Gasperi, salesiano, a non commettere atti violenti (altri purtroppo dopo la guerra ne commisero, e quanto patì prete Corsini!) e fu il punto focale quando Borgo San Lorenzo venne bombardata il 30 dicembre 1943, con tanta distruzione e oltre cento vittime.

“Mi aiuti la preghiera dei buoni e specialmente dei miei parrocchiani a meritare con la maggiore larghezza possibile per il perdono di Dio...”, furono le alte parole del suo testamento. Ora Mons. Corsini riposa a destra della cappella centrale del cimitero della Misericordia, accanto a don Rodolfo Cinelli, come a voler abbracciare tutti i suoi parrocchiani giunti alla soglia dell’eternità.

Così Borgo San Lorenzo ricorderà il suo pievano: sabato 26 aprile, alle 21.15, con un concerto della Schola Cantorum Santa Cecilia, che tra l’altro eseguirà per la prima volta il mottetto “Beatus Laurentius” di Domenico Bartolucci. Dirigerà il m.o Silvano Sardi, e sono previste testimonianze di mons. Giovanni Bianchi e di don Furno Checchi. Alle 18 di domenica sarà poi celebrata la Santa Messa solenne, presieduta dal card. Silvano Piovanelli.

Aldo Giovannini

© il filo, Idee e notizie dal Mugello, aprile 2003

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