NEVICATE MUGELLANE & INEFFICIENZE
La
grande nevicata –con ghiaccio annesso- della fine 2009 ha lasciato dietro di sé
molte polemiche, con tante critiche all’operato dei Comuni. Vale la pena
ricordarle, anche per far tesoro dell’esperienza (cosa che sarebbe doverosa per
tutti e in primo luogo per gli amministratori locali.
1)
Non vi è dubbio che difficoltà e inefficienze non sono mancate. Vero è che
l’evento è stato molto “abbondante”, ma è anche vero che in molte zone del
Mugello gli interventi hanno lasciato alquanto a desiderare. E in particolare le
critiche hanno riguardato Borgo San Lorenzo.
2)
Sarebbe ingeneroso pensare che gli addetti comunali si siano girati i pollici.
C’è gente che ce l’ha messa tutta, che ha lavorato a lungo, con abnegazione e
capacità, in condizioni difficili, di notte e nei festivi, Questo non va
dimenticato.
3)
Se però la gente, in maniera molto diffusa, ha avuto l’impressione che qualcosa
non è andato, alcune buone ragioni ci saranno. In particolare si è lamentato:
che tante strade non sono state neppure spazzate, ovvero non vi è stato alcun
intervento; che non si è provveduto a pulire i marciapiedi, rendendo pericoloso
il movimento delle persone, che in gran numero sono finite all’ospedale, con
qualche osso rotto; che dove si è passati con lo spalaneve, spesso si è
ammassata la neve ai bordi, senza rimuoverla, proprio sui marciapiedi; che non
si è intervenuti bene, per prevenire e contrastare la formazione del ghiaccio,
con il sale,
4)
Il comune di Borgo si è difeso, sostenendo: a) di aver sparso circa 400
quintali di sale; b) che il sale quando è troppo freddo non funziona; c) di aver
spalato la neve qui e là
5)
Pare essere però mancata una “regia” degli interventi: si è pulito ben bene le
tre vie del centro dove i mugellani dovevano andare a fare lo shopping
natalizio. Ma che senso ha avuto far svolgere il mercato straordinario, la
domenica, tra cumuli di neve, ghiaccio, auto bloccate che impedivano la
sistemazione adeguata dei banchi e il giorno dopo chiudere invece le scuole?
Possibile lasciare il piazzale dell’ospedale in quelle condizioni? E con che
criterio si è intervenuti, in generale, nella pulizia delle strade?
6)
In tanti hanno ricordato che in passato, nel caso di forti nevicate, le cose
erano andate meglio, con il comune che aveva provveduto a pulire bene i
marciapiedi. Sicuramente, ma andrebbe anche ricordato che a quei tempi i comuni
avevano un buon numero di addetti, a cominciare dai netturbini. Ora hanno dato
in gestione tutto o quasi, e i cantieri comunali sono più vuoti. Questo però
solleva un problema rilevante, nella gestione dell’emergenza neve del mese
scorso. Dov’era Publiambiente in quei giorni in cui non si è provveduto al
ritiro della nettezza e allo spazzamento delle strade? Agli addetti di
Publiambiente è stato chiesto di sostituire la ramazza con la pala, e di pulire
i marciapiedi? Qualche sindaco ha alzato il telefono per chiamare Publiambiente?
E se è accaduto, cosa gli è stato risposto? Ci piacerebbe saperlo, e
sull’assenza di Publiambiente sarebbe bene mettere gli occhi, e avere qualche
iniziativa seria da parte dei Comuni, almeno per far tesoro di questa negativa
esperienza.
7)
Dicevamo della mancanza di una regia. Tra gli “assenti” nell’emergenza neve va
annoverata anche la Protezione Civile mugellana. Bene fare esercitazioni
periodiche, coinvolgere e mobilitare il volontariato, avere centrali operative e
mezzi per alluvioni e terremoti. Ma visto che –grazie a Dio- l’emergenza neve e
gelo” è più frequente di altre, più perniciose calamità, perché non impegnare e
orientare la rete della Protezione Civile anche a interventi, rapidi ed
efficaci, quando il ghiaccio paralizza la vita dei comuni mugellani? Dotarsi di
mezzi adeguati, andare a scuola da chi, magari in Trentino, di neve ne vede
tanta, ma non resta fermo quattro giorni ad aspettare che la pioggia risolva il
problema sciogliendo il ghiaccio, coinvolgere attivamente il volontariato in
modo che squadre di volontari entrino in azione in modo coordinato quando c’è da
toglier la neve, potrebbe essere una buona idea. Ed è un peccato che comuni e
comunità montana non ci abbiano pensato.
8)
L’assessore ai lavori pubblici, a chi si lamentava delle condizioni penose, e
pericolose, dei marciapiedi, ha ricordato il senso civico, ovvero che se ognuno
avesse spazzato il proprio pezzettino davanti a casa, le cose sarebbero andate
meglio (ma non erano liberi da neve neanche i passaggi pedonali intorno al
comune). In parte ha ragione: forse oggi siamo troppo abituati a pretendere
dagli altri, dall’ente locale in particolare, che risolva tutti i problemi,
ed evidentemente questo non è possibile. Ma il senso civico va anche
stimolato e sostenuto. Occorre sensibilizzare, occorre coordinare. Cosa che, da
parte dei comuni mugellani, generalmente, è del tutto mancata.
© il filo, Idee e notizie dal Mugello, gennaio 2010

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