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NUOVI PASSI AVANTI PER I G.R.IM.

Si riparte dal Presepio

Ma a che serve il Centro Giovanile? Una riflessione

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Spero che chi legge queste righe abbia avuto la possibilità di vedere la "sorpresa" che i ragazzi G.R.IM. hanno preparato a vantaggio di tutta la comunità: il presepe allestito al santuario del S.S. Crocifisso.

Il lavoro di preparazione è stato lungo, ed in alcuni momenti anche faticoso soprattutto per alcuni adulti che, avendo più tempo a disposizione, hanno dedicato mattinate e diversi "dopo cena" alla ricerca di materiali e alla preparazione del fondale, allestendo un drappeggio che ha dato vita ad una splendida volta celeste. Il presepe dei GRIm al SS. Crocifisso di Borgo San Lorenzo (1998-99)Il risultato ottenuto ha, come sempre, ripagato di tutti i piccoli e grandi sacrifici, ed è stato - direi - emozionante soprattutto per noi che abbiamo partecipato dal "concepimento" alla nascita del presepe. L'idea di uscire dagli schemi classici e che riuscisse a porre Gesù incarnato non solo al centro della terra, ma anche dell'intero universo piacque subito e portò a dividere i ragazzi in 6 gruppi: 5 ebbero il compito di preparare l'ambientazione e i personaggi per ogni continente, l'altro gruppo, formato dai ragazzi più grandi si dedicò con grande piacere alla costruzione dei pianeti, della luna, il sole e le stelle.

Molta gioia mi ha dato la percezione della meraviglia che provavano i bambini quando, finalmente, hanno potuto osservare il frutto del loro lavoro, ciascuno soddisfatto di rincontrare il proprio personaggio collocato nella giusta ambientazione, nel deserto o nel ghiaccio del polo, oppure sotto ai mulini a vento olandesi come nei pressi della grande muraglia cinese.

Chi ha visto il presepe lo ha definito "universale", "cosmico". Mi sembrano le definizioni più appropriate perché la Terra si deve sentire parte, piccola e meravigliosa, di un Universo del quale ci sfuggono i contorni, ma che la nostra fede ci presenta come realizzazione del disegno divino. Allarghiamo perciò i nostri confini ed amiamo in maniera più ampia, scrollandoci di dosso le nostre bassezze, alle quali dedichiamo gran parte del nostro tempo; questo è il messaggio che sento e che vorrei seguire: essere più aperta e disponibile verso gli altri.

Penso che con questo lavoro, i ragazzi G.R.IM hanno nuovamente fatto centro, concludendo degnamente la prima fase dell'oratorio con una bella festa, cantando delle belle canzoni e divertendosi con un'allegra tombolata riscaldata da un'ottima cioccolata calda.

I bambini del GRIM al lavoroPer la seconda parte dell'oratorio invernale, che inizierà sabato 23 gennaio, c'è bisogno di animatori o comunque di chi voglia dare una mano. Quest'anno abbiamo avuto il graditissimo dono dell'impegno di nuove leve, ragazze delle superiori che hanno offerto un validissimo apporto e, da come hanno detto, ricevuto tanto dai ragazzi. Spero proprio che riescano ad inserire altri ragazzi grandi, che vogliano veramente vivere il loro cristianesimo nell'affascinante avventura del cammino di fede con i più piccoli.

Tanti grazie vanno a tutte le persone che si sono impegnate per rendere vivibili gli ambienti a noi destinati: a chi si è riscoperto imbianchino, chi elettricista, chi spazzino. A tutti la nostra riconoscenza e un arrivederci.

Angela Agostini

RIFLESSIONE: A CHE SERVE IL CENTRO GIOVANILE?

Accanto ai giovani, da cristiani

Dispiace constatarlo, ma dobbiamo ammettere che tra i credenti lo spirito missionario, inteso come trasmissione della Buona Notizia, si è alquanto affievolito. Concepiamo la Chiesa come un'agenzia tra le altre, principalmente adibita al miglioramento della qualità della vita: qualche conforto a metà strada tra lo spirituale e la psicologia, un pizzico d'etica, qualche buona maniera, un po' di volontariato e, in quantità industriale, corsi di formazione d'ogni genere. Inoltre traspare una sorta di preoccupazione di non entrare troppo in frizione col mondo, anzi, abbiamo assunto come valore anche il criterio della modernità intesa, tra l'altro, più come omologazione che come appassionata ricerca. Va da sé che in questo contesto, annunciare la salvezza per la morte e resurrezione di Gesù appare quasi come una provocazione gratuita.

Questa situazione, grave in generale, lo è drammaticamente di più riguardo ai giovani. Si avverte quasi il terrore di parlare loro con franchezza. Si lasciano ciondolare in un'indolenza carica d'insoddisfazione. Altri tempi - si dice -, oggi i giovani hanno esigenze maggiori rispetto al passato, non si accontentano con nulla. E in questo modo viene archiviato il problema.

E' per questo che quando sento parlare di oratorio mi brillano gli occhi. Oratorio, non Centro Giovanile. Quando penso alla parola oratorio mi vengono in mente tante cose, l'espressione centro giovanile invece non mi dice nulla. Non ha connotazione se non di luogo. E dire che il Cardinale Piovanelli, all'epoca dell'unificazione delle parrocchie, affermò che questa era una priorità per l'intero Mugello!

Il mio pensiero, naturalmente fallibile, è che il Centro Giovanile o si trasformerà in oratorio o, da un punto di vista ecclesiale, non servirà praticamente a nulla. E questo malgrado l'impegno generoso e capace di tante persone che vi dedicano tempo e energie. Il problema è principalmente di concezione. Sia chiaro, l'oratorio non va visto solo con lo specchietto retrovisore, cercando di ripetere pari pari esperienze del passato; ogni esperienza deve continuamente evolvere, l'importante è conservarne lo spirito originario, l'intima essenza che può assumere di volta in volta le forme più opportune.

L'esperienza dell'oratorio G.R.IM è un segno che qualcosa si sta muovendo per il giusto verso. I ragazzi non vengono lasciati pascolare, ma vengono aiutati a riflettere, a pregare, certamente a giocare, ma anche a lavorare con impegno. Perché questa formula, naturalmente adeguandola all'età, non può essere tentata con i ragazzi più grandi? Siamo veramente convinti che l'esigenza di dare un senso alla propria vita, di riconoscersi utili, di assecondare le proprie curiosità, di incontrare qualcuno che ti voglia bene e che spenda il proprio tempo insieme a te, non incontri l'interesse di nessuno? Perché non tentare?

Giampiero Giampieri

© il filo, gennaio 1999

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