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DOV’E’ NATO GIOTTO, LA PAROLA ALL’ASSESSORE ALLA CULTURA DI VICCHIO

Colle o Vespignano?

Il saggio di don Remo Collini nel recente volume Giotto, nato al Colle nel popolo di S. Cassiano in Padule, documenta un diverso luogo di nascita di Giotto, rispetto a quanto finora si pensava. Abbiamo chiesto un giudizio all’assessore alla cultura di Vicchio Francesca Landini.

La tesi contenuta nel saggio di don Collini Ŕ una notizia che cambia la situazione a proposito dell’attuale “Casa di Giotto” a Vespignano. Quali sono i vostri orientamenti di fronte a questa “novitÓ”?

Il dibattito sulla vera casa di Giotto, inizia nel 1891, quando GiosuŔ Carducci ospite del dott. Luigi Billi a Vicchio, si rec˛ a Vespignano e   qui, esaltato dalla vista suggestiva del borgo e dai ricordi giotteschi, concepý l’idea di far erigere, per sottoscrizione popolare, un monumento al grande artista nella piazza principale di Vicchio, paese che abbraccia oggi, nella sua giurisdizione, tutto l’antico territorio di Vespignano.

Ancor prima, giÓ nel XIX secolo venivano dedicate attenzioni alla casa natale di Giotto a Vespignano. Una veduta di Giuseppe Moricci del 1876, nel rievocare il memento in cui “Giotto parte dalla famiglia per recarsi a Firenze accompagnato dal suo maestro Cimabue”, serb˛ memoria dell’aspetto della modesta abitazione (appendice di una “casa da signore”), dopo il restauro del 1840; ulteriori restauri furono necessari dopo il disastroso terremoto del 1919, in cui croll˛ il primo piano.

Giotto ha sempre avuto rapporti strettissimi con Vespignano, lÓ possedeva tutti i suoi beni; lÓ vivevano i suoi figli e tre delle sue figlie andarono in spose ad abitanti dei dintorni; pochi mesi dopo la morte del pittore, la vedova donna Ciuta, si trova a Colle, a provvedere all’amministrazione dei suoi beni; un figlio di Giotto fu priore della chiesa di S. Martino a Vespignano. Tutto questo non pu˛ essere casuale.

Va ricordato infine che Giotto Ŕ detto vespignanese dal Ghiberti, della metÓ del Quattrocento, il nome di Vespignano affiora alla ribalta della storia come il luogo natale di Giotto e va unito al poetico racconto della scoperta da parte di Cimabue del pastorello prodigio.

La casa Ŕ dal 1975 proprietÓ del Comune di Vicchio, che vi allestý negli anni ’80 una mostra didattica su Giotto a cura dell’UniversitÓ internazionale dell’Arte. Dopo l’ultima ristrutturazione, la Casa di Giotto fu nuovamente inaugurata nel 2002 e ora abbiamo presentato il nuovo allestimento della Casa di Giotto. Chi viene a Vespignano pu˛ visionare (su supporti multimediali) l’opera completa di Giotto e capire come l’ambiente abbia ispirato i nostri grandi Artisti  e in quali scorci di paesaggio, possiamo “ritrovare” l’opera di Giotto. Il visitatore potrÓ fruire di un video-film su Giotto, che favorisce un incontro immersivo ed esperienziale sulla vita e sull’opera dell’artista, e di una serie di postazioni multimediali interattive che consentono a ciascuno di delineare il proprio percorso di conoscenza dell’opera omnia di Giotto, a seconda degli interessi e delle esigenze individuali. La seconda area Ŕ dedicata invece al rapporto con il territorio, grazie a video-environments e strumenti che con linguaggio contemporaneo permettono all’ambiente di “entrare” nella casa e al visitatore di “uscire” nel territorio. Questo dialogo interno/esterno si concentra in particolare sulle rappresentazioni del paesaggio nei dipinti di Giotto e sulle vedute di paesaggio del Mugello. Alcune linee direttrici conducono dall’interno della casa a precisi scorci e sguardi sul paesaggio, inquadrati da cornici che creano quadri naturali. Il piano superiore Ŕ invece spazio di lavoro e di rapporto con la contemporaneitÓ. Essendo la casa di Giotto concepita come spazio di esperienza, di incontro e di produzione artistica saranno allestiti due spazi di laboratorio, l’uno dedicato alla forma e l’altro al colore. Qui saranno possibili atelier ed eventi rivolti di volta in volta ai cittadini, alle scuole, ai giovani, agli artisti, alle famiglie, ai turisti.

Vorrei lasciare da parte la diatriba erudita fra Vespignano e Colle, continuare a lavorare sulla tradizione popolare e secolare e sul mito dell’incontro tra Giotto e Cimabue.  Molto probabilmente questo racconto presenta elementi reali, ma trasformati dalla fantasia, tramandato per celebrare un fatto importante per la nostra storia … che oggi deve servire a dare significato a eventi nuovi e ci invita a riflettere sui rapporti tra maestro e allievo.

Non sappiamo se l'incontro fra Giotto e Cimabue sia veritÓ o leggenda, ma l'incontro fra i bambini e Giotto pu˛ passare anche attraverso quello che c'Ŕ di leggendario nella vita del grande pittore, e questa Ŕ una sfida del nuovo allestimento.

GiÓ, si mette in discussione anche quello che Ŕ considerato il “Ponte di Cimabue”...

Il ponte di Cimabue rappresenta il legame tra Giotto e il suo territorio, Ŕ li che la leggenda racconta della pecora e dell’incontro con Cimabue. L’apprendistato del giovane Giotto presso l’affermato maestro Ŕ pi¨ che verosimile, ma che l’incontro Ŕ avvenuto al Ponte della Ragnaia, purtroppo non possiamo affermarlo.

Avete in programma iniziative per approfondire la ricerca e per valorizzare il vero luogo di nascita di Giotto?

In attesa che la questione si chiarisca, mi sembra opportuno far fede al Ghiberti, che ci fornisce notizie molto attendibili sull’arte del Trecento ne suoi Commentari. Il Ghiberti dice che Giotto era nato a Vespignano, dunque, per adesso penso che si possa ancora credere che il grande pittore fosse originario di Vespignano.

Qualche borghigiano sostiene che la dicitura “Vicchio paese natale di Giotto”, sia in qualche modo una forzatura, una sorta di “appropriazione indebita”. Cosa rispondi al riguardo?

Vicchio ha fermamente creduto che Vespignano Ŕ la patria del “fanciullo di mirabile ingegno”, come lo descrive il Ghiberti.  A Vicchio tutto ricorda Giotto, la piazza, la scuola, qualche pubblico esercizio: un modo tutto vicchiese di rendere onore al grande pittore mugellano.  Un’altra cosa Ŕ certa, alla luce delle nuove scoperte, che Giotto a Vicchio ha vissuto la sua infanzia, non so, lo potremmo chiamare: “Vicchio, il paese di Giotto bambino”.

ę il filo, Idee e notizie dal Mugello, ottobre 2008

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