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temi sociali

MOLTI SPUNTI DI RIFLESSIONE DA UN’INIZIATIVA

DELLA SCUOLA PRIMARIA BORGHIGIANA

Noi e gli altri, la difficile solidarietà

Un’interessante tavola rotonda, promossa dalla scuola elementare di Borgo San Lorenzo, sul tema “Gli altri siamo noi. Educare alla solidarietà a scuola e a casa”, pur disertata dalla gran parte dei genitori e degli insegnanti, è stata un’utile occasione per sviluppare una riflessione ampia non solo sul tema dell’incontro, ma anche su altre questioni educative, in particolare sul rapporto scuola-famiglia e sui cambiamenti che stanno verificandosi.

L’avvio lo hanno dato i rappresentanti delle associazioni locali –Patrizia Zuri per l’Anpas pro Bielorussia, Roberto Cassigoli per Solidarietà Missionaria, Paola Chelazzi dell’Escalera, Antonio D’Alessandro per il gruppo Pro Calcutta, Nicola Mazzoni, di Perlafrica, Donatella Giuliani per il Progetto Accoglienza, Maurizio Veri, di Mangrovia e Antonella Bertaccini per gli Amidi della Missione di Padre Collana in Kenia-, che hanno illustrato le loro attività e in particolare la loro esperienza nella scuola: tutti infatti hanno incontrato gli alunni delle varie classi della scuola primaria, e per tutti è stata un’esperienza estremamente ricca e positiva, che ha visto i bambini fortemente interessati.

Dai loro interventi e dal dibattito che ne è seguito sono emersi spunti di riflessione estremamente interessanti. C’è chi ha sottolineato il valore educativo del coinvolgimento diretto, della partecipazione, dell’incontro: “sentir raccontare non basta”. Che “la solidarietà non la si insegna, la si sente e la si trasmette”, e che “la scuola non può essere il riflesso della società, ma deve cercare di cambiare la società”. Ma ci sono segnali preoccupanti. Anche nei bambini: “Dopo il primo abbraccio, quando arriva un bambino da fuori, i problemi non mancano. I nostri ragazzi sono terribili: ‘Io ho la play-station e tu no, io vo in camper e tu no’”. Allora “c’è bisogno, per i bambini, di esempi concreti: un’insegnante che tratti in modo giusto tutti, che viva correttamente il concetto che tutti siamo diversi”.

E poi tocca agli adulti: “I genitori sono i grandi assenti. E sono assenti da un discorso vero di solidarietà. Oggi tanti genitori sono cambiati… Magari non si usava la parola solidarietà, ma c’erano progetti comuni: se in classe c’era un ragazzo problematico, i genitori chiedevano cosa si poteva fare, in positivo, per venirgli incontro, per limitare o risolvere il problema”. Ora invece c’è l’indifferenza o addirittura la protesta. Si chiede di allontanare i “casi difficili”.

“Il genitore ora è molto presente quando parla del proprio figlio. In questo senso la situazione è cambiata ed è diventata molto più difficile. Si interessano e fanno comitati se facciamo mangiare ai bambini la frutta anziché la merendina…”

Insomma c’è da riflettere. Perché sarà difficile esprimere una solidarietà concreta verso i “lontani”, quando nelle nostre comunità ci si guarda in cagnesco, e si è sempre più isolati.

 

 

 

© il filo, Idee e notizie dal Mugello, giugno-luglio 2007

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