| GRAN SUCCESSO PER LE FESTE MEDIEVALI IN ALTO MUGELLO Palazzuolo in costume
Anche il paese ci mette assai del suo: il centro storico di
Palazzuolo, con le sue stradine, la sua piazza e i suoi palazzi sembra fatto apposta per
queste Feste, e certo agevola il compito degli organizzatori nel ricreare le ambientazioni
medievali. Poi impressiona la coralità, la partecipazione degli abitanti: il comune è
piccolo, e sono molti, evidentemente ad aver accettato di vivere, per due fine settimana,
nei costumi medievali, che, ci dicono, sono anch'essi studiati e preparati in loco: Non mancava naturalmente la gastronomia. Ma anche qui tutto
era oltremodo curato. Niente stand fumanti con salsicce e tortelli, ma piatti dai sapori
semplici, e forti, e con stoviglie intonate all'epoca. Del resto vale la pena di
sottolineare che le "Feste Medievali. Medioevo alla corte degli Ubaldini",
quest'anno alla quarta edizione, tenutesi nella seconda metà di luglio e promossa
dall'associazione culturale Gruppo Storico "Oste Ghibellina", non sono
assimilabili alle sempre più frequenti rievocazioni storiche, folkloristiche e un po'
improvvisate che capita di vedere il giro. Conclusione: l'anno prossimo, per le Feste Medievali del 2000, è da immaginare che Palazzuolo supererà se stesso. E allora converrà non mancare. Un appuntamento che merita appuntare già sul calendario. - Foto di Andrea Lapi - |
| © il filo, Idee e notizie dal Mugello, agosto-settembre 1999 |


"Davvero bravi": è
questo il primo pensiero che saliva alla mente lasciando, a tarda sera, Palazzuolo sul
Senio, dopo aver partecipato alla Festa Medievale. Perché è stato davvero sorprendente
la ricchezza della manifestazione, l'atmosfera che gli organizzatori erano riusciti a
creare, la minuziosa cura dei particolari, la qualità degli spettacoli. Molto più di
quanto uno s'attenda.
dai bambini piccoli
agli anziani, sono tutti attori e protagonisti della rievocazione, a filare, come a fare
il pane e il formaggio all'antica maniera, a battere il ferro e a tagliar la legna, o
anche solo a passeggiare lungo le stradelle anticate con semplici tocchi di paglia, o
facendo la spola tra i suggestivi accampamenti lungo il fiume, con armi piccole e grandi,
dalle spade alla catapulta, che sembravano prese in prestito in qualche museo. Per non
dire dell'ubriaco o dei lebbrosi che girovagavano tra il pubblico.
All'origine delle feste c'è la passione per la ricerca
storica -non mancava infatti una mostra documentaria sulla storia del territorio di
Palazzuolo, "Caro Podere"-, ed anche l'amore per il territorio in cui si nasce e
l'orgoglio di viverci. Non capiresti altrimenti come un paese così piccolo sia in grado
di mettere in piedi un programma così intenso e curato: anche quest'anno a scorrere il
programma sembrava di leggere il campionario completo del Medioevo, delle sue suggestioni,
delle sue leggende e dei suoi personaggi mitici. Per non dire degli spettacoli, presentati
nel palcoscenico "naturale" della piazza, molti dei quali allestiti dagli stessi
palazzuolesi, con una cura, nei costumi, nelle musiche e nei testi, davvero rimarchevole.