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I “numeri” del servizio ospedaliero mugellano

L’ospedale di oggi

Un ospedale che cresce di Stefano Tagliaferri

Presentiamo qui una fotografia, chiara e sintetica, di quello che oggi è l’ospedale del Mugello in termini di servizi e di attività. Di recente infatti l’Asl ha organizzato a Borgo San Lorenzo un pomeriggio di “ospedale aperto”, dove ci si è confrontati sulla situazione e le prospettive. Iniziativa utile, anche se va rilevata la quasi totale assenza di “uditori”, e mancavano in particolare gli amministratori locali –un paio di assessori, neppure un sindaco-, ed erano pochissimi anche gli operatori e i rappresentanti dell’associazioniso sanitario.

Eppure si tratta di un argomento importante, non privo di problematicità, che sarebbe giusto mettere maggiormente a fuoco, anche andando oltre l’esposizione asettica fatta dai diretti interessati. Forse non sarà male riprovarci, cercando un coinvolgimento e una partecipazione più consapevole da parte della popolazione e degli addetti ai lavori.

Tra gli aspetti interessanti della giornata anche la riproposizione del programa di lavori, grandi lavori, da 25 milioi di euro, destinati a cambiar volto alla strutura sanitaria mugellana. Naturalmente anche su di essi, al di là dell’aspetto tecnico, non dovrebbe mancare un’attenta vigilanza da parte dell’opinione pubblica e degli aministratori locali. Perché le urgenze sono di oggi e di ieri (del Centro Sangue nuovo si parla, invano, ormai da anni), mentre i progetti sono per domani e ancor più per domani l’altro: si parla infatti di un’ultimazione dei lavori nel 2012. E l’Asl ha abituato i mugellani a ritardi clamorosi –si pensi alla costruzione dell’ospedale, durata 17 anni, ai lavori infiniti del poliambulatorio, ai pesanti ritardi del nuovo pronto soccorso-: per questo è lecito, anzi doveroso, stare con gli occhi aperti. Perché già non è una bella prospettiva che, ad esempio, per altri quattro anni si conviva con il caos quotidiano e i disagi per chi la mattina va a fare gli esami del sangue.

 

Un ospedale che cresce

L’Ospedale del Mugello è una struttura troppo importante per lo sviluppo complessivo del territorio mugellano:  l’adeguamento della  struttura, la garanzia di buoni livelli professionali, l’organizzazione che si occupa anche della umanizzazione delle prestazioni sanitarie, rappresentano da una parte sicurezza e vicinanza alle esigenze dei mugellani e dall’altra offerta di servizi di qualità anche per gli abitanti di Firenze e di altre zone.

Negli ultimi anni si sono concretizzati nell’ospedale mugellano alcuni adeguamenti importanti e decisivi (come il nuovo Pronto Soccorso), mentre ne sono stati programmati altri che tardano ancora oggi a concretizzarsi (ad esempio il Centro Sangue). Da un punto di vista dell’offerta di servizi, insieme alle purtroppo costanti difficoltà di adeguamento del personale, si sono avute conferme positive insieme a nuove specialità che si sono finalmente affermate.  Ma ricordando quanto si discuteva intorno al nostro ospedale non più tardi  di 7/8 anni fa, è possibile affermare oggi che siamo in una situazione radicalmente cambiata e la strada tracciata non può che prevedere un definitivo sviluppo?

Io direi proprio di sì. Le amministrazioni mugellane devono senz’altro tenere sempre alta e costante l’attenzione sul nostro ospedale, ma non sarà solo la nostra insistenza a  garantirne sviluppo, bensì dovrà essere interesse di tutta l’Azienda sfruttare la crescente potenzialità professionale, tecnologica e organizzativa di questo presidio.

Si spiega solo in questa nuova luce l’impegnativo piano di investimenti (25 milioni di €) che l’ASL10 ha programmato di attuare nei prossimi 5-6 anni per l’ospedale mugellano: insieme a interventi già in attuazione o previsti da tempo (Centro Sangue e Dialisi) sono previsti lavori innovativi per la funzionalità della struttura (centrale tecnologica) ed il confort delle persone (palazzina di entrata e attesa per diagnostica). Salutiamo dunque con favore questa nuova stagione per il nostro ospedale, in cui sembra non ci siano criticità sul versante del reperimento delle risorse, ma che dobbiamo monitorare perché non vi siano ingiustificati dilatamenti dei tempi di realizzazione. Speriamo che tutto questo sia accompagnato da una maggiore attenzione all’adeguamento numerico del personale e da una capacità di mixare l’attribuzione di ruoli di responsabilità fra professionisti provenienti dall’esterno e personale capace e fedele nel tempo al presidio.

Un ultimo auspicio: contiamo che la Direzione organizzi più spesso momenti di informazione e confronto (anche usando forme nuove) con i cittadini e operatori del territorio, perché se l’ospedale si mantiene trasparente e disposto al giudizio, sarà più facile coinvolgere le istituzioni locali, le organizzazioni di tutela, gli utenti nel risolvere criticità ed evidenziare i momenti di eccellenza.

Stefano Tagliaferri

Presidente della Società della Salute

© il filo, Idee e notizie dal Mugello, giugno 2008

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