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INTERVISTA A SIMONE SANNA, PILOTA BORGHIGIANO

Correre nel Motomondiale

Motomondiale al Mugello. Foto di Francesco Noferini"Simone va forte, ne risentiremo parlare presto" con questa certezza espressa da Guido Grossi, uno dei sui scopritori, si concludeva l'articolo apparso sul numero de Il Filo dell'agosto '97 dedicato a Simone Sanna. E oggi dobbiamo dare ragione a Grossi perché di Simone si è tornati a parlare, e molto. Dopo la gara di domenica scorsa al Mugello il giovane pilota di Borgo San Lorenzo occupa il sesto posto nella classifica mondiale della classe 125 davanti a piloti, sia italiani che stranieri, da più tempo sulla scena e più quotati. "Alla fine del '97 molti mi davano per finito. Lo scorso anno ho partecipato al campionato Sport Production ed a tre gare dell'Europeo con le moto da Gran Prix: i risultati, il mio modo di guidare, evidentemente hanno portato qualcuno a ricredersi visto che i Polini mi hanno voluto nella loro squadra per il Mondiale. E credo di ripagarli abbastanza per questa fiducia..."

Già il "Mondiale", il cosidetto "Circus", che ambiente è, c'è spazio per i rapporti umani, per le amicizie? "In qualche particolare è bello, in qualche altro meno. C'è qualche pilota che se la tira anche se non dovrebbe, è un mondo un po' strano. I rapporti veri ci sono solo con il mio compagno di squadra". Di cosa parlate tra voi? "I nostri discorsi finiscono sempre per cadereÁ.sulla moto". Simone è fiducioso di riuscire a passare indenne dalla tentazione della notorietà, di "riuscire a rimanere sempre come sono" seppure questo inizio di stagione prometta bene per lui "più che bene - precisa - certo la gara al Mugello è stata bellissima, ma anche nelle precedenti avrei potuto fare meglio se avessi avuto qualcosa in più in velocità. Mi manca ancora un po' di confidenza con la moto ed alla moto manca un po' di velocità, ma stiamo migliorando...e spero di poter migliorare ancora".

Autodromo del Mugello, i sostenitori di Sanna fanno il tifoPartito sempre nelle primissime file, arrivato, salvo il Giappone dove a causa della pista allagata è caduto poco dopo la partenza, sempre a punti, domenica 6 giugno ha fatto sognare i suoi già numerosissimi tifosi che si era dati appuntamento alla Casanova-Savelli quando è riuscito per ben tre volte a stare davanti a tutti: cosa si pensa in quei momenti, quali paure si hanno? "Ero concentratissimo, sono riuscito a voltarmi poche volte. Rivedendo la gara alla televisione mi sono reso conto che ad un certo punto avevo guadagnato anche una ventina di metri: con un po' più di velocità sarei potuto anche andare via... ma mi va bene, molto bene anche il quarto posto, l'emozione è stata bella, bellissima".

D'obbligo una domanda sulle prospettive, sulle speranze per il futuro: "Nelle tre prossime gare, che si svolgeranno alla distanza di una settimana l'una dall'altra, soprattutto ad Assen ed in Inghilterra, spero di poter dire la mia, magari di salire sul podio. Alla fine spero di essere tra i primi dieci: sarebbe non male per un esordiente". Ora che sei un pilota a tempo pieno, com'è cambiata la tua vita? "E' necessario fare qualche sacrificio, ad esempio molta palestra e a letto presto la sera quando sono a casa e, in occasione delle gare partire il martedì per tornare una settimana dopo... per il resto tutto come prima".

Giacomo Ossadi

- FOTO DI FRANCESCO NOFERINI -

© il filo, Idee e notizie dal Mugello, giugno-luglio 1999
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