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La copertina di questo mese
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A PALAZZUOLO RIVIVE IL MEDIO EVO

Alla corte degli Ubaldini

Palazzuolo, sfilata medievale, 1998Avete presente il cosiddetto "villaggio globale" quello dominato dai computer, dalle videoconferenze, dai telefonini, da internet? Bene scordatevelo. Il villaggio che andiamo a visitare non ha corrente elettrica, non ha il telefono, e, al posto delle tv, c'è un araldo con il cappello piumato.

Dove siamo? Nel Medioevo e precisamente alla corte degli Ubaldini. A Palazzuolo per sei giorni si è respirato come nel XIII secolo, nel corso della rievocazione storica che ha fatto rivivere i personaggi di quel tempo. Per le strette viuzze del borgo medievale è stato tutto un susseguirsi di splendidi quadretti del lontano tempo che fu. Potete trovare il battitore di moneta, il tintore, il beccaio e tanti altri personaggi tutti splendidamente inseriti nell'ambiente. Se poi vi viene sete o fame c'è "l'osteria bruciata" dove potrete soddisfarvi con piatti e bevande medievali. Dopo aver mangiato e ben bevuto un fragore di ferri vi ferma la digestione? Niente paura: sono dei cavalieri in armatura che si sfidano a duello in onore di Federico Barbarossa imperialmente seduto al tavolo, compiaciuto, tra dame e cavalieri.

Per gli amanti del brivido una serata tra le macchine di tortura con torturati veri che urlano fino allo sfinimento e i tamburi che, col rullare lento e lugubre vi fanno accapponare la pelle, conducono Maghinardo del Frassino, il nostro "Braveheart", al patibolo dove un boia, che più boia non si può, lo decapita con un secco colpo di mannaia. Non vi siete ancora ripresi dallo shock che vi imbattete nel campo militare dove gli arcieri tirano frecce incendiarie con i loro micidiali Longbow. Non potete fare a meno di fermarvi a guardare ma delle grida disumane vi gelano il sangue nelle vene e siete già accerchiati dalle streghe che con gli occhi iniettati di sangue vi lanciano anatemi. Finalmente giungono i soldati della Santa Inquisizione; le catturano e dopo un regolare processo le mandano al rogo.

Vi siete divertiti? Bene, andrete a casa a raccontarlo agli amici. E se vi piace il vero c'è la mostra "caro podere" dove per podere si intende il nostro quello dei Pagano prima, degli Ubaldini poi e dei Fiorentini dopo. La mostra curatissima vi svela come era ubicato il podere, dove erano i castelli, potete leggere la cronaca della battaglia di Lozzole e anche il testamento di Maghinardo Pagani datato 1302 scritto su una pelle di pecora.Insomma se volete vedere tutto questo dovete venire l'anno prossimo a Palazzuolo perché quest'anno le feste sono finite.

Sentiamo allora dalla voce di Paola Cavini presidente del gruppo storico "Oste Ghibellina" un bilancio di queste feste.

Allora Paola, un poco di riposo dopo questi sei giorni?

Sì, finalmente tiriamo il fiato però i giorni non sono stati solo sei per noi, ma molti di più. Organizzare la festa comporta un lavoro di preparazione che dura mesi; innanzi tutto dobbiamo fare il programma, definire quello che vogliamo rappresentare e metterlo poi in pratica.

Una faticaccia, insomma!palazzuolo catapulta.JPG (12762 byte)

E' vero ma siamo stati ripagati da un successo di pubblico che francamente ci ha sorpreso; avevamo anche investito in pubblicità ma l'affluenza del sabato e della domenica conclusiva è andata oltre ogni previsione.

Ma come riuscite a mettere insieme tutto questo?

La passione è il denominatore comune, il collante che fa da unione fra i componenti del gruppo storico. Ogni persona ha un compito e lo fa con molta determinazione e molto sacrificio. Ci sono momenti che ti sembra di non farcela, sei sempre in ritardo sui tempi: le scene da provare, i costumi da fare, e poi dobbiamo fare i lumini a cera, le torce. Non c'è tempo per mangiare, per dormire: c'è solo il lavoro da fare.

E lo staff funziona sempre?

Quando tutto è finito ti rendi conto che hai avuto intorno delle persone magnifiche, instancabili, perché, anche se siamo tanti, il lavoro è enorme e non devi mai perdere di vista la qualità di quello che proponi, altrimenti la fatica è sprecata.

A proposito di qualità, ma i costumi, le scenografie, è tutta roba autoprodotta?

Tutta roba nostra. Ogni componente è proprietario di uno o più costumi che si è fatto e pagato; naturalmente ci avvaliamo della collaborazione preziosissima di artigiani bravissimi, sarti e calzolai, che eseguono il lavoro basandosi su disegni e stampe rigorosamente d'epoca.

Tutto riprodotto fedelmente?

Sì, fedelmente, perché noi lavoriamo sul periodo tra il XII e il XIII secolo e abbiamo la fortuna di avere per quel periodo degli esperti come Marco Minardi e Giovanni Vignoli.

Ma perché avete scelto proprio questo determinato periodo storico?

