TANTE MOSTRE E RASSEGNE PITTORICHE
Mugello, terra d’arte
Alla
presenza di circa 50 soci, si è svolta lo scorso marzo l’assemblea
dell’associazione “Dalle Terre di Giotto e dell’Angelico” (sede sociale a
Vicchio), per il rinnovo del consiglio direttivo e l’esame dell’attività passata
e futura. Le manifestazione sono state tante e di alto livello, e hanno visto
l’attenzione non solo dei mass-media non soltanto locali, facendo conoscere
maggiormente il territorio mugellano, in senso artistico e culturale, ad una più
vasta platea di appassionati ed amanti dell’arte. Fra le tante iniziative, i
percorsi d’arte con la messa in opera di oltre novanta opere sui muri di case
coloniche, antichi edifici, vecchie cappelle (è stata stampata una specifica
cartina topografica dove sono inserite queste opere) valorizzando i luoghi
mugellani. Notevole anche l’iniziativa, con la collaborazione dell’Enel, di
apporre grandi opere d’arte sulle cabine elettriche sparse qua e là sul
territorio, senza poi contare varie iniziative pittoriche, sia personali che
collettive, valorizzando e non poco quella che si presume sia la casa natale di
Giotto lassù a Vespignano. Dopo una lunga e costruttiva discussione il nuovo
Consiglio Direttivo per la stagione 2008/2009 risulta composto da Claudio Martin
(già Presidente e ora riconfermato), Roberto Ricci, Giuliano Paladini, Adriano
Bolognesi, Bruno Brunoni, Marisa Cheli, Fabio Generini, Luca Mommarelli, Elena
Bruni, Giovanni Ulivi, Patrizio Ciucchi, Renate Wolf, R. Ronconi e Marco
Ceccherini. Una delle prime manifestazioni è stata quella dell’aprile scorso a
Pontavicchio; i circa venti pittori presenti hanno prima realizzato un loro
dipinto esponendolo poi davanti alla famosa “Casa del Prosciutto” e quindi
armati di guantoni, sacchi e buona volontà hanno ripulito il greto della Sieve:
Arte & Ecologia insieme. Dalle colonne del nostro mensile un buon lavoro a
tutti.
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Per
la scarsità di locali specifici (negli anni ‘70 ed ’80 dello scorso secolo molte
erano le gallerie d’arte nel Mugello dove primeggiava su tutte
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Roberto Bini alla Sala
d’Arte Forum di Faenza
E’
stata una bella sorpresa questa mostra personale di Roberto Bini, pittore
vicchiese, (figlio e fratello d’arte visto che il babbo Otello e il fratello
Adriano sono pittori da tanti anni) mostra personale allestita in aprile nella
Sala d’Arte Forum di Faenza. Era infatti diverso tempo che non vedevamo i
dipinti, di quello che è considerato uno dei più conosciuti e preparati pittori
mugellani. Il lavoro, la famiglia e le vicissitudini della vita quotidiana, lo
avevano tenuto un po’ lontano da quel piccolo mondo pittorico della sua terra
(fa parte comunque dell’Associazione “Dalle Terre di Giotto e dell’Angelico”) ma
quando è stato il momento di rimettersi davanti al cavalletto con la sua
colorata tavolozza, Roberto Bini dimostra la sua freschezza, il suo talento, la
sua fantasia e la sua esperienza (molte sono state le personali in Germania e in
Austria), come si è riscontrato nelle circa 40 opere che ha presentato al
pubblico e alla critica faentina, che lo ha accolto in maniera veramente
positiva. Il suo sguardo è tradizionale, figurativo, classico, ma nel tempo Bini
è ancora migliorato nel tratto e nel colore.
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Dobbiamo
dare atto all’amico Renato Ratoci, titolare di un rinomato laboratorio
artigianale nell’antica Malacoda di Borgo San Lorenzo, della sua passione per
l’arte in generale e la pittura in particolare, offrendo la possibilità a tanti
pittori di esporre finalmente in un interno adatto allo scopo. Infatti con una
repentina trasformazione dei propri accoglienti locali, Renato Ratoci con non
pochi sacrifici ha avuto la bella idea di realizzare un apposito spazio
espositivo. L’onore d’inauguraredi questa nuova galleria del “Centro Arte” di
Borgo San Lorenzo è stata affidata
a Giuliano Paladini, uno dei nomi più conosciuti ed amati del mondo artistico
mugellano e sinceramente miglior personaggio non poteva essere. Paladini
infatti, se nel tempo si è accattivato la simpatia di tanti estimatori, non si è
mai rinchiuso in se stesso, ma al contrario, in nome dell’arte, si è alquanto
attivato chiamando a raccolta i colleghi partecipando a tante manifestazioni
culturali, civili e religiose non solo a Vicchio dove vive ed opera,. Lo
scrivente di queste note che ha presentato l’artista vicchiese unitamente al
prof. Niccolò Niccolai, al presidente dell’Associazione “Dalle terre di Giotto e
dell’Angelico” Claudio Martin, del presidente della Comunità Montana Stefano
Tagliaferri e dallo stesso Renato Ratoci,
sarà sempre grato a Paladini ed ai suoi colleghi quando l’anno scorso in
occasione della presentazione del grande disegno di Baccio del Bianco
raffigurante il Castello di Borgo San Lorenzo (1638) scoperto al Louvre di
Parigi, si attivarono per allestire una grande mostra a Villa Pecori Giraldi
rendendo onore a questo artista secentesco disegnando e dipingendo i vari ponti
sulla Sieve della nostra vallata; fu un grande successo, così come lo è stato in
questa sua personale al Centro d’Arte Ratoci a Borgo San Lorenzo.
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La gora dell’antico Mulino Grifoni a
Era
una bella giornata soleggiata quando nel nostro girovagare per il Mugello
abbiamo notato tre cari amici pittori davanti ai loro cavalletti, intenti ad
imprimere nelle tele una delle rare scene agresti rimaste sul nostro territorio;
la gora dell’antico mulino Grifoni a
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Quirici e Ballerini alla Vecchia
Propositura di Scarperia
Nell’antica
navata dell’ex Propositura di Scarperia, sede di significative rassegne
culturali e artistiche, si è tenuta in aprile una bella mostra di pittura e di
scultura di due noti artisti mugellani; Isacco Quirici pittore e Alberto
Ballerini scultore. Il numeroso pubblico è rimasto notevolmente impressionato
dalle opere di Quirici e Ballerini, poiché ognuno ha dato una chiara
dimostrazione di tecnica visiva, coloristica e di
modellatura. Com’è nel suo stile Quirici ci mostra i suoi paesaggi
fantasiosi ed immaginari di scorci paesaggistici di antichi paesi e vetusti
castelli, ma con uno stile trecentesco, rinascimentale e manieristico tutto
“suo”, davvero personale. Un filone ormai collaudato e che si fa riconoscere
immediatamente. E non è poco. Le sculture di Ballerini poi ci portano ad una
plasticità evolutiva di grande impatto interiore, che sia creta o marmo, ferro o
altro materiale, lo scultore riesce a plasmarlo in forme eclettiche e
persuasive.
© il filo, Idee e notizie dal Mugello, aprile-maggio 2008

