IL MUSEO ARCHEOLOGICO DEL MUGELLO
Ad
oltre due mesi dalla sua inaugurazione, avvenuta il 6 dicembre 2008, il Museo
Archeologico del Mugello, vanta già un nutrito numero di visitatori a conferma
dell’interesse dei mugellani per la storia e l’arte della propria terra.
Ospitato
nel contesto vitale del Palazzo Comunale di Dicomano, il nuovo Museo
Archeologico Comprensoriale, si propone dunque come ultimo strumento di quel
progetto di “Museo Diffuso”, costituito nel 1994 dalla Comunità Montana Mugello,
Alto Mugello e Val di Sieve, e già ricco di analoghe realtà espositive cresciute
cronologicamente in altri comuni della valle.
Piccolo ma affascinante lembo di Toscana, il nostro territorio conserva e
restituisce periodicamente tracce d’insediamenti umani appartenenti già alla
preistoria, con i primi labili riferimenti, che prendono forma nel paleolitico
inferiore. Ben più consistenti invece i ritrovamenti riferiti a momenti storici
più recenti che riguardano l’epoca etrusca, romana e medievale, fino al più
dettagliato e conosciuto periodo rinascimentale.
Una
terra così ricca di storia e d’arte, necessitava dunque di un’adeguata presenza
di “vetrine”, destinate ad accogliere e conservare le memorie tangibili che i
secoli hanno generato tra culture e civiltà.
Frutto dello sforzo univoco di enti pubblici, dei gruppi archeologici locali, se
non dai periodici scavi programmati, ma anche per la disponibilità sporadica di
ricercatori occasionali, il nuovo museo, offre un percorso espositivo di forte
suggestione, nel quale non mancano nuclei tematici approfonditi che riguardano i
siti archeologici più conosciuti dell’intera Val di Sieve.
Sono
presenti dunque reperti rinvenuti nei recenti scavi nell’area de “il Piano”, al
centro del grande invaso di Bilancino, vasellame e frammenti dal giacimento
ceramico dei “Monti”, comparso al lato della Fortezza di San Martino a San Piero
a Sieve, oppure monili e pietre lavorate di origine etrusca, emerse dagli scavi
di Poggio Colla a Vicchio di Mugello.
Ma
l’impatto emotivo e di maggiore suggestione si avverte sicuramente con l’accesso
al padiglione delle steli; ampio spazio corredato di due teche semicircolari,
dove sono custoditi cippi e steli funerarie di tipo “fiesolano” scoperti in
località come Londa, Sandetole, Trebbio, Sant’Agata, Frascole, Montebonello e
Travignoli. Tutte appartenenti allo stesso periodo storico, riferito alla
civiltà etrusca del VIII-V secolo a.c., appartenevano al corredo funerario
monumentale dei ceti più agiati, che usavano segnalare comunemente la presenza
delle proprie tombe con cippi o stele decorate, visibili anche da grandi
distanze.
È
alla luce di queste opere maggiori dunque, che acquistano nuovo e più complesso
significato anche tutti gli altri oggetti conservati nel museo, testimonianze
tangibili di civiltà trascorse e altrimenti destinate all’oblio.
Una
raccolta di “prove storiche” dal valore straordinario, che offre una percezione
nuova del nostro passato, per certi versi semisconosciuta fino ad oggi; memoria
di popoli eccelsi che hanno saputo cogliere e adottare opportunità esistenziali
diverse secondo il proprio costume; opportunità che lo scorrere del tempo ha
proposto naturalmente anche in quest’angolo remoto di Toscana, posto a cerniera
tra l’Etruria settentrionale e quella padana.
La
presenza di questa nuova entità culturale, sembra placare ora, quell’ansia
emotiva propria di storici contemporanei ed enti proposti all’informazione, da
sempre impegnati a preservare memoria e identità locale, e costituisce il
compimento di un percorso strutturale articolato, perfettamente inserito nel
patrimonio storico, ambientale e di costume che caratterizza la nostra terra.
In
un paesaggio integro, in cui restano preservati e ancora leggibili, i segni
profondi di una trama storica complessa, e nel quale sembrano inesauribili le
fonti che celano i segreti del passato, cresce palpabile il desiderio legittimo,
per l’ampliamento e il consolidamento di questo nuovo vettore di conoscenza,
affinché sia valorizzato e fruibile a tutta la popolazione, quel patrimonio
storico-culturale che da sempre gli appartiene.
Orari di apertura del museo:
mercoledì: mattino ore 9,00 – 12,00 solo
gruppi per appuntamento - pomeriggio ore 15,30 – 18,30
giovedì: solo gruppi per appuntamento
– tel.0558385408 - 407
venerdì: pomeriggio
ore 15,30 – 18,30
sabato: mattino ore 10,00 – 13 –
pomeriggio ore 15,30 – 18,30
domenica: mattino ore 10,00 – 13 –
pomeriggio ore 15,30 – 18,30
Massimo Certini
© il filo, Idee e notizie dal Mugello, gennaio-febbraio 2009

