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LUCI ED OMBRE DELL’EVENTO “GIRO D’ITALIA”

Il Mugello rosa, ma non troppo

Il Giro è sempre il Giro. La tappa mugellana è stata suggellata dalla vittoria in volata di uno dei migliori velocisti italiani, Alessandro Petacchi –sullo stesso traguardo dove trent’anni fa trionfò un altro super-velocista, il campione del mondo Marino Basso. In tv le immagini del Mugello dall’alto, la vallata, l’autodromo, sono state suggestive. Tutto, sul piano organizzativo, ha filato liscio. Belle e suggestive sono state le affollatissime pedalate rosa, che sia sabato che domenica hanno visto percorrere centinaia di cicloturisti di ogni età, le strade del Giro. Positiva è stata l’iniziativa di raccolta di biciclette usate, da inviare in Africa. E al Gran Galà, tenutosi a Villa Pecori Giraldi, non sono mancati ospiti di rilievo, come l’ex-campione del mondo Ercole Baldini, il ct della Nazionale di ciclismo Franco Ballerini, giornalisti sportive, vecchie glorie.

Però, in questo evento che il Mugello ha fortemente voluto, non tutto è stato rosa. Ovvero, si è avvertito anche qualche pizzico di delusione.

In primo luogo si attendeva un grande ritorno d’immagine dai passaggi televisivi. Che ci sono stati, ma compressi e più limitati rispetto al previsto. I tempi più brevi del previsto hanno fatto “tagliare”, in Rai, un bel pezzo di Mugello: tagliato il servizio su Nencini –tra l’altro sovrapposto per l’appunto al momento in cui il Giro attraversava Borgo-, poche le immagini di valorizzazione del territorio. Questione di tempi, s’intende, non di cattiva volontà, ma diciamo che il Mugello è stato particolarmente sfortunato.

Poi la gente: “è stata una bella festa”, ha notato l’assessore al turismo della Comunità montana Alessandro Marchi, che ha anche sottolineato come negli ampi spazi dell’autodromo le 5000 persone che erano lì convenute, sembrassero addirittura poche. Poche non erano, ma l’effetto era un po’ di vuoto, e quell’affollamento di tifosi che giungono da tutt’Italia non c’è stato. Anche perché questo accade soprattutto nelle tappe finali, quelle di montagna.

E a proposito di delusione, Borgo San Lorenzo non ha digerito del tutto lo “scippo” dell’arrivo di tappa da parte di Scarperia. Delusione cocente perché inattesa, tanto più che l’arrivo del Giro in Mugello lo si era costruito sui due anniversari del 2007, il centenario del CC Appenninico e il cinquantesimo della vittoria di Gastone Nencini al Giro d’Italia. Barberino almeno ha avuto la partenza, Borgo un fuggevole passaggio. E il Gala del Ciclismo in villa Pecori, pur molto affollato, ha avuto il sapore del premio di consolazione.

Infine, l’aspetto economico. Un arrivo di tappa costa, alla comunità locale, 120 mila euro, da versare agli organizzatori del Giro; una partenza 50 mila. Gli amministratori mugellani però non sono riusciti a racimolare quei 170 mila euro necessari, ma solo la metà, e grazie ad alcuni contributi economici da parte degli enti pubblici (20 mila euro li ha spesi la comunità montana, 17 mila la Regione, 12 mila il comune di Barberino, 6 mila Scarperia), e di privati (la Banca Toscana, 12 mila, l’outlet 10 mila, ed altri). E altri 100 mila euro sono stati spesi per le iniziative collaterali di promozione. Compresa la bella e utile mini-guida, con percorsi ciclistici mugellani, stampata dalla Comunità montana.

Paolo Guidotti

 

 

© il filo, Idee e notizie dal Mugello, maggio 2007

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