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Copertina  il filo gennaio-febbraio 2009
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GLI ARTICOLI
CULTURA

IL MUSEO ARCHEOLOGICO DEL MUGELLO

Ad oltre due mesi dalla sua inaugurazione, avvenuta il 6 dicembre 2008, il Museo Archeologico del Mugello, vanta già un nutrito numero di visitatori a conferma dell’interesse dei mugellani per la storia e l’arte della propria terra.

Ospitato nel contesto vitale del Palazzo Comunale di Dicomano, il nuovo Museo Archeologico Comprensoriale, si propone dunque come ultimo strumento di quel progetto di “Museo Diffuso”, costituito nel 1994 dalla Comunità Montana Mugello, Alto Mugello e Val di Sieve, e già ricco di analoghe realtà espositive cresciute cronologicamente in altri comuni della valle.

Piccolo ma affascinante lembo di Toscana, il nostro territorio conserva e restituisce periodicamente tracce d’insediamenti umani appartenenti già alla preistoria, con i primi labili riferimenti, che prendono forma nel paleolitico inferiore. Ben più consistenti invece i ritrovamenti riferiti a momenti storici più recenti che riguardano l’epoca etrusca, romana e medievale, fino al più dettagliato e conosciuto periodo rinascimentale.

Una terra così ricca di storia e d’arte, necessitava dunque di un’adeguata presenza di “vetrine”, destinate ad accogliere e conservare le memorie tangibili che i secoli hanno generato tra culture e civiltà.

Frutto dello sforzo univoco di enti pubblici, dei gruppi archeologici locali, se non dai periodici scavi programmati, ma anche per la disponibilità sporadica di ricercatori occasionali, il nuovo museo, offre un percorso espositivo di forte suggestione, nel quale non mancano nuclei tematici approfonditi che riguardano i siti archeologici più conosciuti dell’intera Val di Sieve.

Sono presenti dunque reperti rinvenuti nei recenti scavi nell’area de “il Piano”, al centro del grande invaso di Bilancino, vasellame e frammenti dal giacimento ceramico dei “Monti”, comparso al lato della Fortezza di San Martino a San Piero a Sieve, oppure monili e pietre lavorate di origine etrusca, emerse dagli scavi di Poggio Colla a Vicchio di Mugello.

Ma l’impatto emotivo e di maggiore suggestione si avverte sicuramente con l’accesso al padiglione delle steli; ampio spazio corredato di due teche semicircolari, dove sono custoditi cippi e steli funerarie di tipo “fiesolano” scoperti in località come Londa, Sandetole, Trebbio, Sant’Agata, Frascole, Montebonello e Travignoli. Tutte appartenenti allo stesso periodo storico, riferito alla civiltà etrusca del VIII-V secolo a.c., appartenevano al corredo funerario monumentale dei ceti più agiati, che usavano segnalare comunemente la presenza delle proprie tombe con cippi o stele decorate, visibili anche da grandi distanze.

È alla luce di queste opere maggiori dunque, che acquistano nuovo e più complesso significato anche tutti gli altri oggetti conservati nel museo, testimonianze tangibili di civiltà trascorse e altrimenti destinate all’oblio.

Una raccolta di “prove storiche” dal valore straordinario, che offre una percezione nuova del nostro passato, per certi versi semisconosciuta fino ad oggi; memoria di popoli eccelsi che hanno saputo cogliere e adottare opportunità esistenziali diverse secondo il proprio costume; opportunità che lo scorrere del tempo ha proposto naturalmente anche in quest’angolo remoto di Toscana, posto a cerniera tra l’Etruria settentrionale e quella padana.

La presenza di questa nuova entità culturale, sembra placare ora, quell’ansia emotiva propria di storici contemporanei ed enti proposti all’informazione, da sempre impegnati a preservare memoria e identità locale, e costituisce il compimento di un percorso strutturale articolato, perfettamente inserito nel patrimonio storico, ambientale e di costume che caratterizza la nostra terra.

In un paesaggio integro, in cui restano preservati e ancora leggibili, i segni profondi di una trama storica complessa, e nel quale sembrano inesauribili le fonti che celano i segreti del passato, cresce palpabile il desiderio legittimo, per l’ampliamento e il consolidamento di questo nuovo vettore di conoscenza, affinché sia valorizzato e fruibile a tutta la popolazione, quel patrimonio storico-culturale che da sempre gli appartiene.

Orari di apertura del museo:

mercoledì:  mattino ore 9,00 – 12,00 solo gruppi per appuntamento - pomeriggio ore 15,30 – 18,30

giovedì:     solo gruppi per appuntamento – tel.0558385408 - 407

venerdì:     pomeriggio ore 15,30 – 18,30

sabato:       mattino ore 10,00 – 13 – pomeriggio ore 15,30 – 18,30

domenica:  mattino ore 10,00 – 13 – pomeriggio ore 15,30 – 18,30

Massimo Certini

© il filo, Idee e notizie dal Mugello, gennaio-febbraio 2009

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