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Riccardo Benvenuti racconta il più affollato evento del Mugello

IL ‘MIO’ MOTOMONDIALE

Abbiamo chiesto al capo ufficio stampa dell’autodromo internazionale di Scarperia, il mugellano Riccardo Benvenuti, di raccontarci dal di dentro l’avventura del recente motomondiale. Ecco cosa ci ha scritto.

 

Raccontare un mondiale MotoGP? Vista la complessità dell’argomento, davvero una bella sfida, ma anche un’occasione unica per provare a raccontare come si vive dall’interno un evento di questa portata. Per parlare della gara, bastano i numeri: 400 gli ufficiali di percorso (i commissari) impegnati lungo la pista ed i box: 120 i componenti del servizio sanitario, (medici specialisti, infermieri professionali, soccorritori, ambulanze, fast cars, un centro medico operativo presente all’interno del paddock e due eliambulanze), 60 gli operatori del servizio antincendio. Ma un Mondiale significa anche uomini dedicati ai controlli, ai parcheggi, alla sicurezza, alle biglietterie, alla cucina e l’elenco potrebbe continuare ancora. Questo per dire che nei giorni clou (venerdì, sabato e domenica) le persone impegnate per il GP sono più di 1.000. Un piccolo esercito dove ognuno ha un suo compito ed una sua importanza, come tasselli di un domino.

Del resto i numeri di un GP sono tanti: le 120.000 fotocopie fatte in sala stampa nella settimana della gara; i 50 ettari di terreno destinati a parcheggi esterni temporanei  – e che hanno contribuito sensibilmente alla gestione del traffico al momento della fine della gara -  in grado di ospitare oltre 20.000 autovetture; le 30 persone impiegate nella pulizia dell’impianto, sette giorni su sette, per 25 giorni, dal giorno dopo la gara per finire alle 140.000 presenze complessive registrate nei giorni di svolgimento del GP.

Sempre a proposito di numeri, il Gran Premio 2005 è stato per me il 13° mondiale che ho svolto come Capo Ufficio Stampa e devo dire che negli ultimi anni l’interesse dei media è cresciuto notevolmente e se fino a qualche anno chi chiedeva di essere accreditato apparteneva al settore sport e moto, oggi non è più così. Famiglia Cristiana, Panorama, Sorrisi e Canzoni, Vanity Fair, Topolino, Gente… queste alcune delle testate che hanno raccontato negli ultimi anni il GP del Mugello, come oramai tutti chiamano la gara. E’ evidente il valore aggiunto, in termini promozionali,  che questo rappresenta per il nostro territorio. Il giorno dopo la vittoria di Valentino nella gara di quest’anno la rassegna stampa era di 176 pagine! Ed in quasi tutti i titoli c’era scritto Mugello. Quale costo sarebbe stato necessario ad una campagna pubblicitaria per veicolare il nome? E con quale risultato? Tralascio, in questo ragionamento, la forza delle immagini televisive ed il battage che hanno fatto e fanno del Mugello, un nome, un territorio, oramai noto nell’immaginario collettivo.

Tornando alla gara 2005, i giornalisti presenti erano circa 300, provenienti dai cinque continenti: con loro e per loro ha operato lo staff che collabora con me da anni. Si tratta di una ventina di ragazzi/e, tutti della zona, che oltre alle capacità professionali, sono capaci di una sensibilità profonda. Ma se per i collaboratori in genere, il Gran Premio sono gli ultimi  sette-dieci giorni, per lo staff del circuito si parla di Mondiale in maniera concreta dalla fine dell’anno precedente dal momento in cui viene comunicata la data  e partono  le prime riunioni interne per definire le strategie, i prezzi, lavorare sulla logistica (viabilità e parcheggi) in sintonia con comune di Scarperia ed associazionismo locale.  Da febbraio in avanti è poi una corsa contro il tempo perché ogni giorno che passa è un giorno in meno che hai a disposizione e siccome le novità dell’ultimo minuto non mancano mai, cerchi sempre di avvantaggiarti fino a quando partono le prove quando, a quel punto, quel che è fatto è fatto.

Poi quando la bandiera a scacchi segna la fine dell’ultima gara, se da una parte senti di essere arrivato alla fine di una maratona davvero estenuante, dall’altra inizia un po’ di malinconia perché quell’evento al quale hai lavorato, ai quale hai dedicato ogni pensiero, ogni goccia della tua energia per parecchio tempo, è arrivato alla fine. Ma basta aver pazienza. Ancora qualche mese e si riparte. In fondo il 2006 è dietro la porta!

                                                      Riccardo Benvenuti

 

© il filo, Idee e notizie dal Mugello, luglio 2005

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