
Avete 4 miliardi e 700 milioni? Con questa cifra potreste acquistare
un bell'antico convento camaldolese, in posizione panoramica e salutare.
A Luco di Mugello. Parliamo del grande ex-ospedale che ormai da anni
vuoto, attende di conoscere la sua sorte. Intanto conosce piccioni,
topi e degrado. Ma una svolta potrebbe essere vicina. Perché è giunta
la stima dell'immobile, premessa per una sua messa in vendita. Ancora
non vi sono decisioni e atti ufficiali, ma l'orientamento della Regione
e dell'ASL è di vendere tutto quanto sia possibile, per tappare le
falle di un bilancio sanitario sempre più problematico. E cinque miliardi
introitati dalla vendita dell'ex-ospedale farebbero sicuramente comodo.
Come spesso accade, l'operazione Luco è andata avanti con una lentezza esasperante. Le ultime luci della ribalta si accesero sull'importante complesso storico-architettonico qualche anno fa, quando il Comune di Borgo San Lorenzo puntò tutto sui fondi del Giubileo, per recuperare l'immobile e farne una struttura recettiva tipo ostello. Ma andò male, e per Luco non arrivò una lira. Da allora sulla sorte dell'ex-ospedale è sceso il silenzio, e anche i luchesi, in passato sgolatisi per sollecitare una soluzione che desse benefici alla frazione e che soprattutto assicurasse la salvaguardia dell'immobile, che col tempo rischia di degradarsi rapidamente, ora sembrano rassegnati. Intorno all'ex-ospedale non è mancato neppure un braccio di ferro tra Comune borghigiano e Asl con il primo che rivendicava la titolarità del bene, tanto da far ricorso al Tar. Ma visto che questa pretesa appariva piuttosto debole, alla fine si è preferito trovare un accordo. Il comune ha ottenuto il locale della farmacia e la "casa di Pietro", e un'opzione sulla ex-lavanderia, mentre tutto il resto è dell'Asl. Che vuol vendere, presto.
Da qui la stima, con un valore fissato a 4 miliardi e 700 milioni. E nei mesi scorsi qualche potenziale acquirente si è affacciato nel chiostro dell'antico convento: i rappresentanti di una finanziaria che effettua investimenti in strutture socio-sanitarie, e quelli di una società che lavora nel settore recettivo alberghiero di alta qualità. "Certo -riconosce il dott. Massimo Principe, responsabile di zona dell'Asl 10- l'operazione non si presenta facile. Il rischio è che un immobile di tale valore sia fuori mercato. Visto anche che -stante il progetto che era stato presentato per richiedere i finanziamenti del Giubileo- occorrerebbero almeno altri 7 miliardi per gli interventi di ristrutturazione."
Comunque a vendere si proverà: come insegna il caso di Villa Le Maschere, in fase di recupero ricettivo-residenziale, operatori e investitori ora stanno cominciando a guardare al Mugello con particolare interesse. Del resto se l'alternativa deve essere l'abbandono e la fatiscenza... E altro fatto importante è che i fondi introitati dalla vendita non siano dirottati altrove, ma servano per investimenti sanitari sul territorio. L'ex-ospedale di Luco è dei mugellani: e i miliardi che se ne potrebbero ricavare dalla sua alienazione dovrebbero andare tutti a vantaggio della zona.
© il filo, Idee e notizie dal Mugello, settembre 2001

