UN PALAZZUOLESE SCRIVE AL “CORRIERE”
Io, amministratore
di un piccolo comune
Sul
sito del “Corriere della sera”, di recente, ci siamo imbattuti per caso in un
intervento, sullo spazio di Beppe Severgnini. che riguarda
Cari Italians,
sono un amministratore di un piccolo comune, faccio parte della casta. Sì, ma la
mia è la casta dei coglioni, quelli che per vivere devono anche lavorare (guido
gli autobus). Tutto il mio tempo libero lo dedico al Comune, vado alle riunioni
in giacca ma mi sdraio anche sotto le scrivanie per aggiustare un cavo di rete.
Il mio Comune, guidato da una donna, riesce ad andare avanti tra mille sacrifici, noi discutiamo per spendere 50 euro! La nostra auto blu, una Punto comprata usata, macina chilometri, gli assessori guadagnano la stratosferica cifra di 150 euro al mese, il sindaco poco di più, io invece la bella cifra di 109 euro l'anno. Però abbiamo la soddisfazione di avvicinarci alle elezioni con tutto il programma realizzato, senza aver aumentato di una lira le tasse, ristrutturando tutto il palazzo comunale, cambiato sistema di raccolta rifiuti e raddoppiato la raccolta differenziata. Abbiamo fatto tante opere pubbliche e migliorato il nostro sistema sociale. Siamo riusciti ad avere l'Adsl in questi giorni. Abbiamo aumentato di un quinto le corse dei trasporti pubblici, stiamo ampliando la casa di riposo e aprendo un centro per il telelavoro. Potrei scrivere pagine di cose realizzate! La cosa della quale vado fiero è che non abbiamo aumentato il debito del Comune, impegnandoci ad un rientro programmato.
Insomma se alle prossime elezioni non
saremo rieletti sarà perchè siamo antipatici ma non perchè non abbiamo fatto
quanto promesso. Noi siamo una lista civica, dimenticati anche dai partiti, da
tutti i partiti. Siamo riusciti ad avere quello che ci spettava perchè lo
abbiamo preteso da istituzione. Frequentando chi di politica ci vive sorridiamo
davanti all'ansia che hanno per la paura di perdere
© il filo, Idee e notizie dal Mugello, marzo 2008

