E' FESTA NELLA FRAZIONE DI RUFINA
Nuova chiesa a Montebonello
Quella
del 18 maggio rimarrà una data da ricordare a lungo per gli abitanti di
Montebonello.
Nel tiepido pomeriggio di
quella domenica primaverile si è celebrata, infatti, la “Solenne Dedicazione”
(consacrazione) della nuova chiesa intitolata a San Miniato.
Una cerimonia
particolarissima, che insieme alla disponibilità per questo nuovo e ambito luogo
di culto, ha offerto l’opportunità di assistere ad un rito per certi versi
inusuale, cui raramente è dato partecipare nell’arco di una vita. Un evento
singolare insomma, da raccontare alle generazioni future, una storia bella che
parla della nostra terra, del nostro costume, della nostra religione.
Un breve corteo di religiosi tra i quali spiccava la solenne
presenza di S.E. il Vescovo Ennio Antonelli, ha percorso il breve tratto dalla
vecchia chiesetta fino al nuovo sagrato, come simbolico passaggio tra passato e
moderna entità. Qui il saluto al Vescovo da parte di don Vincenzo Arnone parroco
di Montebonello e il commosso ringraziamento di Maria Grazia Innocenti,
l’architetto che ha curato e seguito la realizzazione della moderna costruzione.
L’interno accogliente e di
generose dimensioni, è apparso quasi piccolo per l’occasione, tanti erano gli
intervenuti a questa prima cerimonia.
Presenti
alcune delle autorità locali e una ventina di sacerdoti giunti dal Mugello e
dalla Val di Sieve, il rito ha assunto aspetti di commovente intensità e
partecipazione. Dopo la preghiera iniziale è seguita la benedizione dell’acqua e
la deposizione delle sacre reliquie di San Miniato sotto l’altare. Di alta
suggestione emotiva l’invocazione per la Dedicazione recitata dal Vescovo, che
narra la storia dell’altare, da Noè a Cristo, e canta la mensa pasquale di Dio
in memoria del figlio diletto.
Momento centrale del rito,
vissuto con intensa partecipazione dall’intera assemblea, resta l’unzione
dell’altare, cosparso col Sacro Crisma; e la relativa vestizione a festa,
necessaria per la celebrazione eucaristica. Poi S.E. Ennio Antonelli ha
praticato l’unzione delle quattro colonne ai lati dell’aula per procedere infine
alla parte più antica del rito, quella riguardante la liturgia. Una
concelebrazione solenne, nella quale è manifestato attraverso i segni
sacramentali, lo scopo principale per cui è stata edificata la chiesa e
costruito l’altare.
Ora questo nuovo luogo di culto è finalmente disponibile per i
1600 abitanti di Montebonello, realtà in continuo sviluppo demografico, anche
secondo le previsioni del nuovo progetto urbanistico.
La nuova costruzione è
caratterizzata da un corpo centrale a pianta semicircolare addossato alla chiesa
esistente. Pur presentando un caratteristico stile innovativo dall’architettura
pulita e linee geometriche semplici, l’edificio non provoca alcun impatto visivo
fastidioso, e anzi la sua sagoma originale ben si adatta ai tratti più antichi
della vecchia chiesa e alle altre costruzioni che lo circondano.
Finestre rettangolari sottogronda, danno
luce ad un’aula di grandi dimensioni, coperta da travature in legno che
sostengono la singolare copertura a tre falde.
Il presbiterio, totalmente
in pietra, è rialzato rispetto al livello dell’aula e ospita l’altare realizzato
secondo un disegno sobrio e lineare. Un bel crocefisso in bronzo occupa la
parete dietro l’altare, e sopra di esso il timpano in legno e vetro offre la
vista suggestiva sul vecchio campanile e bagna di luce naturale la tavola
liturgica e l’intera area presbiterale.
Il fonte battesimale,
anch’esso in pietra, occupa lo spazio alla destra di chi guarda l’altare, ed è
illuminato da un’elegante vetrata a parete, ricca dei consueti motivi liturgici.
Un bel luogo dunque, dove
raccogliersi in preghiera e fare comunità; un luogo che può ospitare molti
fedeli anche nelle manifestazioni importanti, cancellando quel disagio ormai
insostenibile, provato spesso nella vecchia chiesa la cui capienza risultava da
qualche tempo insufficiente.
Una realtà che prosegue il percorso popolare della piccola
frazione di Pontassieve, e costituisce quell’anello cronologico mancante che si
riallaccia ad altri momenti di storia locale importanti, quando il castello e la
torre di Montebonello che tuttora la sovrastano, appartenevano ancora alla Mensa
vescovile di Fiesole.
© il filo, Idee e notizie dal Mugello, giugno 2008

