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Società - Comuni
I TEMPI DELLA CITTA'

ORARI DI UFFICI, NEGOZI E SERVIZI: UN PROBLEMA APERTO

Se la fretta ci minaccia

Si parla molto di "qualità della vita" e di riduzione degli orari di lavoro. Ma di tempo, oggi, sentiamo di averne sempre meno, con l'orologio che sembra correre a velocità accelerate.

Per questo la riflessione sul tempo che scandisce la nostra vita e la vita della società, è elemento senz'altro utile. Anche perché - lo nota nel suo articolo Massimo Biagioni - mentre si discute in modo acceso sulle 35 ore lavorative, ad altre fasce di lavoratori si vorrebbero espandere sempre più orari di apertura, articolandoli comunque in modo peggiorativo rispetto al passato.

L'argomento, di per sé, non è semplice: lo diceva perfino Sant'Agostino il quale, a chi gli domandava che cos'era il tempo, così rispondeva: "Se nessuno me lo chiede, io lo so. Ma se invece devo spiegarlo a un altro che me lo chiede, allora non lo so". E senza addentrarci in tortuosi percorsi filosofici sulla definizione del tempo, limitiamoci a notare che esso, nelle società moderne, è diventato sempre più un problema, fino ad essere equiparato ad uno degli elementi primari dell'Olimpo dei nostri giorni: non si dice infatti comunemente che "il tempo è denaro"?

E proprio l'eguaglianza tra tempo e denaro indica con tutta evidenza il rischio più grande di oggi, più grande e più facile, quello di sottomettere tutto e tutti, compreso dunque il tempo, il nostro tempo, alle ragioni del guadagno, alle esigenze del dio-denaro.

Per questo, tutti -senza esclusioni- sul tema dei tempi della vita quotidiana dovrebbero riflettere per individuare e scegliere quello che è più giusto. Tutti, amministratori pubblici e datori di lavoro, sindacati e lavoratori. Ma non solo loro: perché fare in modo che non sia il tempo, un tempo sempre più affrettato e convulso a decidere la nostra vita, ma sia la nostra vita a decidere, o comunque a influenzare, la scansione temporale, è interesse di ognuno: delle famiglie, che dalla frenesia dell'oggi distillano spesso il veleno dell'incomprensione e dell'incomunicabilità che mina la loro stessa unione; delle donne, che si trovano a vivere in una società che a parole promette pari opportunità, ma nei fatti ostacola una vita che spesso somma compiti grandi e faticosi, di lavoratrici e di madri; dei ragazzi e dei giovani, ai quali i genitori riempiono la vita di impegni, corsi e sport; di tutti insomma.

Anche dei credenti: perché non sarà un caso che il buon Dio, fin dall'inizio, abbia previsto per l'uomo un settimo giorno di "ferie", di pausa dal lavoro, occasione per guardarsi attorno e guardarsi dentro, per riscoprire il rapporto con se stesso, con gli altri, con Dio. E proprio nello sfumare di questi rapporti, dovuti all'affanno di un tempo che ci spinge troppo spesso a correre -senza sapere neppure la direzione-, sta una delle ragioni primarie della crisi di una società che stenta sempre più a trovare il senso della propria esistenza. 

 

ORARI DA RIVEDERE

Dei "tempi della città" si parla da tempo: un po' pomposamente qualche comune ha evocato l'intenzione di redigere perfino un "Piano regolatore dei tempi della città". Del resto c'è una legge, la 142 del 1990, che dà al sindaco la competenza di coordinare "gli orari degli esercizi commerciali, dei servizi pubblici e degli orari di apertura al pubblico degli uffici periferici delle amministrazioni pubbliche".

E di tempo ormai ne è passato un bel po'. Ma che cosa, concretamente è stato fatto? Vediamo, in modo molto sommario, cosa si è mosso in questo settore, con un occhio particolare agli orari di apertura dei negozi e degli uffici pubblici.

Negozi sempre aperti

La tendenza, certo non solo mugellana, ma di livello regionale e nazionale, è quella della liberalizzazione. A Borgo San Lorenzo "paladino" delle logiche di mercato si è fatto l'assessore Leonardo Romagnoli, che in campo commerciale fa professione di "liberismo": "Io sono -dice convinto- perché chi opera nel commercio abbia meno lacci, e quindi possa scegliere l'orario liberamente, in funzione dell'utenza. Quando c'erano giorni di chiusura rigida, se avevi bisogno di una cosa, eri costretto a far senza: ora invece il giorno di chiusura flessibile consente di avere un servizio migliore, soprattutto per i beni di prima necessità."

E questa linea sembra condivisa da buona parte dei commercianti: "Una maggiore flessibilità negli orari -nota Patrizia Parigi, di Parigi Fotocopie a Borgo- credo sia cosa buona, anche se ancora sulle fasce orarie occorre raccordarsi. In particolare mi sembra che ancora manchi un adeguato coordinamento tra i diversi esercizi, coordinamento che potrebbe consentire di dare all'utenza un servizio di gran lunga migliore. Penso ad esempio alla chiusura tra mattina e pomeriggio: questo, per una certa fascia di clientela, è un problema. Porto il mio stesso esempio: io che sono commerciante e chiudo alle 13, quando vado a fare la spesa, se escludo i supermercati? In altri paesi europei i negozi sono aperti senza interruzioni, e alle 18 chiudono: potrebbe essere un modello da imitare."

