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LE NATIVITA’ DI DICOMANO E CAMOGGIANO

Natale dipinto in Mugello

Pieve di Dicomano. Adorazione dei PastoriLa raffigurazione dell'episodio evangelico della Nascita di Gesù ha sempre destato l'interesse degli artisti, anche in relazione all'importanza dell'avvenimento nell'ambito della religione cristiana. Questo soggetto è ispirato alle narrazioni degli Evangelisti Matteo e soprattutto Luca, che si dilunga in maggiori dettagli. In questo contesto, particolare successo ha conosciuto nella storia dell'arte l'episodio dell’Adorazione dei pastori, divenuto nell'iconografia cristiana uno dei soggetti più popolari e diffusi, soprattutto a partire dal XV secolo. Anche le chiese del Mugello conservano, o conservavano, importanti opere d'arte che trattano il tema dell'Adorazione dei pastori.

Particolare del Presepe di CamoggianoAppartenente alla chiesa di S. Andrea a Camoggiano, prezioso edificio dei Quattrocento ispirato alla brunelleschiana Cappella dei Pazzi a Firenze, ma attualmente conservato al Museo Diocesano di S. Stefano al Ponte, è un importante presepio composto da dieci statue in terracotta policroma. Le due statue più grandi raffigurano la Madonna in ginocchio e S. Giuseppe seduto, mentre i due pastori, il bue e l'asinello e i tre angeli ed il Bambino Gesù sono di dimensioni più piccole. Il gruppo plastico, la cui originaria collocazione all'interno della chiesa di Camoggiano non è certa, anche se con tutta probabilità era collocato entro una nicchia, è riferibile alla produzione della Bottega di Benedetto da Maiano della fine dei Quattrocento, e richiama da vicino un analogo gruppo di figure conservato al Museo dell'Ospedale degli Innocenti. Questo genere di opere, che conobbe una notevole diffusione probabilmente anche a seguito dell'istituzione dei presepio (lat. praesepium = mangiatoia) da parte di S. Francesco d'Assisi, possiede una notevole rarità in quanto non venivano ritenute opere di pregio, si deterioravano con una certa facilità e non destavano particolare attenzione. Le statue di Camoggiano sembrano appartenere stilisticamente a due autori diversi, di cui quello dei personaggi minori appare più raffinato e delicato, mentre il Bambino è ritenuta opera moderna (il presepio di Camoggiano è studiato accuratamente in: Pacciani S., in Il Paesaggio Riconosciuto, Milano, 1964, p. 174; Pieraccini A., in Echi e presenze donatelliane in Mugello, Firenze, 1986, pp. 18-20).

La pieve di S. Maria a Dicomano conserva, tra altre opere di grande rilievo, una pala d'altare centinata raffigurante l'episodio dell'Adorazione dei pastori. Sotto un'ampia capanna ed al centro della scena si vede Gesù Bambino adagiato nella mangiatoia, con la Madonna sulla sinistra e S. Giuseppe a destra. A sinistra si vede un gruppo di pastori (quello in primo piano presenta un cesto di uova) ed ancora più indietro compaiono due figure di profilo in colloquio (forse i committenti del dipinto), mentre in basso a destra un pastorello seduto indica il Bambino ed ha ai suoi piedi un agnello. Sul fondo si apre un paesaggio con altre figure di pastori. La scena è coronata da angeli che reggono un cartiglio con la scritta: GLORIA IN ALTISSIMIS DEO ET IN TERRA PAX. Attribuito all'Allori, nel 1924 fu sottoposto ad un restauro durante il quale fu recuperata la seguente scritta, visibile in basso a destra: 1595 COSMUS GAMBERUS FACIEBAT. Si tratta dunque di una delle prime opere dei pittore fiorentino Cosimo Gamberucci (Firenze, 1560 ca.-1621). Iscritto all'Accademia dei Disegno fin dal 1578, è presente in alcune delle lunette del chiostro grande di S. Maria Novella a Firenze e fu allievo di Santi di Tito, uno dei più significativi interpreti dello spirito della Controriforma in ambito fiorentino. La lezione dei maestro fu sempre presente nell'opera del Gamberucci, avvertibile soprattutto nel delicato arcaismo e dei vivace cromatismo. Tra le sue opere più significative sono da ricordare: Martirio di S. Bartolomeo (Castelfiorentino, chiesa di S. Verdiana, 1590 ca.), S. Pietro guarisce lo storpio (Firenze, Galleria dell'Accademia), Funerali di S. Alessio (Firenze, chiesa di S. Trinita, 1605 ca.). Nel 1618 dipinse la Natività di Gesù per la chiesa fiorentina di S. Maria Maddalena dei Pazzi. Nella pala di Dicomano, la più antica conosciuta firmata e datata, ancora all'interno del XVI secolo, il dolce e quieto arcaismo (vedi la delicata Madonna dal disegno ancora quattrocentesco) si unisce ad una piana e limpida narratività e ad una serena monumentalità (ripreso dall'esempio di Santi di Tito) aderenti ai dettami della Controriforma, che esigevano, nelle arti figurative, modi semplici e chiari, perfettamente comprensibili a tutti. Tuttavia il dipinto presenta anche significati più sottili: ad esempio, il piccolo pastorello con agnello che indica Gesù Bambino potrebbe anche essere identificato come S. Giovannino. Infatti S. Giovanni Battista, da adulto come da piccolo, può essere raffigurato nell'atto di indicare il Cristo ed accompagnato da un agnello. D'altra parte l'agnello è interpretabile come simbolo e prefigurazione del sacrificio di Cristo sulla croce, mentre le uova poste all'interno dei cesto mostrato dal pastore sulla sinistra rimandano alla Resurrezione. L'opera del Gamberucci, quindi, pur nella sua semplicità compositiva ed iconografica, riassume in sé le tappe fondamentali della vita terrena di Cristo: dall'incarnazione, al Sacrificio sulla croce, alla Resurrezione. Il dipinto è inserito in una splendida cornice in legno intagliato, sulla cui base è leggibile la scritta: AD / HERCULIS / POZZESEII / MDIIC. la cornice, evidentemente, fu realizzata nel 1598, tre anni dopo il dipinto, per volere di Ercole dalle Pozze, con tutta probabilità anche il committente dei quadro del Gamberucci. La grande cornice intagliata con motivi vegetali, volute, foglie d'acanto, ghirlande e due splendide cariatidi sui montanti laterali, costituisce una sorta di repertorio della decorazione fiorentina tardorinascimentale. Sopra le due cariatidi presenta anche due stemmi, di cui quello a sinistra appartenente alla famiglia dalle Pozze, una delle più illustri di Dicomano e che possedeva anche una cappella all'interno della pieve di S. Maria, sul cui altare, con tutta probabilità, si trovava il dipinto. Il manufatto rappresenta un importante e raro esempio di intaglio tardorinascimentale, realizzato con uno stile particolarmente raffinato.

Alla chiesa del convento del Montesenario appartiene infine –per completare la rassegna delle opere d’arte in Mugello ispirate alla Natività- un dipinto raffigurante la Adorazione dei pastori ed attribuito al Cigoli.

Marco Pinelli

© il filo, Idee e notizie dal Mugello, dicembre 1996
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