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Storia
UN LIBRO E UNA MOSTRA
PER RISCOPRIRE UN PEZZO DI STORIA

I moti della fame nel Mugello

Sabato 28 Novembre è stato presentato a Borgo San Lorenzo un nuovo libro: "I moti della fame del 1898 nel Mugello".

Gli autori sono il prof. Marco Sagrestani e due giovani studenti universitari borghigiani: Leonardo Maretti e Leonardo Pieri. Nella prefazione si legge che "un nuovo tassello" viene ad aggiungersi "ad un vasto mosaico". Piano piano, un libro dopo l'altro, il disegno prende forma: sono le nostre radici sommerse, la vita dei nostri antenati che viene alla luce affinchè possiamo capire meglio la storia di oggi confrontandola con quella di ieri. Sono passati soltanto cento anni dagli avvenimenti descritti nel libro; cento anni può essere la vita di un uomo, eppure in questo breve tempo com'è cambiata la società! Leggendo viene spontaneo un sentimento di comprensione e di gratitudine per quelle creature che vivevano una vita grama, fatta di sacrifici e di umiliazioni oggi inconcepibili (mancanza di salute, di lavoro, di istruzione, di igiene, di case decenti, di cibo sostanzioso...) e che ebbero il coraggio di alzare la testa per un momento, una tappa del cammino che ha portato alle moderne conquiste sociali. Ho scritto "oggi inconcepibili" e mi sono fermata. Forse i discendenti di quelli che allora scesero a gridare per le strade non hanno problemi, ma ci sono nuovi cortei che chiedono lavoro, nuovi poveri -pensionati e disoccupati- che saltano i pasti e rinunciano a curarsi, ci sono ancora case umide e malsane. E allora penso che il cammino non è finito e non finirà mai finchè quelli che sono avanti non impareranno a voltarsi a dare una mano a chi li segue.

Ma torniamo alla protesta che partì da Borgo il 3 Maggio 1898, giorno di mercato, e contagiò poi gli altri paesi del Mugello: tutto ebbe origine dal rincaro del prezzo del pane.

Non voglio togliere il piacere di leggere quegli avvenimenti sul libro che i due Leonardi, con pazienza e bravura hanno costruito scavando nei documenti polverosi degli archivi e bussando a tante porte. Vorrei soltanto sottolineare la sproporzione, che oggi appare chiara ai nostri occhi, tra il "mostrare i pugni" gridando "Pane e lavoro" ed il pronto ricorso alla stato di assedio ed al Tribunale Militare di guerra che condannò 27 persone a Borgo, 5 a Scarperia, 11 a Vicchio ed 1 a Sant'Agata. Interessante a questo proposito l'appendice documentaria, parte della quale è stata esposta in una mostra nel palazzo del Comune a Borgo San Lorenzo. Gli autori hanno inoltre tenuto a mettere in evidenza il ruolo delle opere di assistenza da parte cattolica: in questo frangente infatti la repressione accomunò come "sovversivi" sia i cattolici che i socialisti e i repubblicani. Mi sembra infine importante la riflessione che conclude la prefazione: sarebbe bello che altri mugellani più o meno giovani fossero da questo lavoro stimolati alla ricerca di altri aspetti della storia della loro terra: questa storia che va tolta dagli scaffali dove ammuffisce e restituita a vita nuova.

Nicoletta Martiri Lapi

il filo, dicembre 1998
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