Anche Pierluigi Recati, presidente della Confcommercio Mugello, è realista e non si lamenta dei "tempi che corrono": "Il mondo va avanti -dice- e ne dobbiamo prendere atto. Le aziende che vogliono rimanere sul mercato dovranno adeguarsi per rispondere alle esigenza della clientela. Intendiamoci: è la grande distribuzione che conduce il gioco. L'apertura sempre più ampia, compresa quella domenicale, per loro è costosa, ma con la loro organizzazione del lavoro i supermercati possono fare quello che vogliono. Il problema vero è invece per l'azienda familiare".

Già, l'azienda familiare: che dalla prospettiva di aprire sette giorni su sette, per molte ore al giorno, si trova assai penalizzata, chiamata a fare gli stessi orari che facevano gli operai agli albori della Rivoluzione Industriale. L'assessore Romagnoli però non drammatizza: "C'è la facoltà di aprire -ripete-, non l'obbligo. Chi è interessato apre, e comunque l'importante è gestire il servizio sulla base della propria clientela. Del resto è ormai un paio d'anni che a Borgo abbiamo adottato questo modello, qualcuno apre la domenica, molti tengono chiuso, ma non mi sembra vi siano stati particolari problemi."

Sull'apertura domenicale Patrizia Parigi è più cauta: "Al di là di particolari momenti, come le festività natalizie o altri avvenimenti, non mi pare che nella nostra realtà abbia un gran senso. Anche se ritengo giusto dare la libertà di apertura". E Recati insiste sulla sua analisi: "E' evidente che per la piccola azienda, l'azienda familiare, aumenta il sacrificio. Ma è difficile conciliare le due cose, e la legge del mercato ti impone di aprire di più. Sugli orari devo anche dire che il comune di Borgo è all'avanguardia: di questo gli va dato atto, anche se magari sono scelte funzionali, in prospettiva, alle esigenza della grande distribuzione".

 

Orari degli uffici pubblici, pressappoco

Gli sportelli degli uffici pubblici, da qualche tempo, hanno cominciato ad aprire anche di pomeriggio, una o due volte la settimana (vedi gli orari degli uffici comunali mugellani). Ma l'impressione è quella di uno sforzo non coordinato, della mancanza di un disegno preciso e complessivo, di scelte che spesso paiono prescindere dalle esigenze dell'utenza.

A Borgo S.Lorenzo, un paio di anni fa, fu commissionato perfino un apposito studio sui tempi della città: i risultati, in verità un po' generici, hanno però portato a ben poco. "Di fatto -nota Monica Stelloni, sindacalista della CGIL- non è stato fatto un vero lavoro di coordinamento: un "tavolo" per concordare con tutte le realtà gli orari più opportuni non è stato attivato. E da come si attuano le scelte sembra quasi più un'adeguarsi al 'così fan tutti' piuttosto che verificare con attenzione e rispondere alle variegate esigenze dell'utenza".

Così capita perfino che il distretto USL a Borgo il martedì mattina, giorno di mercato, sia chiuso. E nel coordinamento dei tempi non sono state considerate banche e scuole. In molti comuni poi, nonostante che da tempo sia in vigore l'apertura pomeridiana, di pomeriggio la frequenza agli sportelli risulta bassa. E, rispetto ad esperienze innovative di altri comuni italiani, in Mugello si è ancora molto indietro nell'automazione e nel rendere più rapido il rapporto cittadino-pubblica amministrazione. Del resto variare o ampliare gli orari di sportello potrebbe perfino risultare di scarsa rilevanza se si riuscisse a fornire a domicilio la documentazione, o decentrandone i luoghi di rilascio. 

I tempi difficili delle donne

Così spesso certi cambiamenti, più che agevolare l'utenza hanno finito per penalizzare i dipendenti, e soprattutto quelli di sesso femminile. Stelloni lo riconosce: "Si parla molto di politica al femminile, di pari opportunità, ma dove più se ne parla meno si agisce. Cosa si è fatto di concreto a vantaggio delle donne nei nostri comuni? E con l'orario spezzato non c'è dubbio che le donne ci hanno rimesso più di tutte", fissando ad esempio orari a prescindere dagli altri servizi, a cominciare dal nido e dalle scuole. "Questa purtroppo è una realtà -dice la sindacalista della Funzione Pubblica della CGIL-: il più delle volte i nostri comuni hanno dato prova di una rigidità assoluta, non considerando minimamente gli spazi di garanzie, per determinate fasce svantaggiate di lavoratori che pure la legge prevedeva. Invece in molti casi si è applicata in modo rigido la norma, e questo significa o che non ti fidi di chi lavora per te, o che non sai assumerti la responsabilità di gestire situazione di maggiore flessibilità. Perché regole più flessibili, lo dimostrano chiaramente gli enti che hanno scelto forme di flessibilità estrema, hanno portato ad ottimi risultati abbattendo richieste di straordinario, assenze, permessi straordinari". Anche queste sono questioni di tempi, e di qualità della vita.

Paolo Guidotti

 

© il filo, idee e notizie dal mugello, gennaio 1998

 

APERTURA POMERIDIANA NEI COMUNI

(al gennaio 1998)

BORGO S.LORENZO         mercoledì 14 - 18,30

SAN PIERO A SIEVE lunedì - mercoledì 15 - 18

SCARPERIA                 mercoledì                     15 - 17.30

VAGLIA                         martedì                         15 - 18

VICCHIO                         mercoledì                14.30 - 19.30

FIRENZUOLA          lunedì e giovedì         14-17; 15-18

MARRADI        lunedì                      15 -17.30

PALAZZUOLO giovedì                     16 - 17.30

DICOMANO giovedì                          15 - 18

© il filo, Idee e notizie dal Mugello, giugno 1999
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