| ESPOSTO A SAN CARLO IL
SAIO DEL FRATE BEATO
Padre Pio e il Mugello Non solo a Roma, o a S.Giovanni Rotondo ma anche a S.Carlo
ora è possibile venerare padre Pio da Pietralcina. In una grande teca, appositamente
costruita per l'occasione da Lorenzo Crocini, vi è stato posto infatti il saio di padre
Pio, Anche il saio non a caso è a San Carlo. La veste era infatti stata donata da padre Pio a Elena Bandini, sorella di Giovanni Bandini, zia delle due signore, Angela e Elena, che hanno poi a loro volta donato al convento francescano di Montughi il saio, infine trasferito a San Carlo. Elena Bandini, dirigente amministrativa a San Carlo e collaboratrice di padre Massimo, nel 1936 lasciò Borgo San Lorenzo per trasferirsi a San Giovanni Rotondo, dove si costruì una piccola abitazione nei pressi della Casa della Divina Sofferenza: qui, fino alla morte, avvenuta nel 1955 prestò servizio accanto a padre Pio, suonando l'organo, dirigendo il coro e occupandosi di varie altre mansioni. E del resto i terziari della Congregazione di San Carlo furono tra i primi collaboratori di Padre Pio nell'erezione della Casa Sollievo della Sofferenza a San Giovanni Rotondo: oltre alla Bandini, anche il medico dott. Guglielmo Sanguinetti.
Intanto, in occasione di questa ostensione, la comunità dei frati Cappuccini e la Fraternità Francescana secolare invitano tutti a partecipare martedì 25 maggio alle ore 21.00 alla S.Messa che si terrà alla casa di riposo S.Francesco. Gianluca Paladini |
| © il filo, maggio 1999 |


donato da due sue figlie spirituali, Elena ed Angela
Bandini. La teca è stata collocata nella chiesa interna alla casa di riposo S.Francesco
ed è già meta di piccoli gruppi di fedeli che hanno anche la possibilità di vedere
esposti, per tutto il mese di maggio, i guanti insanguinati e altri oggetti appartenuti
all'umile servo di Dio, oggetti che padre Massimo da Porretta amava chiamare "i
cimeli di padre Pio". Il saio ora esposto a San Carlo e gli altri "cimeli"
sono il segno della vicinanza tra il Mugello e padre Pio. Il frate di recente beatificato
era infatti unito a Padre Massimo, fondatore del Terz'Ordine in Mugello da un reciproco e
saldo legame di fede e di amicizia. Ne sono testimonianza i viaggi fatti da padre Massimo
a S.Giovanni Rotondo, e l'epistolario in cui i due frati si sorreggono a vicenda di fronte
alle avversità dell'uno e dell'altro: le difficoltà finanziarie per la costruzione del
Ricovero per i poveri vecchi del Mugello o le restrizioni imposte dalle autorità
ecclesiastiche nell'esercizio del proprio ministero, patite da Padre Pio, e mettono in
comune i frutti delle loro gioie spirituali.
La ricca mole di documenti, frutto del legame tra padre Pio e padre
Massimo, comprendente fotografie e poche lettere autografe, è gelosamente custodita alla
casa di riposo, ed è da tempo oggetto di studio e di paziente catalogazione da parte di
un ricercatore, il gallianese Bruno Gori, in modo da poter rendere pubblico in futuro,
questa particolarissima documentazione.