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La copertina di questo mese
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Società - Comuni
Tante Spa per gestire 
servizi e attività economiche

Mugello societàperazioni

Per il Mugello è l’ora delle S.p.A. Convertiti al verbo del mercato, del capitale e della finanza, anche gli amministratori locali mugellani ora non fanno che discutere, modellare, progettare, costituire società per azioni.

All’orizzonte di queste società se ne annunciano parecchie. Una è già nata: è la “Pianvallico spa”, con il compito di realizzare nuovi insediamenti produttivi, strutture ricettive, impianti sportivi, parcheggi e verde attrezzato a San Piero a Sieve; un’altra è in pista di lancio: la “Bilancino spa”, che avrà la missione di far diventare d’oro i 100 ettari intorno al lago di Bilancino, programmando e gestendo pedalò, spettacoli, spiagge, moli, aree per camper e chi più ne ha più ne metta. Il comune di Borgo invece sarà parte di un’altra s.p.a., per condurre l’impianto di compostaggio di Faltona.

Ma questo è soltanto l’assaggio: sono in cantiere altre mega-spa, che interesseranno direttamente anche l’intero Mugello. Dallo scioglimento di vari consorzi, quali ad esempio il Consiag, l'empolese Publiser (entrata in gioco anche in Mugello con la sua partecipazione al progetto dell'impianto di compostaggio borghigiano), l'Amag di Agliana e Montale, l'Asmiu di Prato, l'acquedotto fiorentino, l'azienda Servizi Pubblici di Pistoia, nasceranno tre società pubblico-private, riunite in una grande holding, denominata “PubliServizi spa”, e suddivisa in “PubliAcqua spa”, “PubliAmbiente spa” e “PubliEnergia spa”.

Le chiamano "società di scopo": la "PubliAcqua" sarà una sorta di super-Consiag, ovvero una società per la gestione dei servizi di erogazione dell'acqua, la PubliEnergia gestirà l'erogazione del metano, mentre la PubliAmbiente avrà lo scopo di gestire i servizi di raccolta e smaltimento dei rifiuti, su aree molto vaste, in pratica le tre province di Firenze, Prato e Pistoia.

Sono società pubblico-private: nel senso che sono promosse dai Comuni, i quali detengono quote che assicurano loro la maggioranza azionaria e quindi il controllo societario. I privati possono parteciparvi, ma in posizione comunque minoritaria.

 

Le parole d'ordine sono: "concentrazione", "riorganizzazione del modello di gestione dei servizi pubblici locali", "specializzazione", "efficienza", "economia di scala". Sulla base di nuove leggi, che introducono la funzione del "gestore unico", si sostiene che i servizi -acquedotto, rifiuti- gestiti singolarmente da ogni comune, sono più costosi, inefficienti, "alla buona". Molto meglio affidarli a società specializzate, che si concentrano su un solo settore.

 

In pratica, se il disegno andrà in porto, il comune X non avrà più netturbini, cassonetti, camion della nettezza e discariche: a tutto penserà la nuova spa, alla quale tutti i comuni conferiranno i loro beni strumentali (personale, mezzi, attrezzature), e che tutti i comuni finanzieranno mediante l'acquisto di azioni. Poi il sostentamento della società sarà affidato agli introiti, derivanti dalle tariffe che i cittadini saranno chiamati a pagare. Per questo l'argomento è importante e riguarda direttamente tutti: per la pressione tariffaria che andremo a subire, e per la qualità dei servizi che dovrà esserci garantita.

 

Problemi aperti

MERCATO APERTO O MONOPOLIO
Le costituende società di scopo fanno riferimento al mercato. Ma nei fatti il potere politico locale sta lavorando affinché operino in un sostanziale regime di monopolio. Queste Spa saranno infatti "cartelli" che non si confronteranno con altre società: gli enti locali non metteranno a confronto, sul piano dei costi e dei servizi, altre società, ma affideranno alle spa della holding la gestione di acqua, energia e rifiuti senza alcuna gara, in affidamento diretto. Le varie PubliAcqua e PubliAmbiente saranno come la vecchia Telecom prima della liberalizzazione del settore della telefonia: non avranno alcuna concorrenza sul fronte dell'efficienza dei servizi e delle tariffe. E questo, evidentemente, è preoccupante. Perché solo la sfida in un mercato aperto, senza monopoli o privilegi, conduce a maggiori vantaggi per gli utenti, a cominciare da tariffe più basse.