La risposta è semplice, perché tra il 1200 e il 1300 Palazzuolo ha avuto il periodo più importante della sua storia con dei personaggi di tutto rilievo come Maghinardo Pagani che è stato un grandissimo condottiero, signore di Faenza, Imola, Forlì, contemporaneo di Dante Alighieri che lo citò nella Divina Commedia. Nipote di Maghinardo fu la Cia degli Ubaldini una donna guerriera che è passata alla storia per la difesa di Cesena dalle Truppe Papaline, insomma personaggi nati qui.

E gli Ubaldini?

Gli Ubaldini furono signori del Podere dopo i Pagano.

Bene, ma i palazzuolesi come vivono queste feste?

La maggior parte credo che si diverta e chi col turismo lavora, guadagna pure.

Quali sono i programmi per il prossimo periodo?

Abbiamo avuto una bella manifestazione il 12 e il 13 settembre alla Badia di Susinana dove nacque e fu sepolto Meghinardo Pagani e poi il 26 e 27 settembre la festa medievale per salutare l'arrivo dell'autunno con Diana e Pan. Chi si è perso le feste può venire a fine estate e godersi il clima e lo spettacolo.

Se vuol fare qualche ringraziamento fa un fax o manda i piccioni viaggiatori?

Salgo sull'Arengo e dico grazie ad uno ad uno a tutti quelli che hanno lavorato con noi e per noi. Li abbraccio tutti perché la loro forza è la mia forza, il loro sorriso è il mio sorriso. Evviva l'Oste!


Mugello, l'ultimo feudo

1ubaldini palazzuolo.GIF (17938 byte)Facendo un giro per il Mugello di oggi alla ricerca di vestigia storiche non può non balzare agli occhi la grande presenza medicea e verrebbe istintiva la simbiosi Medici-Mugello. Certamente i Medici sono stati importantissimi nella nostra storia ma non sono stati gli unici.
Infatti dal 600 al 1373 una grande e potentissima famiglia governò e decise sulle sorti del Mugello e del Podere, quest'ultimo è la zona di Palazzuolo, gli Ubaldini. Giunti in Mugello con le invasioni barbariche, probabilmente Longobardi, vi si stabilirono intorno al '600 e per altri 700 anni ne furono incontrastati signori del Feudo. Ebbero castelli e rocche da dove i vari rami della famiglia esercitarono sui loro sudditi un potere di vita e di morte.

Il loro periodo migliore fu certamente sotto gli imperatori Federico I e II ed è proprio da una visita di Federico Barbarossa, ospite nel castello della Pila presso Polcanto, che deriva la leggenda dello stemma degli Ubaldini, che è una testa di cervo. Si narra appunto (ma è probabile che l'episodio sia stato "costruito" a posteriori, per dar lustro alla famiglia) che l'Imperatore durante una caccia al cervo seguisse uno splendido maschio e che Ubaldino Ubaldini prendesse l'animale per le corna affinché l'imperatore a cavallo potesse trafiggerlo.Rimasto colpito da tanto coraggio durante il banchetto il Barbarossa donò il trofeo del cervo agli Ubaldini e concesse l'onore di fregiarsi delle "ramose corna" sullo stemma di famiglia.

Tra gli Ubaldini furono molti i personaggi di grande rilievo storico ma due furono le figure emblematiche per potere e per coraggio, il Cardinale Ottaviano Ubaldini e Maghinardo del Frassino.Il Cardinale fu un uomo potentissimo che estese il dominio degli Ubaldini fino al Castello della Carda presso Apecchio "rischiò" di diventare Papa nel famoso conclave di Viterbo e fu grande elettore e sostenitore di Tebaldo Visconti che prese il nome di Gregorio X.Maghinardo del Frassino invece fu l'ultimo Ubaldini che dal suo castello del Frassino presso Palazzuolo contese ai Fiorentini il dominio sul Podere.Si batté come un leone ma i Fiorentini che avevano già conquistato e comprato tutto il Mugello ne ebbero ragione e dopo averlo portato in catene a Firenze lo decapitarono e lasciarono il suo sangue sulle pietre del Bargello giorni e giorni a monito della fine di una stirpe.

Dei castelli degli Ubaldini non rimasero che pochi ruderi e le maestose rocche, prima fra tutte Monte Accianico, furono rase al suolo con un furore che dimostrava come i Fiorentini temessero gli Ubaldini.L'ultimo Ubaldini, Giovanni D'Azzo, trovò rifugio tra gli Ubaldini della Carda fuori dal suo Mugello, dal suo Podere.Ad Apecchio gli Ubaldini tennero la Contea fino al 1750 e ancora oggi l'ultima contessa Ubaldini vive ad Urbino unica erede di una famiglia tra le più nobili e più antiche d'Italia.

Al Mugello "ultimo feudo" che li ha dimenticati dettero molto e molto ebbero. Con le parole dello storico Sac. Casini li ricordiamo "vinti caddero dal loro potere, ma caddero colle armi in mano e caddero non per scarsezza d'animo, ma vinti da quelle storiche e fatali evoluzioni dei popoli, che maturate e decise non si trattengono più!".

Servizio di Lucio Cavini

© il filo, Idee e notizie dal Mugello, settembre 1998
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