 

CONTROLLI

Senza lo stimolo che verrebbe da una concorrenza di mercato, e per il fatto che queste società si formano con "pezzi" importanti del patrimonio pubblico locale, pagati da tutti i cittadini, sarebbe da auspicare la massima trasparenza di gestione. Ma l'esperienza fin qui fatta con i consorzi di gestione induce al pessimismo. Ne sanno qualcosa i cittadini di Panicaglia o di Ronta, quando hanno avuto problemi con l'acquedotto: per avere chiarimenti, per protestare, per sollecitare interventi hanno sudato sette camicie. Ovvero: servizi essenziali per i cittadini, gestiti in modo più accentrato, con sedi amministrative "lontane", rischiano di essere distanti dalle esigenze dei cittadini ed anche non sottoposte ad alcun tipo di controllo. Perché chi controllerà le scelte dei consigli d'amministrazione, dell'amministratore delegato? Anzi: chi conoscerà le scelte, le spese, gli investimenti? In passato erano i politici, nel gioco della maggioranza e delle opposizioni, ad assicurare un filtro, politici che, bene o male, rappresentavano i cittadini. Ora in che modo sarà assicurata la rappresentanza e il controllo democratico?

 

LA MANO DELLA POLITICA

Intendiamoci: non che la politica sia andata in volontario ritiro. La politica c'è. O meglio, c'è il potere politico. Incuriosisce -o inquieta- scorrere l'elenco dei candidati alla presidenza di queste società. Se nel Consiag l'uomo chiave è Luciano Baggiani, ex-sindaco ds di Borgo, insieme al diessino Daniele Panerati, presidente del Consiglio d'Amministrazione, lo stesso Panerati è già stato scelto come presidente della nuova grande holding, la PubliServizi.

E per PubliAcqua è molto probabile che alla sua guida sia scelto il diessino Paolo Cocchi, ex-sindaco di Barberino di Mugello. Più in piccolo: nell'operazione del progetto di impianto di compostaggio di Faltona il comune di Borgo San Lorenzo si è già assicurato il diritto di nomina della presidenza (nonostante all'inizio sembrava si trattasse di un'iniziativa privata); per la spa per Pianvallico presidente è l'ex-sindaco di San Piero a Sieve il diessino Mauro Dugheri.

Può darsi che sia tutta questa sfilza di ex-sindaci dello stesso partito sia una coincidenza. Ma se qualcuno solleva il dubbio che tra gli scopi di queste nuove società vi sia anche il "ricollocamento lavorativo" del personale politico in eccesso non c'è da scandalizzarsi. Tanto più che la presidenza di questi enti assicura stipendi più che discreti.

Ma c'è di più: chi selezionerà i partner privati? I comuni, ossia la parte pubblica. Il rischio di una commistione, ben poco trasparente, tra affari e politica, di un controllo "trasversale" di appalti, forniture, incarichi professionali e assunzioni, è reale. Ed è un rischio grave.

 

TRA IL DIRE E IL FARE...

Ultimo dubbio, quello dei tempi. Può darsi che stavolta gli "interessi forti", gli interessi economici che stanno dietro a questa "rivoluzione" portino a bruciare i tempi e a rispettare le scadenze. Finora non è stato certo così. Basti pensare alla riorganizzazione che doveva già essere attuata nel settore dello smaltimento dei rifiuti. Da oltre due anni era annunciata una gestione consortile dei servizi, con l'adesione dei comuni mugellani al consorzio della Val di Sieve. Ma tutto è ancora in alto mare. Ed anche i tempi della grande, nuova holding si stanno dilatando: le ragioni vere non è dato conoscere. Forse difficoltà oggettive in un processo sicuramente complesso, forse lotte di equilibri tra Firenze e le realtà comunali più piccole, forse diatribe sui nomi dei presidenti. Difficile dire: anche perché in tempi nei quali tanto si parla di trasparenza, sempre meno è possibile conoscere circa le principali questioni politico-amministrative. E l'unica cosa che sapremo con certezza sarà, prima poi, l'ammontare, crescente, delle tariffe.

il filo, Idee e notizie dal Mugello, gennaio 2000
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